20 Febbraio 2021 – “Accade oggi: le notizie sui giornali” a cura di Telpress

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GUERRA APERTA A FACEBOOK. L’Australia suona la carica, il resto del mondo – Europa in testa – risponde. La battaglia contro i giganti del web iniziata dall’altro capo del pianeta entra nel vivo e anche la Ue scende in campo – riporta il Messaggero (in prima e p.10 – a fianco di Scott Morrison, il premier australiano che ha visto Facebook “spegnere” le news dalle home page dei suoi cittadini in risposta a un tentativo di regolamentazione delle piattaforme online. Il modello normativo di Canberra fa scuola e – assicura Morrison – aspira a diventare globale: “Tutti ci guardano. Ne ho parlato con il presidente francese Macron e so che anche il premier britannico Boris Johnson è interessato alla nostra iniziativa”. Dal Canada arrivano i rinforzi, ma occhi   puntati sull’Australia anche a Bruxelles. “Ciò che sta accadendo dimostra quanto le nostre società dipendano dalla Rete. Mi piace il coraggio degli australiani, può insegnare qualcosa a noi europei”, ha twittato Alexandra Geese, eurodeputata tedesca dei Verdi e tra i nomi più influenti sul dossier digitale.

DIRITTI TV. Guerra dei diritti tv sul calcio italiano che non sembra trovare una tregua: i Mondiali in Qatar nel 2022 si vedranno su Rai e Amazon Prime Video, la Champions League 2021-2024 sarà on air su Mediaset, Amazon (80 milioni) e Sky Italia. Ma ancora non è chiaro a chi andrà il boccone più ambito, quello che garantisce più clienti, ossia la Serie A per le stagioni 2021-2024 – riporta Milano Finanza -. Al momento, stando alle offerte presentate, in vantaggio ci sarebbe Dazn, che ha messo sul piatto 840 mln l’anno per 7 dei 10 match di ogni gionata, mentre Sky ha proposto 750 mln annui. Questa partita, che si intreccia con le elezioni della Federcalcio, è decisiva per le modalità di fruizione dello sport nazionale, che potrebbe anche tornare a essere proposto in versione free-to-air, come ha fatto intendere l’ad della Confìndustria del pallone, Luigi De Siervo.

RETE UNICA TLC. «Fusione diretta Tim-OF, guida a Cdp»: è il piano del M5S per la rete unica, esposto da Riccardo Fraccaro nell’intervista al Sole. L’operazione verrebbe eseguita attraverso il concambio azionario, ma soprattutto urge una lista della Cassa per il cda di Tim: prioritario è non lasciare mano libera ai francesi di Vivendi nel colosso tlc italiano. Intanto il Parterre del Sole (p.15) riporta che intanto il progetto di rete unica fa un passo avanti grazie all’accordo tra Tim, Fastweb e Intred per portare la fibra nelle scuole: forniranno connessioni in fibra ottica ad 1 Giga, apparati di terminazione e sicurezza, reti wifi per parte degli istituti scolastici e il servizio di assistenza tecnica e manutenzione. Inoltre, una volta completata e collaudata la nuova infrastruttura, la proprietà rimarrà in capo al ministero dello Sviluppo con gestione a Infratel.

RIFORMA RAI. Giovanni Valentini sul Fatto (p.13) guarda al tema della riforma Rai e si dice convinto che neanche Mario Draghi riuscirà in quella riforma promessa da tutti i governi e rimasta finora lettera morta. A dispetto della sua proclamata indipendenza – argomenta Valentini -, il nuovo presidente del Consiglio non la farà non per incapacità o cattiva volontà, bensì perché non gliela lasceranno fare i partiti che formano la sua variegata maggioranza e sostengono il suo esecutivo: per “Mister Bce” sarà una cartina di tornasole. E in caso contrario – scrive ancora -, sarebbe una grande soddisfazione essere smentiti. Da ex Direttore generale del Tesoro, Draghi ricorderà sicuramente che il “pacchetto” azionario della Rai è ancora in mano al MEF. Basterebbe, allora, che decidesse di trasferirlo a una Fondazione autonoma e indipendente, rappresentativa della società italiana nelle sue varie componenti, attribuendo a questo organismo il compito di nominare un nuovo Cda non più subalterno alla politica. Draghi ha tutta l’autorità per farlo. E non avrebbe bisogno di chiedere il permesso a nessuno.