Sede de Il Mattino in vendita. I giornalisti scioperano

Dopo 56 anni la storica sede de "Il Mattino" di Napoli in via Chiatamone, viene messa in vendita. Per protestare contro questa decisione dell'editore Caltagirone e contro il trasferimento della redazione al centro direzionale, i giornalisti del quotidiano partenopeo hanno indetto due giorni di sciopero per il 19 e 20 giugno. Per questo il giornale oggi e domani non sarà in edicola.

I motivi della protesta vengono spiegati in un comunicato del comitato di redazione, pubblicato sul sito web. Il nodo resta il cambio di sede dopo 56 anni: fu inaugurata il primo maggio del 1962 e non si tratta ovviamente di una scelta neutra per un giornale radicato a Napoli.

Era già stata chiesta al Comune l'autorizzazione per realizzare un supermercato e un garage. Ora la notizia della vendita dell'immobile che i giornalisti, spiegano in un comunicato, hanno appreso solo dalla "pubblicazione di un’inserzione pubblicitaria destinata al numero di domani del quotidiano (oggi, ndr)".

"La redazione - prosegue il comunicato - si era detta preoccupata per lo spostamento di sede, comprendendo i motivi di risparmio economico, ma lamentando la perdita di centralità geografica e culturale e aprendo una trattativa sulle condizioni di sicurezza presso la nuova sede destinata. L’annuncio pubblicitario in fase di trattative sindacali e in assenza di risposte da parte dell’azienda è una provocazione che non poteva essere accolta diversamente: tre erano i giorni di sciopero già proclamati e finora non utilizzati per un atto di responsabilità".

L’azienda, dal canto suo, sostiene che "già da alcuni mesi il Comitato di redazione è stato informato, in maniera esaustiva, della decisione di risolvere il contratto di affitto della sede di via Chiatamone e di sottoscriverne un altro, più vantaggioso, per i nuovi locali del Centro Direzionale”.

"I motivi – sostiene Caltagirone Editore – sono stati ampiamente discussi: palazzo occupato solo in minima parte, costi gestionali abnormi e insostenibilità del risultato economico di bilancio".

Secondo l’azienda “il Cdr, in occasione dei vari incontri avuti, ha sollevato talune questioni legate al trasferimento nella nuova sede e in particolare ha chiesto garanzie di sicurezza durante l’uscita serale dal lavoro".Caltagirone Editore aggiunge che “su tutti i rilievi posti, l’Azienda ha fornito esaurienti chiarimenti, dichiarandosi inoltre disponibile a nuovi incontri”.

Pertanto, secondo l’editore "lo sciopero è immotivato e incomprensibile in quanto va contro la libera decisione di un proprietario terzo di mettere sul mercato un proprio immobile e rende inutile ogni ulteriore confronto sindacale".

Piena solidarietà ai giornalisti in sciopero viene espressa dalla Federazione Nazionale della Stampa e dall'Associazione Regionale di Stampa, ricordando che "non è la prima volta che l’editore agisce in totale dispregio dei corretti rapporti sindacali".

Ritenendo “necessario dare un segnale forte e reagire per contrastare atteggiamenti oramai intollerabili”, la Fnsi annuncia che anche di questo caso si discuterà nella consulta dei Cdr convocata per domani a Roma.

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