Askanews. Il Cdr proclama lo sciopero per il ritardo degli stipendi

Domani 26 gennaio 2018 i giornalisti dell'agenzia di stampa Askanews incroceranno le braccia. Lo sciopero è stato proclamato dal Cdr dell'agenzia in un comunicato in cui denuncia "la grave violazione da parte dell’azienda che per bocca dell'amministratore delegato Daniele Pelli ha annunciato che non pagherà entro il 27 gennaio gli stipendi. Una mossa ingiustificata e tanto più pesante in quanto colpisce una redazione che da anni dimostra alto senso di responsabilità, tramite accordi di solidarietà, prepensionamenti e cassa integrazione, che hanno consentito di traghettare l'agenzia nel corso di fasi molto difficili".

"Ancora una volta il management - si legge nella nota -, l'editore e l'azionista di riferimento, Luigi Abete, scaricano sui redattori e sui dipendenti poligrafici i problemi congiunturali dell'agenzia. Un comportamento inaccettabile e che mette a rischio oltre 130 famiglie".

"Il mancato completamento dell'assegnazione di tutti i lotti alle agenzie di stampa non deve essere un pretesto per imporre ai lavoratori oneri sul reperimento di finanziamenti che spettano invece ai vertici e all'azionista di riferimento. Malgrado il Cdr abbia più volte sollecitato di avere una visione trasparente sui conti, queste richieste sono rimaste sostanzialmente inevase con informazioni contraddittorie e lacunose da parte dell’azienda. Alcune operazioni opache sul bilancio 2016 insinuano dubbi sull'effettiva carenza di fondi a disposizione e non giustificano un ulteriore impatto sui lavoratori. Il Cdr chiede di avere immediatamente il bilancio previsionale per il 2017".

"Il Comitato di redazione dell’agenzia Askanews - conclude il comunicato - si rivolge al Governo per un incontro urgente sulla situazione di una delle prime agenzie di stampa sul panorama italiano, unica ad aver fatto la sua parte, con una fusione onerosa (per i lavoratori), nel processo di razionalizzare del settore. A rischio non sono soltanto i posti di lavoro dei giornalisti e dei poligrafici ma anche la pluralità dell'informazione primaria".

Banner per mobile