Alla fine ha vinto il web. Eliminata dalla “legge comunitaria" la norma, ribattezzata “bavaglio al web”, secondo la quale un qualunque soggetto interessato avrebbe potuto chiedere al provider la rimozione su internet di informazioni da lui considerate illecite o la disabilitazione dell’accesso alla medesima. L'articolo 18, frutto di una proposta del deputato della Lega Giovanni Fava, era stato oggetto di numerosi emendamenti da parte di tutti gli altri gruppi parlamentari. La norma, però, in sede di commissione delle Politiche Ue era stata approvata. In pratica, la norma rispecchiava la famosa "Sopa" americana, la proposta di legge antipirateria del congresso americano che nei giorni scorsi ha provocato un'insurrezione sul web. La norma è stata cassata dall’Aula con l’approvazione di sei identici emendamenti soppressivi presentati da Pdl, Idv, Fli, Api, Pd e Udc. Gli emendamenti, che hanno cancellato l’intero articolo 18 del testo, sono passati con 365 voti a favore, 57 contrari e 14 astensioni. A favore degli emendamenti si sono espressi anche il relatore del ddl Comunitaria, Mario Pescante (Pdl), e il ministro degli Affari europeo, Moavero Milanesi. Soddisfazione per il voto è stata espressa dal Pd e dall’Italia dei valori- “Oggi è una grande vittoria per tutti noi – scrive sulla sua pagina Facebook, Antonio Di Pietro -. Siamo riusciti a bloccare l’ennesimo tentativo di mettere il bavaglio alla Rete, uno degli ultimi spazi di libera informazione. E’ stata una battaglia per la democrazia che noi dell’Italia dei Valori abbiamo portato avanti e continueremo a sostenere fermamente. Alla Lega e a Fava, che aveva presentato un emendamento alla legge comunitaria, volto a censurarci e a tutti coloro che, anche in passato, hanno provato a fare lo stesso ripetiamo: giu’ le mani dal web, la libera informazione non si tocca”. Il deputato Pd, Losacco, ha espresso la sua contentezza per aver “sconfitto il maldestro tentativo di stampo leghista di mettere un bavaglio alla rete”. “Siamo perciò molto soddisfatti per il voto di oggi – ha agiunto -: la tutela del diritto d’autore e la lotta alla contraffazione meritano una norma specifica compatibile con la libertà d’informazione e lontana da ogni possibilità di censurare la rete”. Di “occasione persa per contrastare la pirateria” ha parlato, invece, il presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo. “L’articolo – specifica Polillo - non voleva mettere nessun bavaglio al web ma solo adeguare il nostro ordinamento alla disciplina comunitaria”.
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