Addio a Valentino Parlato. Fu tra i fondatori de "Il Manifesto"

Se n'è andato a 86 Valentino Parlato, giornalista di stampo comunista, penna sempre pungente e sferzante che nella sua lunga militanza non ha lesinato critiche alla sua sinistra, quando ha preso derive sbagliate. Nato a Tripoli, in Libia, il 7 febbraio 1931, Parlato è stato tra i fondatori del "Manifesto", ricoprendo più volte la carica di direttore del giornale e presidente della cooperativa editrice. Dal suo Pc è stato perfino radiato nel 1969.

Di origini siciliane e fumatore accanito, Valentino Parlato fumava ottanta sigarette "Pueblo" al giorno e beveva vino bianco anche di buon mattino. Dopo gli inizi all'Unità e poi a Rinascita cominciò nel ’69 la sua avventura nel Manifesto, sin dal primo numero con Luigi Pintor, Aldo Natoli, Luciana Castellina e Ninetta Zandegiacomi. Ne è stato direttore, spesso anzi condirettore secondo l'abitudine del Manifesto, molte volte tra il 1975 e il 2010 (nello specifico dal 19 settembre 1975 al 30 novembre 1985; dal primo gennaio 1988 al 30 luglio del 1990 e infine dal primo ottobre 1995 al 30 marzo 1998).

Nel 2012 è stato l’ultimo dei fondatori a lasciare il giornale-partito, al quale ha dedicato due libri: "Se trentacinque anni vi sembrano pochi" (Rizzoli 2006) e "La rivoluzione non russa. Quaranta anni di storia del manifesto" (Manni).

"Comunista per tutta la vita, ha militato nel Pci fino alla radiazione, lavorato a Rinascita, fondato e difeso il manifesto in tutta la sua lunga storia" le parole con cui il giornale ha ricordato Parlato in un post sul suo sito, mettendo a disposizione degli utenti anche una raccolta dei suoi articoli, dal 2013 a oggi.

Tra i vari messaggi di cordoglio giunti da diversi esponenti politici, anche quello del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che ha definito Parlato un "vero intellettuale e grande giornalista che nel corso della sua vita ha fatto del giornalismo indipendente il cuore pulsante del Manifesto", e del presidente del Senato, Pietro Grasso che lo ha descritto come "una voce libera e autorevole".