Dopo Bruxelles ecco Calcutta. Quello appena iniziato sembra essere l'anno dell'Italia, almeno per quanto riguarda le fiere librarie internazionali. Il Belpaese, infatti, sarà paese ospite d’onore alla 36ma edizione della Fiera internazionale del libro di Calcutta, così come lo sarà anche alla fiera della capitale belga che si terrà a Marzo. Quella di Calcutta è la più importante manifestazione del settore editoriale in India e andrà in scena dal 25 gennaio al 5 febbraio prossimi. La presenza italiana, curata dalle istituzioni italiane locali - il Consolato italiano a Calcutta e l`Ambasciata d`Italia a New Delhi -, prevede la realizzazione di uno spazio espositivo, un intenso programma di appuntamenti culturali e un’area incontri che vedranno la presenza di autori come Dacia Maraini, Alessandro Baricco, Beppe Severgnini e Valerio Massimo Manfredi, ma anche come Angela Staude Terzani e Sandra Petrignani. L’Associazione italiana editori (Aie) organizzerà, a completamento dell'iniziativa, una missione di alcune case editrici, grazie anche al contributo del ministero degli Esteri e alla collaborazione dell’ex-Ice Ufficio di New Delhi. “L’obiettivo - ha spiegato il direttore di Aie Alfieri Lorenzon, che guiderà la delegazione editoriale - è capire quali sono i segmenti editoriali in cui l’editoria italiana potrebbe avere maggiori possibilità di successo. La Fiera di Calcutta sarà infatti l’occasione per presentare per la prima volta in modo istituzionale la nostra editoria”. Lo spazio espositivo dedicato alla nostra penisola sarà di 500 mq e rappresenterà un’elegante area urbana italiana in cui sarà racchiuso uno spazio con libri di autori italiani in italiano (500 volumi inviati delle case editrici italiane che hanno collaborato all’iniziativa), una libreria con libri di autori italiani in traduzione inglese e un’area incontri. Gli editori presenti - Casalini Libri, Edizioni Sonda, EGEA, GeMS Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, Guerra Edizioni, Metropoli d’Asia – rappresentano un mix in grado di presentare una panoramica della nostra editoria sia per settori di produzione (dalla narrativa alla saggistica, dalla letteratura per bambini alla produzione universitaria, ai testi per l’insegnamento dell’italiano), sia per dimensioni (dai piccoli editori specializzati ai grandi gruppi). Le case editrici italiane svolgeranno inoltre una serie di appuntamenti B2B con interlocutori indiani per la compravendita dei diritti. La presenza di autori indiani nei cataloghi delle case editrici italiane è in crescita dalla seconda metà degli anni ’90, soprattutto nella narrativa: complessivamente il lettore può scegliere tra un’offerta, proposta da 36 case editrici, di 169 titoli di 70 autori indiani. L’editoria indiana rappresenta lo 0,2% delle traduzioni di un’editoria come quella italiana in cui il 20% dei titoli pubblicati provengono da altre editorie. Cresce, anche se i numeri restano piccoli, la vendita dei diritti di libri italiani verso il mercato indiano. Raddoppiano nella seconda metà dell’ultimo decennio e lasciano soprattutto intravedere un trend di crescita costante in assenza di politiche coordinate di intervento.
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