1 marzo 2021 – “Accade oggi: le notizie sui giornali” a cura di Telpress marzo

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GAMING, AMAZON E GOOGLE NON SFONDANO. Nonostante gli investimenti e le tecnologie messe in campo, Amazon e Google non riescono a sfondare il mercato dei videogiochi (A&F p.32). E nonostante l’aumento della domanda di intrattenimento digitale seguita a lockdown e restrizioni, i due big si trovano costretti a registrare un risultato sotto le attese delle iniziative intraprese fino ad ora per assicurarsi una presenza nel gaming.

WINDOWS RE DEI SOFTWARE. Windows domina l’ecosistema dei sistemi operativi, pur perdendo una piccola fetta di mercato. E Chrome Os cresce, operando il sorpasso ai danni di Apple MacOs – riporta A&F, citando i dati dell’analisi condotta dal portale tech GeekWire -. Nel 2020 non si è assistito solo al prepotente ritorno del pc, con il segmento che ha toccato la crescita massima dell’ultimo decennio, ma anche alla crescita dei sistemi operativi, con il prodotto di Microsoft avanti ai competitor e con il boom dei Chromebook, che si sono messi alle spalle un colosso come i Mac. Nel 2020 la quota di mercato di Windows è dell’80,5% (nel 2019 era all’85,4%), poi Google con Chrome OS al 10,8% (era al 6,4%) e poi MacOs al 7,5% (aumento dello 0,8%, era al 6,7%).   Sulle entrate complessive derivanti dalla vendita dei sistemi operativi, i dati sono in crescita: secondo il market data Statista, 36,7 miliardi di dollari nel 2020, in leggero aumento rispetto al 2019 (36,2 miliardi), al 2018 (35,1 miliardi), al 2017 (34,7 miliardi) e al 2016 (33,1 miliardi). Ed è verso l’alto anche la stima sul 2021,37,3 miliardi di dollari.

PERCHE’ MEDIASET BATTE RAI. Il Domani (p.15) mette a confronto le strategie sugli spettatori in digitale di Mediaset e Rai, provando a spiegare perchè il Biscione batte la tv pubblica. Secondo i dati di gennaio, Mediaset cumula su internet un tempo di visione di 1,3 mln di ore al giornoi per device. La Rai registra un mln, ma il divario aumenta se si prende in considerazione il numero dei click: Cologno Monzese raccoglie quasi 500 click per ognuna delle sue ore di visione, la Rai si ferma a 147. Il Domani spiega il perché: Mediaset, in quanto tv commerciale, mette ogni impegno a estrarre dai suoi palinsesti quotidiani migliaia di frammenti, come altrettanti bocconcini adatti alle proposte “un’occhiata e via” del mondo social. In tal modo Mediaset, nata per spremere il business degli spot in onda e delle telepromozioni, si è allargata al modello social del clickbait. La Rai invece, attraverso RaiPlay, usa la rete essenzialmente per consegnare i programmi “tali e quali” al fine di agevolarne il consumo differito. Né potrebbe compiere un’azione differente perché la sua filosofia di palinsesto non è, né può essere mossa dalla strategia dei target e si rivolge invece all’audience generalista che tutti un po’ comprende.

ISORADIO CONTRO LA MISOGINIA. Libero (p.21) intervista Angela Mariella, direttrice di Isoradio: “Sto riflettendo su un’iniziativa da lanciare dopo Sanremo – spiega -: cancellare dalla programmazione di Isoradio tutte le canzoni con contenuti misogini. Isoradio non trasmetterà più brani che non rispettano le donne nella loro complessità. Le canzoni – prosegue – sono piccole opere d’arte, come dice Renzo Arbore, di un’arte popolare che veicola messaggi immediati in vasta scala. È importante che il messaggio sia sano”. Non solo questo però nella “rivoluzione” di Isoradio: “A emergenza finita servirà una alfabetizzazione. Pensare alla rinascita del Paese. Finita l’economia basata sulla cultura del risparmio, bisognerà trasmettere quella del rischio. Dobbiamo farcene carico