Banner

Anche la Bulgaria archivia l’Acta

acta stopCaduta libera per i sostenitori dell'Acta. Polonia, Repubblica Ceca, Germania e ora anche la Bulgaria abbandonano l'accordo. Si tratta del discusso Anti-Counterfeiting Trade Agreement (Acta), siglato a Tokyo a fine gennaio da diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone, Australia, Canada e 22 dei 27 membri dell'Unione Europea. L'obiettivo è quello di uniformare le leggi antipirateria per l'online a livello mondiale, in modo da tutelare il diritto d'autore e perseguire le azioni che lo ledono. L'iniziativa, però, rischia di essere eccessivamente restrittiva e di limitare la libertà di espressione degli utenti, dando alle autorità di controllo poteri particolarmente ampi. La firma dell'accordo ha così creato malcontento e suscitato proteste in tutto il mondo. Le piazze sono state ascoltate dai diversi governi, che, man mano, si stanno togliendo dall'Acta. Un passo indietro è stato fatto da Polonia, Repubblica Ceca e Germania, a cui ora si aggiunge anche la Bulgaria, dove il primo ministro Boiko Borisov ha deciso di bloccare la ratifica del contestato accordo. Il ministro dell'Economia Traicho Traikov aveva già annunciato di non volere procedere con la ratifica e, per questo, si era anche detto disposto a rassegnare le proprie dimissioni, ma Borisov lo ha sollevato da questo peso prendendosi piena responsabilità dell'iniziativa e archiviando il progetto. "La legislazione bulgara sulla pirateria Internet e sulla protezione del copyright – ha spiegato il premier – è stretta a sufficienza e non ha bisogno dell'Acta".

adg2012-1