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EPolis Bari torna in distribuzione

logo_epolis_bari.jpgEpolis rinasce dalle sue ceneri. Almeno a Bari. Il quotidiano che ha introdotto la formula mista del free-pay, fallito dall’inizio di settembre a causa dei problemi finanziari, torna nel capoluogo pugliese con tiratura di 15mila copie distribuite ai i lettori in 400 punti della città. “La testata - è scritto in una nota diffusa per annunciare la ripresa delle pubblicazioni - riparte in totale autonomia assecondando le svariate richieste che in questi mesi sempre più pressantemente sono venute dal mondo dei lettori e degli investitori pubblicitari testimoniando la forte penetrazione ottenuta dal quotidiano nel mercato locale”. Il nuovo direttore responsabile del quotidiano sarà Dionisio Ciccarese, già capocronista e caporedattore centrale della Gazzetta del Mezzogiorno nonché ex direttore di Antenna Sud. La casa editrice che ha deciso di ridare vita al progetto Epolis a Bari è la Sedit Srl, guidata da Giacomo Gorjux, discendente della famiglia che ha creato l'editoria giornalistica in Puglia fondando “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Con il ritorno di Epolis si arricchisce il bouquet delle pubblicazioni Sedit che, oltre a pubblicare la storica Gazzetta del Mezzogiorno, recentemente ha dato vita anche a “Rimapagina”, il quotidiano di Barletta Andria Trani e al settimanale “La Gazzetta dell'Economia”. La notizia è stata accolta dal sindacato dei giornalisti, la Fnsi, con ottimismo misto a preoccupazione. Se da un lato la Federazione della stampa definisce una “buona notizia” la ripresa delle pubblicazioni di Epolis, dall'altro si pone “inquietanti interrogativi” su una vicenda che vede i giornalisti dipendenti della vecchia gestione “ancora in attesa di tre mesi di stipendi mai pagati e, dal mese di ottobre scorso, in cassa integrazione per cessazione dell’attività”. La domanda che si pone la Fnsi è “dove vanno a finire i soldi della vendita dei marchi editoriali di Epolis, a cominciare da quello di Bari, e perché non vengono utilizzati per far fronte agli obblighi di legge?” Un quesito legittimo se si pensa ai debiti pregressi della testata “nei confronti dei lavoratori e quello ultra-milionario verso gli istituti previdenziali”. La vicenda preoccupa a maggior ragione il sindacato se si pensa, si legge nella nota della Fnsi, che il vecchio editore “si appresterebbe a riprendere l’attività progressivamente, sul piano nazionale con altra società guidata da persone fisiche differenti dal passato”, e che questo stesso editore non ha rispettato alcun impegno sottoscritto al Ministero del Lavoro essendo, peraltro, chiamato a fronteggiare numerose istanze di fallimento”. “In queste condizioni – continua il comunicato della Federazione - è immorale che si riproponga EPolis, senza adeguata trasparenza e assunzione delle responsabilità in tema di obblighi sociali. Urge una verifica a raggi x”. Verifica che il sindacato chiede a gran voce agli “organismi giurisdizionali” che “a questo punto, non potranno non dare uno sguardo in profondità ad una vicenda così traumatica”. Giornalisti eistituti previdenziali, conclude la nota “sono legittimati ad esigere non solo chiarezza ma il sequestro delle risorse, a qualsiasi titolo (fosse soltanto di sgravio del debito) messe da parte, affinché siano garantiti gli obblighi sociali dell’editore”.
ADG2014 1 2 pb
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