Il Giornale. Slitta la chiusura della sede romana ma continua l'agitazione

Prosegue l'agitazione della redazione de Il Giornale. La società editrice, scrive il Comitato di redazione l'8 aprile scorso "ha confermato la chiusura della redazione romana del quotidiano: una decisione di una gravità inaudita, anche perché ignora totalmente le prese di posizione che dal mondo politico, economico e culturale hanno in questi giorni chiesto a gran voce che il Giornale possa continuare pienamente a svolgere la sua parte nella vita del Paese, con le battaglie e le notizie che solo una presenza fisica nella Capitale consente".

La serrata però, diversamente dai precedenti annunci, è slittata di un mese: dal primo al 31 maggio e cioè dopo le Europee. "Non è una concessione - sottolinea il cdr nel comunicato - è anzi un espediente per consentire che le elezioni europee vengano raccontate dal Giornale in un clima di pace sindacale. Ma questo non avverrà. Faremo sentire la nostra voce in ogni occasione possibile, nell'interesse nostro e dei nostri lettori".

Il cdr dunque annuncia battaglia: "Non permetteremo che la storia di libertà del Giornale venga tradita. Per accompagnare alla porta i giornalisti di cui si vuole liberare, l'azienda offre un incentivo all'esodo del tutto inadeguato, pari a meno della metà di quanto ogni redattore si era sentito proporre appena poche settimane fa dal direttore: il quale viene così sconfessato dal suo stesso editore. Anche questo la dice lunga sul clima di non governo che si respira in redazione, e che è responsabile delle difficoltà attuali ben più del costo del lavoro". (Fonte: Lettera43)

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