Santoro torna in Rai. Presentato il suo nuovo programma "Italia"

"Sono molto felice di essere tornato in Rai senza aver adoperato gli strumenti giudiziari come successo l'altra volta". Parole di Michele Santoro fresco di rientro in casa Rai con un nuovo programma su Rai2. La nuova fatica del presentatore si chiama "Italia" e la prima puntata andrà in onda domani: mercoledì 5 ottobre alle 21,05. "Sono anche un po' emozionato – ha aggiunto il giornalista -. Sono andato via due volte dalla Rai, ma in realtà non sono mai andato via perché sono un figlio della Rai e sono sempre stato fiero di essere parte di questa azienda". In realtà il giornalista manca da...

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Rai. Il Cda approva il tetto agli stipendi.. ma con eccezioni

Il tetto agli stipendi è stato approvato dal Cda Rai, ma con la possibilità di alcune eccezioni. Il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha approvato all'unanimità il regolamento sulle retribuzioni dei dirigenti che – come spiegato dal presidente Monica Maggioni in Vigilanza e riportato dall'Ansa – recepisce il tetto di 240 mila euro, ma prevede per alcune figure la possibilità di andare oltre "in modo variabile e per un tempo determinato". "Con il regolamento sugli stipendi la Rai stabilisce che c'è un modo per cui il limite può essere applicato garantendo il futuro dell'azienda...

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Denunciate Le Iene: ferito un agente della Digos durante la visita di Renzi a Modena

Finirà davanti al giudice l'ultima incursione delle Iene, trasmissione di successo di Italia1. Il fatto è avvenuto a Modena nel corso dell'inaugurazione delle nuove scuole "Mattarella" alla presenza del premier Matteo Renzi, che le Iene volevano intervistare. Per impedire che la troupe del programma avvicinasse il premier è nato un parapiglia con le forze dell'ordine e un agente della Digos è finito in ospedale con un gomito fratturato e un trauma a una costola. A quanto riferisce la questura l'agente sarebbe stato spinto a terra da un componente dello staff de Le Iene. La prognosi è di...

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Direttori Tg Rai. Cda ratifica le nomine ma si spacca. Due senatori Pd si dimettono dalla Vigilanza

Il Cda Rai ha ratificato, non senza tensioni, le nomine dei nuovi direttori dei telegiornali della tv di Stato. Sui nomi proposti da dal Direttore generale, Campo Dall'Orto, il Consiglio d'amministrazione si è spaccato in due blocchi contrapposti ma alla fine, con sei voti a favore e tre contrari (Freccero, Mazzuca e Diaconale) è arrivato l'ok a Ida Colucci al Tg2 al posto di Marcello Masi, a Luca Mazzà al Tg3 al posto di Bianca Berlinguer, a Nicoletta Manzione a Rai Parlamento al posto di Giovanni Rossi Scipione e ad Andrea Montanari al posto di Flavio Mucciante a Radio1 e Gr. Confermati...

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Nomine Tg Rai, confermate le indiscrezioni. Silurata la Berlinguer. Mentana: "Storia tristissima"

Alla fine, nonostante le smentite di rito, il totonomine dei Tg Rai è andato come preannunciato. Il Direttore generale di Viale Mazzini, Campo Dall'Orto ha formalizzato le nomine dei nuovi direttori dei Tg di cui si parlava ormai da giorni. Tutte confermate le indiscrezioni: Luca Mazzà sostituirà Bianca Berlinguer al Tg3; Ida Colucci va a dirigere il Tg2 al posto di Masi, nonostante le proteste del ministro Angelino Alfano. Andrea Montanari andrà al Gr e Nicoletta Manzione a Rai Parlamento. Mario Orfeo resta al Tg1. La ratifica formale delle nomine avverrà, anche qui come preannunciato, con...

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Rai. Slittano le nomine dei direttori dei Tg. UsigRai: "Solito totonomine"

Slittano a giovedì le nomine dei direttori dei telegiornali Rai, previste all'Ordine del giorno del Cda per mercoledì. Ma tra rumors, smentite e conferme i giochi sembrano ormai fatti. Secondo indiscrezioni il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto avrebbe inviato ai membri del Cda i nomi dei nuovi responsabili dei telegiornali: confermato al Tg1 Mario Orfeo; al Tg2 viene promosso l'attuale vicedirettore Ida Colucci che prende il posto di Marcello Masi. Cambio della guardia anche al Tg3, dove al posto di Bianca Berlinguer, arriva da Rai News Luca Mazzà. Indiscrezioni che, però, sono state...

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Turchia. Continuano le purghe dopo il golpe: chiusi 131 mezzi di informazione

Le "purghe" di Erdogan non si fermano. Stampa e informazione sono sempre più al centro delle "attenzioni particolari" del presidente turco. Un nuovo decreto, emesso dal governo turco ieri sera, ordina la chiusura di 131 mezzi di informazione accusati di legami con la rete di Fethullah Gulen, il magnate islamico che, secondo Erdogan, sarebbe il principale responsabile del fallito colpo di stato. In particolare, è stata disposta la chiusura di tre agenzie, 16 canali televisivi, 23 radio, 45 quotidiani, 15 riviste e 29 case editrici. Si tratta in molti casi di media che già nei mesi scorsi, a...

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Mediaset-Vivendi, è rottura. Marcia indietro dei francesi sull'acquisto della pay tv

Vivendi ci ripensa e rompe l'accordo siglato ad aprile con Mediaset Premium per l'acquisto del 100% della azienda di Cologno Monzese. Ora il colosso dei media francese vogliono solo il 20% del capitale della pay-tv italiana e allo stesso tempo puntano al bersaglio grosso, ovvero la capogruppo Mediaset: prima il limite massimo fissato era di un ingresso di Vivendi in Mediaset fino a un massimo del 5% in tre anni, adesso i francesi chiedono di arrivare a detenere il 15% circa della società. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, Mediaset starebbe valutando un'azione legale di risarcimento nei...

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Stipendi Rai. A Lasorella 200 mila euro e nessun incarico

"Sono estranea ai gigli magici e per questo sono inutilizzata dal 2014 anche se saprei guidare un tg". Parole di Carmen Lasorella volto storico del Tg2 ormai "pre-pensionata" dai vertici di Viale Mazzini ma con uno stipendio di 200 mila euro all'anno. "In Rai ci sono persone pagate che non vengono fatte lavorare - ha dichiarato a Repubblica l'ex conduttrice del Tg2. - Non è certo una novità, è un problema serio e riguarda chi gestisce l'azienda e non sfrutta al meglio le competenze delle persone". "In trent'anni in Rai - continua la giornalista - ho visto di tutto e di più, è lo specchio di...

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Turchia, la mannaia di Erdogan sui media: chiuse 24 radio e tv

Dopo il fallito golpe in Turchia, le purghe del presidente Recep Tayyip Erdogan non hanno risparmiato nessun organo dello Stato. Anche i mezzi di informazione non sono stati da meno e così insieme agli 8mila arresti tra le fila dell'esercito, i quasi 3mila giudici rimossi, la sospensione di quasi 22mila insegnanti, almeno 24 tra radio e televisioni turche sono state chiuse. A sancirlo un provvedimento emanato ieri dal Consiglio supremo per la radio e la televisione (Rtuk), che ha revocato le licenze ai media ritenuti vicini a Fethullah Gulen, accusato da Ankara di essere dietro il fallito...

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