Riduzione del taglio del fondo per l'editoria di 20 milioni di Euro. È quanto prevede il maxiemendamento al disegno di legge sulla stabilità approvato al Senato in Commissione bilancio. Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), definisce il provvedimento solo una boccata d'aria per il settore. "Meglio di niente – spiega Siddi – È un piccolo risultato delle azioni portate avanti dagli organismi di settore per sostenere il pluralismo dell'informazione e aprire una fase di transizione verso una riforma degli interventi pubblici, che ha trovato autorevole ascolto e risposta nel capo dello Stato". Non è tuttavia una misura sufficiente e implica un taglio maggiore rispetto a quello medio sofferto dagli altri settori. "20 milioni in meno di tagli a fronte di oltre 50 che rimangono e che sono ben superiori alle dimensioni delle sforbiciate medie di tutti i settori mettono in ginocchio decine e decine di testate, in crisi centinaia di posti di lavoro di giornalisti e alcune migliaia di operatori diretti e indiretti del settore – chiarisce ancora il segretario della Fnsi – Immaginare una tenuta, già nel breve periodo, per giornali di idee, gestiti in cooperativa o da centri no profit, o pubblicati all'estero o per le minoranze linguistiche diventa ora molto, molto problematico. L'emergenza non può non impegnare il parlamento, alla ricerca di soluzioni sostenibili. È un appello forte per l'equità e lo sviluppo". Il punto di vista è condiviso anche dal segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, che definisce la misura un primissimo risultato comunque non sufficiente. "Le testate che sarebbero comunque sopravvissute lo faranno un po' meglio – sostiene Fammoni – ma chi avrebbe dovuto chiudere ha ancora davanti questo destino". Inoltre, il segretario della Cgil si preoccupa delle ricadute del taglio ai fondi per l'editoria in termini dia di perdita di Iva e tasse, sia di aumento della spesa per gli ammortizzatori sociali. "Lo Stato – chiarisce - perderà risorse che provengono dall'Iva, dalle tasse e dai contributi e dovrà pagare risorse ingenti per gli ammortizzatori sociali con un bilancio in perdita già dal 2012. Questo significa i tagli ai fondi per l'editoria e il massacro mediatico produttivo ed occupazionale che ne consegue".
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Informa - Testata a cura del centro di Documentazione Giornalistica - www.cdgweb.it
Interviste ai protagonisti. Servizi sui temi di attualità che coinvolgono il mondo dei media. Gli appuntamenti da non perdere. Informa, rivista di aggiornamento permanente sui temi del giornalismo, della comunicazione e delle relazioni pubbliche.