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Rcs mette in vendita Via Solferino

 

via solferinoAAA Vendesi storica sede del Corriere della Sera di Via Solferino. L'annuncio non è proprio così, ma la decisione di Rcs è vera. La famosissima sede del Corriere è in vendita o, come annunciato dai vertici aziendali, verrà "valorizzata". La scelta è stata comunicata ieri alle rappresentanze sindacali giornalistiche e poligrafiche di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport , che hanno definito la decisione "frutto di politiche e gestioni dissennate". A pagare leconseguenze di questa incredibile decisione sarà la redazione de "La gazzetta dello Sport" che dovrà traslocare negli edifici di Via Rizzoli, insieme a tutta la componente poligrafica. Solo la redazione del Corriere potrà continuare ad occupare la parte storica dell'edificio, quella che affaccia su via Solferino, "mentre l'altra componente indispensabile alla realizzazione del giornale - scrive il Cdr in un comunicato - verrebbe spostata senza tenere in minimo conto il depauperamento qualitativo che ne deriverebbe". A subire i danni di queste scelte, continuano i giornalisti "sono, ancora una volta, i lavoratori e il diritto dei lettori a ricevere un'informazione di qualità". "Un giornale - si legge nel comunicato - è una squadra che deve giocare di concerto, fianco a fianco, in tempi strettissimi, per poter dare al lettore la migliore informazione possibile. Dopo il recente rientro in via Rizzoli degli uffici di RCS MediaGroup, trasloco costato qualche milione di euro a fronte di un attivo di bilancio consolidato di 7 milioni per il 2010, ora dunque sarebbe la volta della redazione della Gazzetta dello Sport e della totalità dei poligrafici in modo da liberare e mettere potenzialmente in vendita, al miglior offerente, tutte le aree San Marco e Balzan". Il sindacato ricorda anche che "su tutto il complesso, gravano 75 milioni di euro di ammortamenti per oneri di ristrutturazione. Da detrarre da una possibile vendita. Inoltre il complesso è stato ristrutturato senza prevedere in alcun modo un possibile spezzatino immobiliare". La colpa di tutto cio, secondo i redattori è legata all'investimento fatto dal gruppo editoriale in Spagna. "L'investimento nel gruppo editoriale Recoletos - scrivono ancora i giornalisti - è stato un flop di dimensioni colossali: indebitamento con il sistema bancario di un miliardo di euro, crollo del fatturato in pochi anni e un valore contabile che oggi supera di poco la metà dell'investimento iniziale. Ora siamo davanti a un bivio: o una ricapitalizzazione da parte degli azionisti - gli stessi che nel 2007 hanno votato all'unanimità per l'investimento in Spagna - o la vendita dei gioielli di famiglia. Operazione di corto respiro, forse un maquillage per i conti nel breve periodo ma sicuramente una follia dal punto di vista organizzativo e industriale, con una pesante ricaduta sui conti a medio e lungo termine. E mentre all'esterno si auspica una modernizzazione basata su liberismo, mercato e meritocrazia, all'interno si premia chi ha realizzato politiche che hanno portato verso il baratro". In conclusione il sindacato chiede l'immediato abbandono di questo miope e dannoso progetto, e dichiara da subito lo stato di agitazione nei modi e nei tempi che il Cdr del Corriere, il Cdr della Gazzetta e la RSU dei Quotidiani riterranno più opportuni.