2 marzo 2021 – “Accade oggi: le notizie sui giornali” a cura di Telpress marzo

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FANGO SUL BARCELLONA. Fermato Bartomeu, l’ex presidente del Barça: “Faceva screditare sui social Messi e Piqué” (Giornale p.17). Perquisito il Camp Nou, poi le manette. Una società per denigrare le stelle. Gli inquirenti vogliono capire se il club abbia utilizzato una società terza, la «I3 Ventures», per screditare sui social tutti coloro che si erano opposti alla gestione di Bartomeu, senza risparmiare colpi bassi ai giocatori, tra cui i campioni Leo Messi, Xavi e Gerard Piqué. Sembra che il fermo di Bartomeu sia un modo per non permettere all’ex dirigente di inquinare le prove, permettendo alla polizia di raccogliere nuove testimonianze tra i giocatori. Tuttavia, dietro alla vicenda, potrebbe esserci un possibile cambio dei capi d’accusa: da gestione sleale e corruzione tra privati. Persino il campione argentino Messi, da molte stagioni l’asso nella manica del club, è stato oggetto di pesanti molestie e pressioni da parte di Bartomeu per ricondurre tutti sotto la sua linea. Bartomeu ha sempre negato l’esistenza di un Barçagate e che la società “I3 Ventures” facesse girare la macchina del fango contro i suoi nemici, nel club o fuori. Tuttavia già in autunno le autorità avevano raccolto prova a riguardo, scoprendo anche indizi di corruzione: i vertici del team avevano pagato la “I3 Ventures” con compensi molto al di sopra delle normali parcelle richieste, scegliendo una rateazione di 200mila euro per evitare eventuali controlli dell’amministrazione centrale sulla correttezza dei rimborsi.

SANREMO: WHATEVER IT TAKES. Festival blindato e surreale (Fatto p.18). Da stasera la 71esima edizione. Volendo raccontare con una canzone l’atmosfera che si respira, con il filtro della mascherina Ffp2, al festival della canzone, è più “Buongiorno tristezza” che “Volare”. Il primo evidente cortocircuito dell’edizione 70+1 è il gazebo degli accrediti Rai per accedere alla dimagritissima sala stampa (da più di 1.500 accreditati a una settantina) al Casinò, chiuso da mesi, dietro l’ingresso delle Slot machine. La resa ha lo sguardo dei ristoratori che si sono inventati il “servizio mensa” per aprire come ristoranti degli alberghi, ma sono mezzi vuoti, non solo per necessità di distanziamento. L’Ariston è più blindato del caveau di una banca. Fuori ci sono i carabinieri, i vigili urbani, la security e forse anche i ranger del Texas. Nessuno si ferma, anche perché non c’è nessuno da vedere: autografi e selfie configurano reati da corte d’Assise. Il protocollo di sicurezza, quello che ha consentito a Viale Mazzini di organizzare il Festival nonostante tutto e a qualunque costo, è un lunghissimo elenco di prescrizioni: c’è una regola per ogni gesto e un tampone per ogni respiro. Un po’ listata a lutto e un po’ covo di spie, Sanremo ci prova. “È un Sanremo whatever it takes” conferma il direttore di Rai1, Stefano Coletta: “Non esserci sarebbe stato un importante vulnus per il servizio pubblico”.

SERIE A-DIRITTI TV. Dalla sfida sui diritti della Serie A il Big bang del sistema televisivo (Sole p.16). Sullo scacchiere Dazn, Tim, Vivendi, Mediaset, Sky. In un quadro frastagliato si guarda a intese clamorose anche tra francesi e Biscione.

MEDIASET. Mediaset, sul voto multiplo nuovo scontro con Vivendi: secondo fonti del Sole (p.16), il 24 febbraio dal quartier generale di Parigi è partita una comunicazione sul tema del voto maggiorato. La missiva è stata spedita all’attenzione del cda Mediaset, ai componenti del Collegio sindacale e per conoscenza a Simon Fiduciaria e alla Consob: i francesi lamentano di non essere ancora in elenco. Si apre così con la questione del voto multiplo un altro fronte all’interno di una battaglia legale che in questi giorni proseguirà con altri passi importanti: già ieri i legali Vivendi hanno presentato un esposto in Agcom per tornare a contestare l’istruttoria (aperta sui francesi dall’Autorità in ossequio alla cosiddetta “Salva Mediaset”), ma chiedendo in subordine l’apertura di un’istruttoria anche per Fininvest. Domani sarà la volta dell’udienza al Tar sul ricorso di Vivendi contro Agcom, in cui non sarà chiesta la sospensiva ma il rapido approdo al merito.