Presidenza Rai. La Vigilanza boccia Marcello Foa ma lui non molla: "Resto come consigliere anziano"

I vertici della Rai sono vacanti dopo la bocciatura di Marcello Foa alla presidenza arrivato ieri dalla Commissione di Vigilanza. La situazione è in stallo e al momento non si vede una possibile soluzione dell'empasse.

Il cda non ha indicato un nome alternativo a Foa e di conseguenza la Commissione di Vigilanza, che ha già bocciato il primo candidato, non può procedere a una nuova nomina. Il giornalista italo-svizzero, da parte sua ha dichiarato di essere "ancora in attesa di indicazioni dell'azionista" e che nel frattempo continuerà "nel pieno rispetto di leggi e regolamenti, a coordinare i lavori del cda come consigliere anziano".

E' su questa eventualità che si gioca la partita politica: da una parte la Lega sostiene questa posizione e considera il Consiglio di amministrazione della Rai comunque nel pieno delle sue funzioni. Per il Carroccio si può andare avanti così con Foa che eserciterà le funzioni di presidente in quanto consigliere più anziano.

A sostenere la tesi opposta Pd e Forza Italia che considerano la bocciatura di Foa in commissione di vigilanza, una delegittimazione di fatto del giornalista ad assumere quel ruolo. Per questo Berlusconi e i Dem hanno annunciato battaglia nel caso qualora il partito di via Bellerio riproponesse il nome di Foa.

Essendo cambiata la legge sulla nomina del presidente non c’è neanche un precedente. Sarà quindi scontro, con i più alti vertici istituzionali che vigilano sulla partita.

In questa situazione il Movimento 5 stelle pur attaccando Berlusconi ("Ha riproposto TeleNazareno") non esclude che si vada verso un'altra strada: "Se non c’è intesa, mi pare chiaro che il nome di Foa non può tornare. Questo lo dice la legge, non io", ha detto Di Maio.

La prima bocciatura di Foa in Commissione di vigilanza era arrivata ieri in mattinata: il partito azzurro, al pari di Pd e Leu, non ha partecipato al voto in Commissione Vigilanza. Foa ha raccolto 22 sì – a favore la maggioranza e Fratelli d’Italia –, mentre occorreva raggiungere il quorum dei due terzi, ovvero 27 voti.

Nel pomeriggio un nuovo stop di Berlusconi fa cadere definitivamente l'ipotesi di ricompattare il centrodestra sul nome di Foa: "La scelta del no a Foa è stata assunta dai nostri gruppi parlamentari e l’ho naturalmente condivisa". Ed ancora: "FI non lo voterà. Il servizio pubblico, per essere tale, non può essere espressione unilaterale di una maggioranza, qualunque essa sia".

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