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Cala la vendita pubblicità ma nasce Bill

 

rivista billCala il fatturato complessivo della pubblicità nel 2011 in Italia. L'anno appena passato si è chiuso con un giro d'affari complessivo del mercato delle sponsorizzazioni, di 1.403 milioni di euro con una flessione del 3,5% rispetto al 2010. Il dato, contenuto nella decima edizione dell’annuale Indagine Predittiva “Il Futuro della Sponsorizzazione” di StageUp - Sport & Leisure Business e Ipsos, aggrava la perdita dell’ultimo triennio (2009-2011) a -21,8% pari a 392 milioni di euro di mancati investimenti. In attesa che l'indagine completa venga presentata domani da Giovanni Palazzi, presidente di StageUp - Sport & Leisure Business, l'agenzia di pubblicità Tita, cerca di dare nuovo slancio al settore pubblicando una rivista tutta dedicata alla pubblicità. Si chiamerà Bill e sarà ispirata al famoso pubblicitario William “Bill” Bernbach, pubblicitario di fama mondiale capace di influenzare generazioni di creativi. La rivista trimestrale, sarà distribuita nelle Feltrinelli e in alcune librerie specializzate e si avvarrà di una redazione tutta composta da pubblicitari, di diverse generazioni e differenti agenzie. Alla rivista si affiancherà una versione digitale, billmagazine.com, con video, news e la traduzione in inglese di molti articoli. La nuova rivista è stata presentata ieri in una pizzeria al taglio di Milano. “Una scelta provocatoria – spiega una nota di Tita -, che sottointende il bisogno per la pubblicità di tornare a parlare un linguaggio più autentico”. “Bill non vuole essere una rivista su tutta la pubblicità – ha dichiarato Giuseppe Mazza, direttore creativo e cofondatore di Tita durante la presentazione - . Ma un giornale che parla di un'idea di pubblicità e di un mestiere che ha l'esigenza di essere preso e riportato nella vita reale”.  Il primo numero di gennaio conterrà un'intervista di Guido Cornara a John Hegarty; uno speciale sulla Primavera Araba, con interviste all’egiziano Ali Ali e Nicolas Courant dalla Tunisia, entrambi oro Cannes 2011; un reportage di Reed Young sugli slogan di Occupy Wall Street; un diario da NY sulle primarie USA e molto altro… La copertina presenterà un'immagine di Bernbanch.  “Il messaggio di Bernbach, che mette al centro l'assoluta identità fra estetica ed etica – ha sottolineato nel suo intervento Pasquale Barbella, fra le penne del primo numero – non è ancora stato messo in pratica. Siamo di fronte al più amato, ma anche al più tradito dei maestri dell'advertising”. Arriva dunque una rivista sulla pubblicità, fatta dai pubblicitari, con una forte attenzione per i temi internazionali. “Un'impostazione che manterremo – ha affermato Mazza -, anche se non escludo che più avanti potremmo aprire il dibattito sulla pubblicità in Italia, ma con un approccio costruttivo”.