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Liquidazione coatta per Il Manifesto

manifesto rischio chiusuraIl Manifesto in liquidazione coatta. Il ministero per lo Sviluppo economico ha avviato la procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa editrice Il Manifesto. È una procedura particolare, alternativa alla liquidazione volontaria, pensata per cautelare la cooperativa da eventuali rischi di fallimento. Lo storico quotidiano però non ci sta: domani sarà comunque in edicola e intanto si prepara a combattere fino in fondo la battaglia per la propria sopravvivenza. "Siamo alla prova più difficile finora avuta nella vita di questo giornale – spiega Norma Rangeri in un video messaggio pubblicato sulle pagine online della testata - Io lavoro al Manifesto da tanti anni, ho attraversato molte crisi, sono state tutte molto serie e abbiamo sempre lottato fino in fondo, ma questa volta ci troviamo in un contesto politico esterno generale che è molto più pesante". Questa volta il quotidiano rischia, dopo essere stato per anni al servizio dei cittadini, di dovere interrompere le pubblicazioni. "Questo taglio – spiega ancora la Rangeri – è lo specchio di una cultura politica che all'interno di un oligopolio informativo ci tratta come sudditi e non come cittadini e considera l'informazione una merce come le altre". Il direttore si rivolge quindi ai lettori, perché acquistino il quotidiano tutti i giorni e non solo due, o al massimo tre, volte alla settimana. La fedeltà del pubblico è infatti l'unica speranza della testata, che negli anni ha già sopportato numerosi sacrifici, come la cassa integrazione e la riduzione sia delle spese sia delle pagine. "Questa – conclude il direttore – è una prova di affetto, di amore verso il giornale, ma è anche una prova politica per tutti".

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