Banner
ADG2012
E' USCITA!
Disponibile il primo volume 2012!

Tecnologia

L'Ipad rischia di uscire dalla Cina per una battaglia legale

 

ipad 3gL'iPad rischia di scomparire dall'ambitissimo mercato cinese. Alla base della scomparsa dei tablet dagli scaffali di alcune città cinesi c'è la querelle  in corso tra la Apple e la Proview, piccola azienda locale che ha avuto la fortuna nel lontano anno 2001 di registrare il nome iPad. Ora che il nome è diventato uno dei simboli della casa di Cupertino, la Proview ha fiutato l'affare, e ha denunciato l’uso improprio del nome iPad su suolo cinese. Una accusa confermata dai tribunali del Paese asiatico, che non ne hanno voluto sapere delle ragioni di Apple che continua a controbattere sostenendo di aver acquistato i diritti del nome per diversi Paesi tra cui anche la Cina. Proview, però, continua ad andare per la sua strada e sembra che abbia già chiesto all’ente doganale cinese di mettere in atto un blocco delle importazioni e delle esportazioni di iPad. Intanto gli iPad sono già scomparsi dagli scaffali dei negozi in alcune città della Cina. La vendita è stata sospesa a Shijiazhuang, nella provincia dell’Hebei e in altre città come Zhengzhou, nella provincia cinese centrale dell’Henan. Vendite sospese anche on line, su diversi siti come amazon.cn. Secondo quanto fatto sapere da fonti di stampa locale “sarebbero in corso ulteriori indagini” che potrebbero portare alla scomparsa del famoso tablet anche in città più note . Almeno per ora, stando a quanto riferisce la stampa locale, l'iPad sarebbe ancora in vendita a Pechino e a Shanghai. Secondo quanto riferisce il Global Times, sarebbero almeno una ventina i dipartimenti per l’industria e il commercio che hanno aperto un’inchiesta sul caso “Apple” in tutto il paese. Nel dicembre scorso un tribunale di Shenzhen aveva dato ragione alla Proview Electronics. Questa aveva registrato i marchi “iPad” e “IPAD” nel 2001. Nel 2010 una filiale della Proview a Taiwan aveva venduto i diritti di marchio. Ma anche se Apple ha firmato un contratto per l’acquisto del marchio, il giudice cinese ha stabilito che avendolo fatto solo attraverso un ausiliario della Proview e non attraverso la Proview stessa, che ha sede a Hong Kong, l’accordo è da considerarsi giuridicamente non vincolante. La Proview ha intanto fatto ricorso anche alle autorità commerciali e giudiziarie di altre città dove viene venduto il tablet dell’Apple, chiedendo, fino al giudizio finale, la sospensione della vendita del prodotto. Secondo le indiscrezioni, se condannata definitivamente, l’azienda americana (che lo scorso 5 gennaio ha presentato appello contro la decisione del tribunale di Shenzhen) potrebbe essere costretta a pagare una multa fino a oltre 20 milioni di euro. La disputa tra l’azienda americana e quella cinese sul marchio sarà probabilmente anche oggetto dei colloqui tra alti funzionari americani e il vice presidente cinese Xi Jimping, appena giunto negli Usa per una visita di cinque giorni.

Con "Planet", l'Europa sperimenta il web 3.0

 

web-3.0Il futuro del web passa da "Planet", un progetto europeo che ha l'obiettivo di costruire reti su larga scala in cui dialogheranno tra loro non solo i pc, ma anche altri oggetti di uso quotidiano comunicando attraverso sensori wireless. Il progetto che porta dritto all'internet 3.0, è stato presentato a Pisa e coinvolge diverse eccellenze di ricerca europea, accademica e industriale. Tra queste anche il centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa. Il progetto prevede la possibilità di realizzare reti i cui nodi siano in grado di muoversi e prendere decisioni in modo autonomo, massimizzando così velocità ed efficienza di azione permettendo il monitoraggio di interi territori e interventi in ambienti ostili e pericolosi. “Il monitoraggio e il controllo di grandi aree naturali - spiega il professor Gianluca Dini, che coordina il gruppo di ricerca pisano - così come la protezione di infrastrutture critiche richiede sempre più l’utilizzo e la cooperazione da parte di un elevato numero di sensori e attuatori distribuiti e integrati nell’ambiente, nonché di veicoli autonomi, aerei e terrestri, che permettono di sostituire operatori umani in ambienti remoti o pericolosi. Ma ancora manca un approccio ingegneristico e Planet ha proprio l’obiettivo di colmare questa lacuna, definendo e realizzando strumenti, metodi e soluzioni per la progettazione, la realizzazione e la manutenzione di questi sistemi complessi”. All'interno di questo ampio progetto i ricercatori pisani si occupano principalmente del tema della sicurezza informatica in questo tipo di sistema. I risultati concreti di Planet potranno essere aeroporti automatizzati, con aerei autonomi che si coordinano per l'atterraggio e il decollo e sensori che rivelano la presenza di intrusi nelle aree di manovra e sulla pista. Oppure macchine autonome che aggiustano i sensori guasti. Fantascienza che potrebbe diventare realtà tra non molto se è vero che i primi esperimenti preliminari in questo senso si terranno in Spagna a Giugno. Al progetto partecipano anche le Università di Duisburg-Essen, Siviglia ed Edimburgo, l’Andalusia Foundation for Aerospace Development, Selex Galileo, l’Agenzia Aereospaziale Tedesca, Boeing Research and Technology Spagna, il consiglio superiore spagnolo di investigazioni scientifiche e altri partner italiani e spagnoli. A un primo esame il lavoro scientifico ha ottenuto già, spiega una nota dell’ateneo pisano, “una valutazione eccellente da parte della Commissione europea”.

Cd, penne Usb e telefoni da ufficio... tecnologie a rischio estinzione

 

CD RomTecnologia che viene, tecnologia che va. Il mondo dell'hi-tech si sa è in continua evoluzione e tecnologie che fino a pochi anni fa erano l'ultimo grido del settore ora si ritrovano ad essere molto prossimi alla pensione. E così telefoni da scrivania, chiavette Usb, CD Rom e altri strumenti potrebbero scomparire da qui a breve, soppiantati da dispositivi più “al passo dei tempi”. È quanto emerge da una ricerca condotta dal sito Pixmania-Pro basandosi sui dati di vendita e sulle continue evoluzioni tecnologiche. Al primo posto tra i prodotti destinati a uscire di scena si trovano i telefoni da scrivania, già sostituiti in gran parte dagli smartphone che, integrando la posta elettronica, garantiscono una maggiore flessibilità, e permettono di lavorare anche una volta usciti dall’ufficio. In Italia si contano ormai più di 50 milioni di utenti che utilizzano telefoni cellulari sempre più evoluti. Nel terzo trimestre 2011 si è raggiunto il pareggio tra la penetrazione di smartphone e quella dei cellulari tradizionali, con una previsione di sorpasso dei primi sui secondi entro la fine del 2011, e sono oramai 15 milioni gli utenti di mobile internet (nel terzo trimestre del 2011). Le reti cloud, che permettono di accedere in remoto ai file e di memorizzarli, potrebbero segnare la fine delle chiavette USB e dei CD, che si classificano in seconda e terza posizione tra le tecnologie destinate al “dimenticatoio”. Le grandi aziende come Apple, Microsoft e Amazon, offrono già i propri servizi di cloud computing. In Italia, le Pmi che hanno scelto di virtualizzare i propri servizi raggiungono il 77%, una media al di sopra di quella europea di 73%. Al quarto posto nella top ten delle tecnologie a rischio di estinzione entrano gli scanner che, fino ad un recente passato, erano considerati strumenti indispensabili per il lavoro in ufficio. In quinta posizione, troviamo le calcolatrici, che un tempo dominavano sulle scrivanie di tutti gli impiegati e che sono state ormai quasi del tutto sostituite dalle funzioni di calcolatore già incluse negli smartphone. Gli schedari a scaffale e a cassetto si posizionano rispettivamente in sesta e settima posizione. Le ragioni della futura caduta in disuso di questi due oggetti sono prevalentemente il cloud computing e la progressiva riduzione dello spazio disponibile in ufficio. Anche la bacheca e i post-it, sempre meno utilizzati, rischiano di scomparire velocemente nell’epoca delle email, delle intranet aziendali e dei sistemi di Instant Messaging come Skype e Messenger. Nella lista stilata da Pixmania compare, forse inaspettatamente, solo in ultima posizione il tradizionale “boccione” dell’acqua. L’attenzione agli sprechi e la sensibilità verso l’ambiente spingono sempre più le aziende a preferire le brocche che filtrano l’acqua del rubinetto e che offrono anche significativi risparmi sui costi.

Istat: l’e-book reader nel paniere

istatDopo l'iPad, anche il lettore di e-book. Il paniere Istat si adegua alle nuove tecnologie, che ogni giorno conquistano la popolazione italiana. Nel 2009 vennero introdotti chiavetta usb, netbook, dvd e Internet veloce; l'anno successivo fu la volta dello smartphone; mentre il 2011 ha fatto registrare l'introduzione dell'iPad. Il 2012 sarà invece l'anno dei lettori di libri elettronici, i cosiddetti "e-book reader", e dei download di contenuti digitali per questi dispositivi. Il comparto tecnologico si arricchisce poi anche dei computer portatili ultrapiatti e dei pc tutto in uno, dove lo schermo accoglie tutte le parti necessarie alla macchina. Questi nuovi prodotti tecnologici si affiancano ad altre new entry di ambito diverso, come la mediazione civile e le lotterie istantanee, che si vanno ad aggiungere ai tradizionali giochi numerici. Nonostante le novità, però, i risultati di questo primo mese del nuovo anno non sono molto positivi, con un aumento dei prezzi dei prodotti acquistati dello 0,8% su base mensile e del 4,2% su base annua. Non solo l'aumento è significativo, ma è anche superiore al livello di inflazione attestatosi a gennaio a 3,2%, contro il 3,3% dell'ultimo mese dello scorso anno.

Volunia: nasce il motore di ricerca made in Italy

voluniaPer una visione diversa del Web. È l'obiettivo di Volunia, il nuovo motore di ricerca completamente made in Italy, realizzazione di Massimo Marchiori, il padre del logaritmo alla base di Google, nonché docente all'università di Padova. L'idea nasce nel 2007 e sbarca ufficialmente online lunedì 6 febbraio 2012, in dodici lingue e con contenuti da tutto il mondo. "È un nuovo motore di ricerca innovativo – spiega Marchiori in un video informativo – frutto di un'idea che ho avuto qualche anno fa. Non è come un Google migliorato del 10%, ma darà una nuova prospettiva, completamente diversa. È un progetto ambizioso, per una visione diversa del Web". Grandi aspettative, dunque, per questa nuova invenzione che gli utenti potranno incominciare ad utilizzare pian piano a partire da un gruppetto definito "power user", ovvero i primissimi che potranno sperimentare Volunia e dare un feedback immediato ai progettisti. Il numero degli utenti man mano andrà ad allargarsi, fino a raggiungere un accesso completamente libero. La novità promette così di rivoluzionare completamente il concetto di motore di ricerca, mettendo tra loro in contatto le persone interessate alle stesse pagine online. Il World Wide Web diventa così a tutti gli effetti un luogo dove gli utenti, ricercando, possono trovarsi, condividere e aumentare le proprio conoscenze e informazioni. Per registrarsi al progetto, ed essere così tra i primi a poterlo sperimentare, http://launch.volunia.com/

Altri articoli...

Pagina 1 di 44

Inizio
Prec.
1