Visto e Novella 2000 verso la chiusura. I Cdr: "Berlusconi non candidi la Santanchè"

Brutta notizia per i "gossippari" da ombrellone. Due testate storiche della materia, Novella 2000 e Visto, rischiano la chiusura. Lo fanno sapere i comitati di redazione dei due settimanali che attaccano l'editore, l'onorevole Daniela Santanchè, proprietaria della società editrice Visibilia, e si appellano a Silvio Berlusconi affinché non la candidi mai più nelle fila del centrodestra.

"L'imprenditrice e politica, che nei suoi appassionati interventi televisivi si propone come paladina delle professionalità italiane e dei lavoratori, predica bene in pubblico, ma razzola male nel privato della sua impresa", afferma in una nota l'organo sindacale che spiega: "martedi' 25 luglio Daniela Santanchè (supportata dal suo fidanzato, il principe Dimitri d'Asburgo Lorena) ha annunciato la liquidazione della Visibilia Magazine Srl, casa editrice degli storici settimanali Novella 2000 e Visto".

"Santanchè - ricostruisce il cdr - aveva acquisito i due giornali nel 2015 da PRS Editore, affermando di volerli far tornare ai fasti di un tempo, perché essere editrice di due testate così importanti era sempre stato il suo sogno".

"Di più - si legge ancora nella nota - Un sogno che la riempiva di orgoglio, parole accompagnate da promesse di sostegno e di rilancio delle due testate che però sono svanite nel nulla solo sei mesi dopo, quando la Santanché, comunicando una perdita pari a un milione di euro, ha chiesto ai suoi lavoratori un sacrificio enorme: una pesantissima cassa integrazione".

I lavoratori (complessivamente 16 tra giornalisti e impiegati), "sottolineando il mancato sostegno di Visibilia alle due riviste lasciate andare a sé stesse, hanno accettato il sacrificio, accordandosi per la cassa integrazione, della durata di due anni, che sfiora il 45 per cento. Altissima sia per l'impatto sugli stipendi (e sulle famiglie dei lavoratori), sia per l'organizzazione del lavoro". All'atto della firma di quell'accordo la Santanchè si era dichiarata soddisfatta: la manovra, nelle sue parole, avrebbe riportato in positivo i bilanci.

Nello stesso tempo "diverse agenzie fotografiche e collaboratori hanno smesso di fornire servizi alle due testate, perché da mesi non vengono pagati. E, se ciò non bastasse, la Santanchè non ha versato nei tempi il Tfr dei lavoratori, chiedendo in seguito una rateizzazione per regolare le varie situazioni". Arrivando a oggi, "dopo un anno di cassa integrazione La Pitonessa (nomignolo conquistato in politica), che sostiene di essere un'abile imprenditrice che tutela i lavoratori e le professionalità italiane, nella realtà fallisce la sua esperienza di editore (e imprenditore) affidando la sua società Visibilia Magazine Srl a un liquidatore".

A questo punto, conclude il cdr, "noi giornalisti di Visibilia Magazine, che siamo anche cittadini elettori, ci chiediamo quale credibilità possa avere un politico come Daniela Santanchè che nella sua carriera da imprenditrice si sta dimostrando inaffidabile e incapace di mantenere le promesse. Che credibilità potrà mai avere quando, di qui a qualche mese, tornerà di nuovo a chiedere il voto agli italiani?". Pertanto, "ci appelliamo al capo del suo schieramento politico, Silvio Berlusconi, uno dei più grandi editori d'Italia, che come è noto si è sempre vantato di non aver mai licenziato nessuno: è sicuro, Berlusconi, di voler candidare nel suo schieramento una persona che si è dimostrata così poco capace di gestire le sue aziende lasciando 'per strada' i suoi lavoratori e le loro famiglie?".

Una posizione quella dei giornalisti che, però, non è condivisa dai direttori delle due testate, Roberto Alessi e Benedetto Mosca. "Quali direttori dei settimanali Novella 2000 e Visto - hanno scritto -, ci dissociamo dal comunicato diffuso in data 25 luglio 2017 dal Comitato di Redazione delle due pubblicazioni che, anziché esprimere legittime proteste e chiedere chiarimenti sullo stato e le prospettive della insostenibile situazione ereditata dalle precedenti proprietà delle due testate, muove aspre critiche accompagnate da gratuite offese all’Editore nella persona di Daniela Santanchè, facendo leva sui suoi impegni politici, pratica inaccettabile in una società democratica. A Daniela Santanchè vanno la nostra stima e la nostra solidarietà per avere, per quanto possibile, tentato di risanare i costi aziendali nell’interesse dell’Editoriale e di quanti in essa lavorano".