Giornalisti minacciati, al Lazio il primato della Regione più pericolosa

Maglia nera al Lazio come regione in cui si verifica il maggior numero di intimidazioni ai giornalisti. Lo rivela il "Rapporto sulle minacce ai giornalisti nel Lazio" condotto dall'associazione "Ossigeno per l'informazione. "Quest’anno, in Italia, il 40% delle minacce agli operatori dell'informazione si è verificato nel territorio del Lazio - a dichiarato il direttore e il segretario di Ossigeno, Alberto Spampinato e Giuseppe F. Mennella, consegnando al Presidente e alla vice presidente della Commissione Antimafia della Regione Lazio, Baldassare Favara e Marta Bonafoni, un aggiornamento del rapporto pubblicato per la prima volta il 3 maggio scorso -. La pressione intimidatoria è di 15 punti più alta rispetto agli anni scorsi. Da gennaio a maggio la frequenza è stata di 11 episodi al mese, ma negli ultimi due mesi è raddoppiata".

Stando al rapporto, sintetizza il sito dell’associazione, sono 46 le minacce documentate avvenute nella regione nei primi quattro mesi dell'anno, contro le 61 totali avvenute nel resto d’Italia, nello stesso periodo. Alla conta sono però da aggiungere 47 nuovi episodi rilevati nel Lazio dall'Osservatorio negli ultimi due mesi (fino al 21 luglio), arrivando a un totale di 93 episodi nella sola regione. Considerando che nel resto d’Italia, nello stesso periodo, si sono verificati altri 146 episodi, risulta che nel Lazio si registra il 38,9% delle minacce.

E se nel primo semestre gli episodi si sono verificati al ritmo di 13 al mese, negli ultimi due mesi il ritmo è raddoppiato rispetto ai quattro precedenti, passando da 11, 5 a 23,5 episodi al mese. Nei sei anni precedenti, spiega ancora il Rapporto, il Lazio concorreva agli episodi di minacce ai giornalisti per il 25%. L’accentuazione del fenomeno è stata dunque notevole (+15%).

"Siamo preoccupati perché i giornalisti sono esposti a rischi evidenti e le autorità non prendono iniziative per impedirlo e proteggerli. Siamo preoccupati perché un clima intimidatorio così diffuso impedisce la libera circolazione delle informazioni e di conseguenza impedisce ai cittadini di partecipare pienamente alla vita pubblica", hanno detto ancora Spampinato e Mennella, ribadendo come i dati giustificano la richiesta di interventi rapidi, attenti ed incisivi delle autorità.

Sono diverse le istituzioni alle quali è stato consegnato il dossier, illustrato agli stessi giornalisti anche in occasione dei corsi di formazione promossi dall’Associazione Stampa Romana e dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Oltre al Presidente del Senato e al prefetto di Latina, Pierluigi Faloni, anche al Prefetto di Roma. A livello parlamentare, la senatrice Elena Fattori insieme a quattro colleghi ha segnalato il Rapporto al governo con un’interrogazione.

Il Consiglio dei giornalisti del Lazio ha commentato questi dati esprimendo "grande preoccupazione per il numero dei colleghi minacciati dalle mafie". "Gli ultimi dati dell’Osservatorio di Ossigeno per l’informazione - si legge in un comunicato - confermano il triste primato della nostra regione: il rapporto segnala che 46 dei 106 cronisti fatti bersaglio di azioni intimidatori nei primi quattro mesi del 2017 lavora nel Lazio sfiorando la quota del 40% del totale nazionale".

"L’Ordine del Lazio - conclude la nota - esprime forte preoccupazione per questo quadro allarmante che richiama ad un rinnovato impegno di tutte le organizzazioni di categoria e richiede l’intervento delle istituzioni a difesa della libertà di stampa, bene comune".