L'iPad rischia di scomparire dall'ambitissimo mercato cinese. Alla base della scomparsa dei tablet dagli scaffali di alcune città cinesi c'è la querelle in corso tra la Apple e la Proview, piccola azienda locale che ha avuto la fortuna nel lontano anno 2001 di registrare il nome iPad. Ora che il nome è diventato uno dei simboli della casa di Cupertino, la Proview ha fiutato l'affare, e ha denunciato l’uso improprio del nome iPad su suolo cinese. Una accusa confermata dai tribunali del Paese asiatico, che non ne hanno voluto sapere delle ragioni di Apple che continua a controbattere sostenendo di aver acquistato i diritti del nome per diversi Paesi tra cui anche la Cina. Proview, però, continua ad andare per la sua strada e sembra che abbia già chiesto all’ente doganale cinese di mettere in atto un blocco delle importazioni e delle esportazioni di iPad. Intanto gli iPad sono già scomparsi dagli scaffali dei negozi in alcune città della Cina. La vendita è stata sospesa a Shijiazhuang, nella provincia dell’Hebei e in altre città come Zhengzhou, nella provincia cinese centrale dell’Henan. Vendite sospese anche on line, su diversi siti come amazon.cn. Secondo quanto fatto sapere da fonti di stampa locale “sarebbero in corso ulteriori indagini” che potrebbero portare alla scomparsa del famoso tablet anche in città più note . Almeno per ora, stando a quanto riferisce la stampa locale, l'iPad sarebbe ancora in vendita a Pechino e a Shanghai. Secondo quanto riferisce il Global Times, sarebbero almeno una ventina i dipartimenti per l’industria e il commercio che hanno aperto un’inchiesta sul caso “Apple” in tutto il paese. Nel dicembre scorso un tribunale di Shenzhen aveva dato ragione alla Proview Electronics. Questa aveva registrato i marchi “iPad” e “IPAD” nel 2001. Nel 2010 una filiale della Proview a Taiwan aveva venduto i diritti di marchio. Ma anche se Apple ha firmato un contratto per l’acquisto del marchio, il giudice cinese ha stabilito che avendolo fatto solo attraverso un ausiliario della Proview e non attraverso la Proview stessa, che ha sede a Hong Kong, l’accordo è da considerarsi giuridicamente non vincolante. La Proview ha intanto fatto ricorso anche alle autorità commerciali e giudiziarie di altre città dove viene venduto il tablet dell’Apple, chiedendo, fino al giudizio finale, la sospensione della vendita del prodotto. Secondo le indiscrezioni, se condannata definitivamente, l’azienda americana (che lo scorso 5 gennaio ha presentato appello contro la decisione del tribunale di Shenzhen) potrebbe essere costretta a pagare una multa fino a oltre 20 milioni di euro. La disputa tra l’azienda americana e quella cinese sul marchio sarà probabilmente anche oggetto dei colloqui tra alti funzionari americani e il vice presidente cinese Xi Jimping, appena giunto negli Usa per una visita di cinque giorni.
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