Giornalisti in piazza per la libertà di stampa. L'incontro con i presidenti di Camera e Senato

I giornalisti italiani si sono incontrati ieri in Piazza Montecitorio per manifestare per la libertà di informazione, contro le querele temerarie, per richiedere l'abolizione del carcere per i giornalisti e per un'occupazione regolare.
Alla manifestazione, organizzata dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana e dall'Ordine dei giornalisti, ha partecipato anche il presidente dell'Ordine Carlo Verna.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, e il presidente del Senato, Pietro Grasso, hanno chiesto di incontrare i rappresentanti dei giornalisti, che hanno ribadito loro le richieste alla base della manifestazione.
Anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha convocato i vertici di categoria, che incontrerà il prossimo 6 dicembre.

Al centro dell'incontro tra la delegazione di giornalisti e la presidente della Camera il precariato e il diritto dei cittadini di essere informati.
"Gli editori - ha detto la presidente Boldrini - sono affetti da una malattia, la miopia. Se non ci sarà nei giornali il 'lavoro buono' per i giovani, anziché il precariato, avremo un assottigliamento dell'attività giornalistica. Non si può chiedere l'approfondimento e il riscontro dei fatti a un giovane se lo paghi 10 euro a pezzo.
Questa miopia degli editori, che precarizzano il lavoro giornalistico, è nemica di quella qualità dell’informazione necessaria a contrastare le fake news, che sono un acido che corrode anche l'informazione mainstream, ma gli editori non sembrano esserne consapevoli. Occorre difendere il diritto dei cittadini ad essere informati, il che richiede un lavoro che non può essere gratis, richiede formazione e investimenti"

Nel colloquio con il presidente Grasso l'accento è stato posto sulle iniziative di mobilitazione degli organismi di rappresentanza per porre all'attenzione delle istituzioni la necessità di tutelare il diritto dei cittadini di ricevere una corretta informazione, sul tema delle "querele temerarie" e sull'abolizione del carcere per i giornalisti.

Presenti in piazza anche i rappresentanti delle Associazioni regionali di Stampa, il direttivo dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, rappresentanti di Libera, l’Usigrai, l’Unione giornalisti pensionati e i rappresentanti delle associazioni che lottano per la libertà di informazione, come Articolo21 e la Rete Nobavaglio.
"Senza libertà di stampa - ha dichiarato Carlo Verna - la democrazia soffoca, siamo qui con i colleghi di Inpgi, Casagit, Fnsi e Fondo di previdenza complementare per ribadirlo tutti insieme".

"Il diritto di cronaca – ha detto Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi – è sotto attacco da più parti e con esso la libertà di stampa. I temi delle querele bavaglio, del carcere per i giornalisti, delle minacce e delle aggressioni ai cronisti, i pericoli contenuti nel decreto di riforma delle intercettazioni sono gli stessi che sottoponiamo a politica e istituzioni dall’inizio di questa legislatura".

Altro tema cardine della protesta la precarietà del lavoro. "Il motto di questo presidio, 'Libertà precaria, lavoro precario, vite precarie', in definitiva significa democrazia precaria". Ha spiegato il segretario generale del sindacato dei giornalisti Raffaele Lorusso.
"A chi ha espresso solidarietà ai giornalisti minacciati e aggrediti negli ultimi giorni - ha aggiunto Lorusso - chiediamo di adoperarsi in parlamento per dare via libera ai provvedimenti a difesa del diritto di cronaca.
E al governo facciamo notare che, a fronte degli interventi economici disposti in favore degli editori, nulla è stato fatto per rilanciare l’occupazione regolare e contrastare l’uso improprio del lavoro autonomo nelle redazioni".

"Nel solo 2017, dopo 5 anni di crisi, sono stati persi 800 posti di lavoro stabile. Lavoro che manca e lavoro senza diritti indeboliscono l’istituto e questo è un danno per tutti i giornalisti". Così Marina Macelloni, presidente dell’Inpgi.
Il presidente della Casagit, Daniele Cerrato, ha parlato di un giornalismo senza diritti che rende le vite dei giornalisti sempre più precarie.
Enrico Castelli, presidente del Fondo di previdenza complementare, ha sottolineato l'unità dei rappresentanti di categoria per preservare un giornalismo libero e autorevole, che è pilastro della democrazia.
Il presidente dell’Unci, Alessandro Galimberti, ha invece chiesto norme a tutela del segreto professionale.

Hanno partecipato al presidio anche alcuni giornalisti che sono costretti a vivere sotto scorta perché minacciati per il lavoro che svolgono. "Con il nostro lavoro – ha detto il responsabile per la legalità della Fnsi, Michele Albanese – tuteliamo il diritto dei cittadini ad essere informati. Lo facciamo con grande sforzo e grandi sacrifici, ma con la consapevolezza di lavorare al servizio della libertà del Paese e dei nostri concittadini".