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Editoria

Grazia, sono venti le edizioni in tutto il mondo

 

graziaE sono venti. Non si arresta la crescita del settimanale “Grazia” edito da Mondadori, che ha appena raggiunto le venti edizioni in tutto il mondo. L'ultima metà raggiunta da “Grazia international Network” è la Slovenia, dove il magazine verrà pubblicato da marzo, grazie all'accordo con “Videotop color media”, società del gruppo “Color press”. L'annuncio della ventesima pubblicazione nel mondo segue di pochi giorni quello della penultima meta raggiunta dal periodico: il Sudafrica, dove Grazia verrà pubblicato entro la fine dell'anno grazie all'accordo con l’editore Media24. Nato nel 2005, Grazia international è già presente oltre che in Italia, in Francia, Gran Bretagna, Germania, Russia, Olanda, Cina, Australia, India, Emirati Arabi, Bahrain, Indonesia, Thailandia, Serbia, Croazia, Bulgaria, Bosnia e Macedonia. Inoltre, continua la nota, dato il legame con il mondo della moda “Grazia international network” parteciperà alla “Milano fashion week” con un'azione di “guerrilla” che avrà come protagoniste sette modelle che porteranno il logo “Grazia ionternational” alle sfilate più importanti. Infine il 26 e il 27 febbraio nell'ambito del “White Milano”, Grazia international network, in collaborazione con Campari, coinvolgerà il pubblico all'interno del proprio stand in un fashion happy hour.

Fondi editoria. De Benedetti contro i finanziamenti ai giornali "morti"

 

de benedettiDuro botta e risposta tra Carlo De Benedetti e il sindacato dei giornalisti sui fondi pubblici all'editoria. Ad affondare il colpo è stato il presidente del Gruppo editoriale L'Espresso, intervenuto ad una lectio magistralis alla facoltà di Economia di Palermo dal titolo “Essere imprenditori oggi”. “Per cortesia – ha tuonato De Benedetti a chi gli chiedeva dell'opportunità di mantenere i contributi all'editoria - togliamo il finanziamento all’editoria che non sta in piedi da sola. In un momento di difficoltà del Paese non si tengono in piedi i morti, poi c'è puzza di cadavere”. Secondo De Benedetti, “si dovrebbero togliere tutti i finanziamenti pubblici ai giornali che poi finiscono in violazioni e abusi. Ritengo - ha concluso - che bisogna lasciare campo libero all’editoria sana, i partiti se la paghino loro, hanno già il rimborso elettorale. Non si capisce perché dobbiamo pagare ancora per i giornali di partito”. La risposta arriva a stretto giro in una nota della Fnsi, riunita ieri in consiglio nazionale. “La Federazione – si legge nel comunicato - ritiene che il finanziamento pubblico all’editoria è necessario per tutte quelle realtà dell’informazione non meramente commerciali, di idee o di voci minoritarie, di promozioni di forme di autoimprenditorialità cooperativa che non possono contare sulle risorse di capitani di impresa come l’ing. De Benedetti. I morti (i giornali chiusi) non si possono certo tenere in vita ma la mano pubblica ha il dovere, laddove sia sua responsabilità, di impedire la scomparsa di voci dell’informazione o, peggio, provocare suicidi assistiti”. “Ecco allora – continua la nota della Fnsi - che la sfida deve essere trasparente e per un’editoria certamente sana, che non può quindi ricevere contributi nei luoghi nei quali si ricorre ad espedienti, a violazioni o abusi. E queste regole valgono, a maggior ragione,  anche per chi non riceve contributi pubblici. Il Sindacato dei giornalisti su questi punti ha e continuerà ad avere un atteggiamento univoco”. “La superficialità – concludono dal sindacato - di una battuta ripresa e rilanciata, come quella fatta a questo proposito dall’Ing. De Benedetti, che ben conosce il pensiero del sindacato su questo argomento, non fa sicuramente premio di un pensiero compiuto e contestualizzato in un ragionamento più ampio. Tuttavia una puntualizzazione l’ing. De Benedetti la merita perché si evitino fraintendimenti e non si diffondano altri messaggi fuorvianti e, appunto, molto superficiali.”

Fondo editoria: verrà ripristinato con nuove regole

paolo peluffoAncora qualche giorno e il fondo per l'editoria verrà ripristinato, parola di Paolo Peluffo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l'editoria. È ancora troppo presto per parlare di modalità, tempi ed entità del fondo, ma sono già chiare alcune linee guida che verranno seguite: attenzione all'occupazione di poligrafici e giornalisti, allo sviluppo online e incentivazione alle vendite. Non ci saranno più aiuti a pioggia, ma verranno presi in considerazione il piano industriale e il numero di copie effettivamente vendute. "Tutti sono sensibilizzati su questo tema dal ministero del Tesoro a quello dello Sviluppo economico – spiega Peluffo nel corso del convegno "La carta al tempo di internet: ri/conciliare valori e conoscenza" – Rifinanzieremo il fondo con i criteri dell'urgenza, anche se non so dire esattamente quando e quali saranno le cifre. Denaro però ce ne è poco e dobbiamo sentire in modo forte la responsabilità dell'impiego del denaro pubblico. Non bisogna finanziare giornali che non si vendono – aggiunge il sottosegretario – occorre stabilire come priorità il criterio dell'occupazione e favorire lo sviluppo dell'online. Quando la situazione sarà più chiara chiederò di essere audito dalle commissioni competenti". "Le parole di Peluffo sono importanti – commenta Franco Siddi, sottosegretario della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) – Ora, dopo tante docce fredde prese in questi mesi, è doveroso per noi attendere i fatti e confidare che le misure annunciate vengano varate il più presto possibile. Non vi è dubbio – aggiunge Siddi – che prima di definire un quadro di nuove regole e criteri che, concordiamo, devono privilegiare occupazione e vendite dei giornali, il monte risorse non può essere inferiore a quello già insufficiente dell'ultimo anno, altrimenti significherebbe intervenire a babbo morto".

Croazia: addio allo storico quotidiano Vjesnik

vjesnikDopo 70 anni di storia chiude il più antico giornale croato, lo storico Vjesnik. Il quotidiano, fondato nel 1940, per lungo tempo è stato un prestigioso organo di stampa in Jugoslavia, ma dall'indipendenza croata del 1991 ha incominciato a perdere lettori. La testata, infatti, è stata l'unica a non essere privatizzata e, rimanendo di proprietà dello stato, ha sviluppato una linea eccessivamente filogovernativa. Vjesnik è così passato dalle 150mila copie degli anni Sessanta alle attuali 2-3mila, contro le circa 70mila vendute dai principali quotidiani. Negli ultimi anni lo stato è più volte intervenuto per appianarne i debiti e fornire lauti sussidi. Solo lo scorso anno, il governo ne ha cancellato i debiti e concesso un finanziamento di 3milioni di Euro. Adesso però lo stato ha deciso di porre fine alla questione e di chiudere definitivamente la testata. "Per i troppi debiti accumulati e le vendite ridotte al minimo, Vjesnik dovrà chiudere – spiega Radimir Cacic, vice-premier croato – Decine di milioni di Euro di soldi pubblici sono stati dati al giornale negli ultimi vent'anni per coprire le perdite di un prodotto che non comprava quasi nessuno e che non ha più giustificazione sul mercato".

Pirateria e-book: "spento" Library.nu

library nu logoChiusura coatta per Library.nu. Il portale rappresentava forse la più importante realtà di pirateria online per il settore degli e-book. Il sito apparentemente si occupava solo di indicizzare schede con informazioni sui libri, ma, in realtà, a quanti si registravano offriva la possibilità di scaricare gratuitamente i volumi, spesso anche in diversi formati. La libreria disponeva di oltre 400mila titoli, di cui 4mila italiani, e da un primo calcolo risulta che i profitti per i proprietari irlandesi raggiungessero quota 8milioni di Euro solo con le inserzioni pubblicitarie ospitate dalle pagine Web del portale. Adesso Library.nu non è più disponibile online, grazie a un'azione di polizia internazionale su iniziativa di diverse associazioni di editori, compresa l'italiana Aie e capeggiate dalla tedesca Boersenverein. "È un colpo netto contro la pirateria degli e-book su Internet – commenta Marco Polillo, presidente dell'Associazione italiana editori (Aie) - questo era senza dubbio il maggior sito pirata esclusivamente dedicato ai libri e quindi l'operazione ha oggi per noi la stessa portata della chiusura di Megavideo e Megaupload per il mondo dei film. E questo è ancor più vero dal momento che sul sito erano scaricabili oltre 4 mila titoli in italiano". Soddisfazione manifestano anche le altre associazioni di editori che hanno partecipato all'iniziativa. "Oggi l'industria internazionale del libro ha mostrato di sapersi opporre contro il crimine organizzato – commenta Jens Bammel, segretario generale della'Associazione internazionale editori (Ipa) – Non tollereremo quanti offrono download gratuiti e che, così, fanno profitti ingiustificati privando autori ed editori dei propri legittimi guadagni. È un passo importante verso un più trasparente, onesto ed equo commercio dei contenuti digitali su Internet".

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