Teledico in sintesi. A Gruber e Pagliaro il primo premio per la sintesi in tv

Saranno due protagonisti di rilievo del giornalismo italiano come Lilli Gruber e Paolo Pagliaro i primi a ricevere il premio televisivo “Teledico in sintesi”. Promosso e ideato dall'associazione culturale lucchese “Dillo in sintesi”, presieduta dal vignettista e scenografo Alessandro Sesti, il premio è alla sua prima edizione nella nuova veste dedicata al piccolo schermo.

La cerimonia di consegna si terrà sabato 30 giugno, alle 18, al Palazzo Ducale di Lucca. Alla premiazione, che si terrà nella Sala Ademollo messa disposizione dalla Provincia di Lucca, farà seguito un talk show dedicato alla sintesi in tv, condotto dal giornalista Sirio Del Grande e intervallato da alcuni interventi dell'attore Marco Brinzi.

Alla conversazione, insieme a Gruber e Pagliaro, prenderanno parte i membri della giuria del premio che sono Giorgio Simonelli, critico, docente di giornalismo radiofonico e televisivo e di storia della radio e della tv all'Università Cattolica, Aldo Vitali, direttore del settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, Daniela Marcheschi, critico letterario e antropologa delle arti, e Nanni Del Becchi, giornalista e critico televisivo de Il Fatto Quotidiano.

A loro si deve il lavoro di analisi dei palinsesti delle tv nazionali che ha portato a individuare nel programma di approfondimento politico di Lilli Gruber "Otto e mezzo" e dell'editoriale "Il punto di Paolo Pagliaro" esempi eccellenti di sintesi e brevità, pienamente rispondenti all'idea da cui il riconoscimento è nato.
Ideato nel 2017 come premio per i personaggi del mondo della cultura che fanno il miglior uso della sintesi nel loro ambito di attività, per la prima edizione il riconoscimento è andato alla fotografa Letizia Battaglia e alla poetessa Margherita Rimi.

A partire da quest'anno il premio si rivolge, invece, in particolar modo al mondo della televisione, per scovare e premiare i migliori esempi di brevità. In un'epoca dominata da trasmissioni costruite intorno a pochi contenuti, allungati e stiracchiati a dismisura, l'idea di fondo è, infatti, quella di valorizzare la capacità di mettere a fuoco in pochi secondi ("Il punto" di Pagliaro dura in media 120 secondi) o in pochi minuti un tema di attualità o una questione politica. (Adnkronos)

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