L'Unità. Giornalisti in sciopero ad oltranza

Sciopero ad oltranza. E' questa l'ultima iniziativa messa in atto dall'assemblea dei giornalisti dell'Unità contro l'editore che non risponde ai giornalisti che non ricevono lo stipendio da mesi. Oggi, 17 maggio 2017, il quotidiano fondato da Gramsci non era in edicola e non si sa quando potrà tornare ad esserlo. E' la prima volta che accade all'Unità, che da anni vive una situazione aziendale a dir poco difficile. "Una scelta dolorosa, drammatica, ma inevitabile – spiega il Comitato di redazione in una nota –. Mai lavoratrici e lavoratori erano stati sottoposti ad un ricatto di una tale, devastante portata: per aver riconosciuto il vostro diritto al salario dovete conculcare i diritti di vostri ex colleghi; diritti sanciti da un tribunale. Non ci piegheremo a questo ricatto. Non lasceremo che l'Unità divenga l'apripista di un attacco senza precedenti al diritto del lavoro".

Insieme allo sciopero ad oltranza il Cdg, insieme al sindacato, ha avviat l’azione legale a tutela della redazione davanti al giudice del lavoro. Le due iniziative sono state annunciate nel corso di una conferenza stampa tenuta a Roma, nella sede della Federazione Nazionale della Stampa, alla presenza del segretario generale Raffaele Lorusso e del legale della Fnsi, Bruno Del Vecchio, oltre all'Asr, al Cdr ed ai giornalisti del quotidiano fondato da Antonio Gramsci.

"Lo scopo di questo incontro – ha esordito il segretario generale Raffaele Lorusso – è quello di richiamare l'attenzione dei colleghi e dell’opinione pubblica su quello che sta accadendo a l'Unità. Qualche mese fa, come denunciato dal Cdr, l'amministratore delegato aveva risposto ad una sollecitazione del Comitato di redazione con la frase: Quando la scure si abbatterà su di voi, la morte avrà la mia faccia. Un paio di settimane fa, alla richiesta dei colleghi di sapere quando sarebbe stato corrisposto lo stipendio, la risposta è stata: Quando convincerete le vostre colleghe a ritirare le azioni di pignoramento. Questo si chiama ricatto. A l’Unità si è superata ogni misura. Per questo abbiamo dato mandato ai legali di procedere per comportamento antisindacale. Un'iniziativa che serve a ristabilire delle corrette relazioni industriali tra azienda, dipendenti e rappresentanza sindacale".

"All'azienda abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere risposte", hanno chiarito i rappresentanti dei giornalisti. "Se non arriveranno, per la prima volta nella storia del giornale, daremo vita ad uno sciopero ad oltranza", ha spiegato il Comitato di redazione.

Oltre all'azione legale e allo sciopero ad oltranza, il Cdr ha indicato le prossime iniziative che i giornalisti de l'Unità intendono intraprendere: "Chiederemo un incontro urgente ai presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, coinvolgeremo Cgil, Cisl e Uil, chiederemo al ministro Lotti di intervenire. Stiamo lottando per il nostro giornale, ma anche per tutti i giornalisti e per difendere un principio fondamentale del diritto del lavoro. Ci mobilitiamo perché il caso l’Unità non si trasformi in un pericoloso precedente".

La vicenda dei colleghi dell’Unità sarà portata all'attenzione dei colleghi anche nel corso del presidio di mobilitazione che la Fnsi ha indetto per mercoledì 24 maggio. "La prima di una serie di iniziative – ha spiegato il segretario Lorusso – con le quali chiediamo a governo e parlamento di aprire tavoli di confronto sui temi del lavoro giornalistico, dalla buona occupazione alla lotta al precariato al fenomeno delle querele temerarie. Tutti argomenti rispetto ai quali le istituzioni hanno manifestato aperture, ma non hanno ancora fatto nulla di concreto, con il rischio di trasformare la riforma del settore avviata lo scorso ottobre in un’occasione perduta".

Dal canto suo l'editore nega le accuse. "C'è stata piena condivisione della delicata situazione del giornale ed allo stesso tempo degli strumenti da mettere in campo per salvaguardare i posti di lavoro dei giornalisti, all'interno della necessaria opera di ristrutturazione che il giornale si appresta a varare e che consentirà di riorganizzare e rilanciare il prodotto editoriale". A sostegno di quanto affermato l'editore ricorda che "nei giorni scorsi si è tenuto a Milano un incontro tra il direttore de l'Unità Marco Bucciantini e l'amministratore delegato de l’Unità srl Guido Stefanelli". "Tutto ciò – afferma l’editore – nella comune consapevolezza che il taglio dei posti di lavoro dovrà costituire l'extrema ratio, ma che al contempo la società deve trovare un sostenibile equilibrio finanziario per poter guardare al futuro con rinnovato slancio2.

La Piesse sostiene che “le recenti primarie del Partito democratico hanno fatto registrare un’altissima affluenza, di poco sotto i 2 milioni, che dimostra come sia ampio il novero dei simpatizzanti del Pd e come potrebbe essere ampio il bacino dei lettori del quotidiano. Per tale motivo, cercheremo di rinnovare il prodotto, di potenziare la campagna pubblicitaria e di abbonamento”.

La Piesse invita, quindi, "il neo Segretario Matteo Renzi in redazione, auspicando che trovi un po' di tempo per qualche approfondimento politico sulle colonne de l'Unità che, rispetto a quelle del Foglio, sono sicuramente più ascoltate nella comunità del suo partito".