25 Gennaio 2021 – “Accade oggi: le notizie sui giornali” a cura di Telpress

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POLEMICHE BIG TECH. Big Tech bifronte. Nella gabbia dell’Antitrust (L’Economia p.20). Dopo i fatti di Capitol Hill, “Big Tech” ha inferto un duro colpo a un nemico già pesantemente ferito. Nel frattempo Facebook, Twitter, Google & co sono in lotta col governo: aiutati da Trump salgono sul carro di Biden. Ora sono nel mirino delle Authority europee e americane. A chi sostiene che si tratti di una forma di censura, i difensori di Twitter e Facebook hanno buon gioco a rispondere col primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, il quale impedisce ogni limitazione alle manifestazioni del libero pensiero, sì, ma da parte del governo.

ALTROCONSUMO vs APPLE. Obsolescenza programmata: Altroconsumo pronta alla class action contro Apple (Domani p.7). Altroconsumo, insieme ai partner europei di Euroconsumers, è pronta con una class action nei confronti di Apple per chiedere un giusto risarcimento per i consumatori italiani che hanno subito nel corso degli anni le pratiche scorrette dall’azienda californiana, riconosciute anche dalle autorità italiane. Dal 2014, Altroconsumo ha raccolto i casi dei consumatori che lamentavano problemi di performance dei propri iPhone in seguito ad aggiornamenti del software. Il ricorso di Apple al TAR del Lazio è stato respinto a maggio 2020. Il Tribunale ha quindi confermato che la società di Cupertino ha rilasciato gli aggiornamenti del firmware senza informare adeguatamente i consumatori della riduzione sensibile delle prestazioni che avrebbero subito i loro dispositivi. L’azienda ha risposto a queste accuse affermando che l’aggiornamento era necessario per evitare spegnimenti improvvisi dei dispositivi e ha avviato una campagna di sostituzione della batteria a prezzo ridotto. Questo intervento è risultato insufficiente e non ha portato, nel nostro Paese, a un equo risarcimento dei consumatori colpiti dall’obsolescenza programmata

NETFLIX DELL’ARTE. La “Netflix dell’arte” che rischia il flop ma fa felice il privato. Il Fatto (p.12) mette in dubbio la lungimiranza dell’operavione voluta dal Mibact di Franceschini con 20 milioni pubblici (9 di Cdp), che non produrrà contenuti propri e non sarà gratis. Il ministero non comanda, ma il rischio d’impresa è tutto suo. La compagnia sarà di proprietà al 51% di Cassa Depositi e Prestiti, e al 49% del gruppo Chili. Nonostante il paragone con Netflix, la piattaforma avrà poco a che fare col gigante americano. I contenuti non saranno distribuiti in abbonamento e non produrrà contenuti inediti. Non è tuttora chiaro perché il Governo abbia preferito costituire una nuova piattaforma che offra contenuti a pagamento invece di coinvolgere la Rai. Da marzo a oggi l’interesse per i contenuti culturali online è andato costantemente scemando. La maggioranza dei musei italiani non ha personale necessario per costruire contenuti online di qualità per interessare il pubblico gratuitamente, figurarsi a pagamento.

CULTURA IN DIGITALE. Cultura sempre più in digitale (Italia Oggi p.22). Le conseguenze della pandemia: crolla la spesa per gli spettacoli, regge il colpo la lettura. Cinema e teatro in streaming e tour virtuali nei musei. Secondo i dati di una ricerca dell’Osservatorio di impresa cultura ItaliaConfcommercio, con il Covid-19 i consumi di beni e servizi culturali si sono dimezzati (-47%) passando da 113 euro di spesa media mensile a famiglia a dicembre 2019 a circa 60 a dicembre 2020. La situazione è difficile soprattutto per gli spettacoli dal vivo bloccati dal lockdown. Tiene invece la lettura dei libri, con preferenza per il cartaceo, sebbene oltre un italiano su tre utilizzi anche il formato digitale, e pure dei quotidiani, consultati principalmente in versione gratuita online con un rapporto di circa 1 a 2 tra lettori in digitale a pagamento e lettori in cartaceo. Sono in calo tutte le forme di abbonamento a servizi culturali a pagamento salvo della tv in streaming.

SOCIAL. Dopo i recenti fatti di cronaca e la morte della giovane di 10 anni, la Stampa (p.12) va a colloquio con la star di TikTok, Marco Castellucci: “Spetta ai genitori sorvegliare i figli – dice il 18enne, che vanta mln di follower -. Si deve stare attenti a come usare questi dispositivi, un genitore deve stare dietro, controllare quando hai il cellulare in mano, perché con ragazzini di dieci anni di conseguenze ce ne sono. È come dare un’arma in mano a qualcuno”. Andrea Andrei sul Messaggero (p.15) intanto analizza i social, definiti “mezzi pericolosi che si guidano senza patente”.