23 Febbraio 2021 – “Accade oggi: le notizie sui giornali” a cura di Telpress

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DISCOVERY, CRESCE LO STREAMING. Discovery spinge sulla tv in streaming (Sole p.15). A 12 milioni i sottoscrittori del servizio discovery+ Ricavi per 10,7 miliardi (-4%). A metà seduta il titolo Discovery viaggiava a Wall Street attorno al +9,9%, segno che gli analisti hanno giudicato positivamente i conti dell’anno fiscale 2020 presentati dal ceo global David Zaslav. Ma oltre a comprendere quanto la situazione Covid avesse pesato sul bilancio della media company l’attesa era soprattutto per l’annuncio del primo dato ufficiale sul numero degli abbonati a discovery+, il servizio streaming globale lanciato dal gruppo a inizio gennaio con vocazione verso contenuti “real life entertainment” e “non-fiction”. A conti fatti significa che in sette settimane il gruppo ha aggiunto 7 milioni di abbonamenti ai 5 milioni comunicati a dicembre. Un incremento da ascrivere principalmente al lancio di discovery+ che negli Usa può contare su una parternship con il colosso delle tlc Verizon, in Uk con quella di Sky così come sul deal con Vodafone in molti altri Paesi d’Europa. In Italia, anche se numeri ufficiali per i singoli Paesi non sono stati comunicati il gruppo ha dato un importante contributo grazie soprattutto alla partnership con Tim, che propone discovery+ a tutti gli abbonati TimVision+.

IL RITORNO DI POSTALMARKET. Postalmarket rinasce online. (Tempo p.27). A curare la nuova piattaforma è la veneta Storeden. Il ceo D’Avella: “Digitale e cartaceo saranno in stretto contatto”. Lo storico catalogo delle vendite per posta torna e diventa (anche) un sito. C’è già grande curiosità sui social. Il celebre catalogo di vendita di prodotti uscirà sia con una nuova versione digitale che con una cartacea e su ogni cover di ogni nuovo numero ci sarà il volto di una persona famosa: sulla prima nuova copertina comparirà Diletta Leotta. Nella nuova versione del portale si venderanno diversi tipi di prodotti tra cui quelli del settore del fashion, della casa e dell’arredamento, ma anche del tempo libero. Si andrà dai brand affermati a quelli emergenti, ma anche prodotti di propria produzione, l’importante è che siano proposti da aziende del Made in Italy. La notizia del lancio del portale (sul sito postalmarket.it c’è il contatore per sapere quando andrà online: si parla di questa estate) ha portato fermento sui social e sono nati così gruppi di migliaia di persone che si sono organizzati spontaneamente per dare supporto al rilancio del brand tra i più amati in Italia. È la società Storeden, start up veneta che detiene il 4% del mercato ecommerce nazionale, ad aver deciso di rilanciare il famoso Postalmarket attraverso la sua piattaforma. La storica versione del Postalmarket nasce nel 1959 grazie a un’idea dell’imprenditrice milanese Anna Bonomi Bolchini, che ha voluto importare in Italia il modello statunitense della vendita per catalogo.

ALLENZA UE MICROSOFT SUI CONTNEUTI ONLINE. Editori Ue e Microsoft “I contenuti online si devono pagare” (Stampa p.21, MF p.15). Intesa per avere anche in Europa un accordo sul modello australiano. Scontro con i giganti Google e Facebook per l’uso delle notizie. Gli editori europei hanno trovato un alleato di peso nella battaglia per costringere i colossi del Web a versare un equo compenso per lo sfruttamento dei contenuti giornalistici. Le quattro associazioni che rappresentano le principali aziende editoriali europee (Enpa, Epc, Emma e Nme) hanno siglato un accordo con Microsoft, che si è unita agli editori per sostenerne la causa e promuovere all’interno dell’Ue un sistema simile a quello adottato in Australia. Gli editori chiedono alle piattaforme online di pagare per l’utilizzo delle notizie da loro prodotte. E vogliono che il prezzo non sia lasciato alla libera contrattazione tra le parti, come prevede la direttiva Ue che ha riformato il copyright, ma sia definito da un arbitrato indipendente sulla base di una analisi dei costi e dei benefici. La direttiva Ue sul copyright è stata approvata 2 anni fa e ora deve essere recepita dai governi e dai parlamenti nei rispettivi ordinamenti. C’è tempo fino a giugno, ma questo strumento potrebbe rivelarsi insufficiente. “Sebbene siano stati riconosciuti i diritti connessi all’interno dell’Ue – spiegano le quattro associazioni – i negoziati coi “guardiani” che hanno posizione dominante sul mercato non produrranno risultati equi a meno che non vengano proposte misure normative aggiuntive”. Da qui il meccanismo dell’arbitrato all’interno dei provvedimenti attualmente in discussione nella Ue: il Digital Market Act (DMA) e il Digital Service Act (DSA).

SPOTIFY SI ESPANDE. Dall’Africa all’Europa dell’Est, Spotify prepara lo sbarco in 80 nuove nazioni (Italia Oggi p.19, Corriere p.41). La piattaforma di streaming audio Spotify fa il grande passo e si prepara nelle prossime settimane a sbarcare in 80 nuove nazioni, concentrate soprattutto in Africa, Asia, Centro-America ed Europa dell’Est, andando a rivolgersi a un mercato di oltre un miliardo di nuovi potenziali clienti. Al momento Spotify è in 93 mercati e conta su una media di 345 milioni di utenti attivi mensili (+27% rispetto al 2019), di cui 155 milioni abbonati alle offerte Premium (+24%) per un fatturato 2020 di 7,9 miliardi di euro (+16,1%) di cui il 13% arriva dalla pubblicità. Il business di Spotify è ancora in perdita: 581 milioni di euro di rosso nel 2020, rispetto ai 186 milioni di perdite del 2019. Numeri che comunque non preoccupano Daniel Ek, founder e ceo di Spotify, che ieri, in una presentazione monstre tra Barack Obama e Bruce Springsteen, Justin Bieber, il principe Harry e Meghan Markle, ha illustrato tutte le novità di Spotify. Piattaforma che, per un profano, parrebbe in sostanza una ottima occasione per ascoltare tutta la musica del mondo gratis. Ma che sta invece diventando molto di più per musicisti, podcaster e creativi in genere. Nel 2002 negli Usa uscirono 33 mila album, mentre nel 2020, grazie a Spotify, ne sono arrivati sul mercato 1,8 milioni, una quantità abnorme che offre a ciascuno la possibilità di farsi conoscere ma che, forse, banalizza tutto. Comunque, aggiunge Ek, “se tre anni fa Spotify aveva 3 milioni di creators, di persone creative che avevano distribuito i loro contenuti sulla nostra piattaforma, nel 2020 siamo già a otto milioni, e in base alle mie stime saliranno a 50 milioni nel 2025, in una vera esplosione del mercato audio”. Ma pure per il podcasting, dove Spotify sta investendo molto per attirare i migliori contenuti da vip, story teller, insegnanti, imprenditori, giornalisti, intrattenitori.

TIM-CDP-RETE UNICA. Cassa Depositi & Telefoni: in apertura di MF (e su tutti i quotidiani) l’ingresso della controllata del Tesoro nel cda Tim. Il presidente Gorno Tempini rappresenterà il 10% pubblico in Telecom, così lo Stato guiderà l’operazione Rete Unica: niente prelazione su Open Fiber, ma acquisto fino al 10% da Enel (in dettaglio su Giornale p.19). Sole (p.1-12) e Messaggero (p.15) evidenziano che la mossa cercherà di fare da contraltare allo strapotere di Vivendi in Tim: il colosso francese detenendo il 25% del capitale chiederà la conferma dei cinque consiglieri uscenti. Secondo Repubblica (p.20) con l’ingresso di Cdp “la rete unica diventa più probabile”: la Cassa infatti punta a salire fino al 60% in Open Fiber, mentre Macquarie entrerà con il restante 40. Anche Stampa (p.20) ritiene che Cdp stia aspettando il sì definitivo di Blackstone e Macquarie, trattando per il 51% di OF. Per il Fatto (p.8) l’ingresso di Gorno Tempini segna anche la tregua con Vivendi sulla rete unica.

SERIE A-DIRITTI TV. Tim alleata a Dazn, un miliardo in tre anni per i diritti tv della Serie A (Sole p.9, MF p.3, Repubblica p.21, Stampa p.20). Il colosso tlc italiano va verso l’esclusiva della app di Dazn su Timvision: l’accordo prevedeva l’ingresso di un partner tecnologico di primario standing pronto a sostenere l’investimento con un minimo garantito del 40%, ossia 340 milioni a stagione ipotizzando di raggiungere una base di clienti di 3,2 milioni di clienti a un range di prezzo di 29-35 euro al mese. Intanto ieri l’Antitrust ha sanzionato per 2 milioni Sky “per aver adottato tre pratiche commerciali scorrette nei confronti dei clienti titolari dei pacchetti di abbonamento pay tv Sky Calcio e Sky Sport”: per l’Agcm è mancato l’automatismo nel riconoscere la rimodulazione o il rimborso degli abbonamenti con l’emergenza Covid 19 e conseguente sospensione delle competizioni sportive. Sarebbero mancate poi informazioni adeguate rispetto allo “sconto Coronavirus” oltre a “ostacoli onerosi e sproporzionati alla fruizione dello Sconto Coronavirus da parte dei clienti interessati”. Quest’ultimo tema anche su Repubblica e Giornale (p.20).