#DissensoComune, le giornaliste a fianco delle attrici contro le molestie

Le giornaliste italiane si schierano al fianco delle attrici contro le molestie. Sono, infatti, più di cento le professioniste dell'informazione che hanno sottoscritto l'appello lanciato, nei giorni scorsi, da attrici, registe, produttrici e lavoratrici del Cinema e dello Spettacolo. Nel testo si afferma la necessità di un cambiamento del sistema culturale strutturato secondo il modello maschile in ogni settore della nostra società.

"Le giornaliste - si legge nella nota informativa diffusa dalle colleghe - sono da tempo in campo per portare avanti con il loro lavoro di inchiesta questa trasformazione e si sentono solidali e unite alle attrici. Le denunce delle molestie sessuali hanno avviato una nuova fase che richiede l'impegno di tutti i giornalisti, donne e uomini insieme. E’ ora di cambiare: noi ci siamo".

Tra le firmatarie – in aumento, viste le continue adesioni – più di cento giornaliste delle testate televisive, del web e della carta stampata. Tra loro nomi come Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Ida Colucci, Barbara Scaramucci, Maria Corbi, Alessandra Mancuso. La lettera segue a stretto giro il manifesto “Dissenso comune” con cui la parte femminile del mondo dello cinema e dello spettacolo – da Miriam Leone a Jasmine Trinca, da Geppi Cucciari e Kasia Smutniak – è tornata a porre l'attenzione sulle molestie di cui spesso, anche in Italia, sono vittime le donne nei luoghi di lavoro.

"Con il documento “Dissenso comune” - scrivono le giornaliste nella loro lettera aperta - oltre cento attrici, registe, produttrici e donne dello spettacolo italiano hanno lanciato una chiamata pubblica a tutte le donne professioniste, impiegate, studentesse. Un primo, importante passo per dire basta a un sistema culturale che discrimina, penalizza e offende le donne, un sistema in cui le molestie sessuali sono la brutale punta di un iceberg fatto di consuetudini, pratiche di comportamento che va dalle discriminazioni salariali e di carriera in tutti i settori professionali alle relazioni umane sempre condizionate da logiche di potere maschile".

"Noi giornaliste italiane - continua il documento - vogliamo stare accanto a tutte le donne in questa battaglia. Proprio attraverso il nostro lavoro di informazione e di inchiesta noi vogliamo aprire brecce in questo sistema, indagare e portare allo scoperto i casi di soprusi e abusi sessuali, esattamente come in Usa le giornaliste e i giornalisti delle principali testate sono stati protagonisti nella battaglia contro le molestie, rendendo pubbliche e incontrovertibili le denunce fatte delle attrici".

"Noi giornaliste - conclude la nota - subiamo le stesse disparità di trattamento delle donne di altri settori professionali, incontriamo le stesse fatiche negli avanzamenti di carriera e nelle affermazioni individuali, e in più con il lavoro di comunicazione e informazione dobbiamo fare i conti con le difficoltà a testimoniare e raccontare il coraggio e il cammino delle donne in un contesto culturale univocamente impostato sul modello maschile. Ci battiamo da tempo con un lavoro quotidiano di informazione contro la macchina della rimozione e del silenzio per una società più equa, giusta e solidale. Siamo in campo. E’ ora di cambiare".

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