Tagli a "Il Giornale". Sciopero immediato dei giornalisti

I lettori de "Il Giornale" stamattina non hanno trovato il loro quotidiano in edicola. L'assemblea di redazione del quotidiano della famiglia Berlusconi ha, infatti, deciso all'unanimità di scioperare contro il piano di tagli annunciato ieri dalla società editrice.

"L'utilizzo dello strumento dei contratti di solidarietà nella misura annunciata – si legge nel comunicato del Cdr – è di una entità senza precedenti e incompatibile con la qualità del quotidiano". Lo sciopero immediato, prosegue il Comitato di redazione, "è una decisione sofferta ma inevitabile davanti ad un'azienda che non propone alcun piano di rilancio editoriale ma scarica sulle spalle dei redattori, cui vengono prospettati sacrifici intollerabili, il peso di una crisi che riguarda l'intero settore dell'editoria. A mesi di richieste di chiarimenti sullo stato dei conti e sulle prospettive di rilancio si è risposto con dichiarazioni tranquillizzanti, clamorosamente smentite dall'annuncio odierno".

I giornalisti del Giornale si dicono "pronti a fare la loro parte ma certamente non nella misura abnorme ipotizzata dall'azienda. L’assemblea – conclude il comunicato – ha dato mandato al Cdr per la prosecuzione della trattativa decidendo fin d'ora, se necessarie, altre due giornate di sciopero".

A suo modo è una giornata storica per il giornale fondato da Indro Montanelli che oggi è al primo sciopero della sua vita. Una misura imposta, secondo i giornalisti, dalla manovra lacrime e sangue prospettata dall'editore che prevede di abbattere gli stipendi del 30% per tre anni. Preludio, sempre secondo i cronisti del quotidiano, alla resa di Berlusconi a Salvini e alla ritirata del Cavaliere e di Forza Italia dalla scena politica.

Al fianco dei giornalisti in sciopero si schierano la Federazione nazionale della Stampa italiana, l'Associazione lombarda dei giornalisti e l’Associazione stampa romana. "Il sindacato – spiegano Fnsi e Assostampa – ritiene che il superamento di fasi di difficoltà non possa avvenire continuando a portare avanti una politica di tagli al costo del lavoro, ma richieda investimenti mirati e a lungo termine. Per questo condivide le preoccupazioni del Cdr ed è pronto a sostenerne le ragioni in ogni sede".

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