7 Febbraio 2021 – “Accade oggi: le notizie sui giornali” a cura di Telpress

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SUPERBOWL. Gli Usa negli spot guardano avanti (Messaggero p.18). Questa notte l’appuntamento sportivo e televisivo più atteso d’America, che mette insieme 100 milioni di spettatori. Per le aziende è l’occasione per le pubblicità più efficaci e spettacolari. Viste in anteprima: grande assente il virus. Rapper come supereroi che superano la barriera spazio-tempo per consegnare la birra fresca e cast milionari che un tempo trovavamo solo al cinema: questa è oggi la pubblicità-intrattenimento presentata al Super Bowl. Il gran finale della National Football League, oltre ad essere l’evento sportivo più importante degli Stati Uniti, è anche lo show televisivo più visto dell’anno con share in Usa che arrivano fino al 70 per cento. La finale quest’anno, giunta alla 55ma edizione, si svolgerà a Tampa Bay (Florida), e vede incrociare la squadra di casa dei Buccaneers e i Kansas City Chiefs. Ma sono due gli elementi che fanno interessare al Super Bowl anche chi non è appassionato: il primo è lo spettacolare concerto dell’intervallo, che ha visto in passato protagonisti come Beyoncé, Prince e Coldplay. Quest’anno tocca al cantante canadese r&b The Weeknd: quindici minuti di show sponsorizzato da Pepsi con un budget produttivo di quasi 8,3 milioni di euro. Quest’anno ci sarà anche l’intervento della giovane poetessa afroamericana Amanda Gorman, nota per l’intervento all’insediamento di Biden. Rispetto agli altri anni, molti meno spot di automobili – marchi come Ford, Hyundai, presenze fisse gli anni scorsi, quest’anno non ci sono – e tante pubblicità di banche e assicurazione, in cui peraltro ci sono gli unici riferimenti al Covid. Molti altri brand, come Coca-Cola e Planters hanno preferito dare in donazione ad associazioni benefiche il budget messo da parte per il Super Bowl. C’è anche la classica pubblicità commovente, non tanto per le scene strappalacrime, ma perché ci sono amici che stanno insieme a bere la birra. Un’immagine del passato e una speranza per il futuro: del resto la pubblicità vende sogni.

SCI ROSA E SOCIAL. Sport invernali trainati grazie alle atlete in vetta ai social (Sole p.14). Instagram utilizzato dal 96% degli azzurri. Facebook al 53%. Il miglior tasso medio di interazione su ogni singolo post su Facebook è di Marta Bassino mentre su Instagram è di Martina Peterlini. Sport invernali sempre più importanti nei social network. A dare questo valore aggiunto (anche economico) sono soprattutto le donne che dominano le classifiche per follower, engagement e singoli social, con sci alpino e biathlon che producono i maggiori volumi grazie ai contenuti postati su Instagram (utilizzato dal 96% degli atleti azzurri), seguito da Facebook (52%) e Twitter (17%). È quanto emerge dai dati elaborati per “Il Sole-24 Ore” dall’Osservatorio Digitale diretto da Sandro Giorgetti che ha preso come riferimento i 144 atleti nazionali di tutte le discipline della Federazione italiana sport invernali (Fisi). Su Facebook il primo posto per fan è della Wierer, per engagement complessivo è della Goggia. Su Instagram è prima ancora la Wierer per follower e per engagement complessivo. È invece Sofia Goggia a spadroneggiare su Twitter in tutte le classifiche.

LA PAROLA ALLE PAROLE. Senti chi parla. La Rete punta tutto sulla voce (Repubblica p.26). Dai podcast agli audiolibri fino all’ultimo social Clubhouse è il ritorno della cultura orale. Ma in formato digitale. Clubhouse è sbarcato in Italia e tutto il chiacchiericcio che si fa su questo nuovo social conferma almeno una cosa: il futuro ha radici antiche. Da tempo comandiamo a luci e musica di adattarsi ai nostri stati d’animo, chiediamo aiuto a Google o Siri senza muovere un dito, comunichiamo con messaggi audio, da poco anche con tweet vocali, ci svegliamo con Spotify, ascoltiamo un romanzo e ci addormentiamo con i podcast. Siamo già nell’era dell’audio. Clubhouse è solo l’ultima delle sue case. Quella che era cominciata con delle inascoltabili registrazioni Mp3 oggi è un’industria globale. I podcast sono prodotti da emittenti commerciali, testate giornalistiche, festival letterari, case editrici, semplici appassionati. Si stima che entro il 2025 ci saranno 2,5 miliardi di persone che ascolteranno contenuti audio. Nel 2019 erano 800 mila. Amazon ha appena comprato Wondery, startup indipendente specializzata nella produzione di podcast. Spotify, al momento la numero uno, ha reclutato Harry e Megan. L’inarrestabile ascesa della parola narrata è stata fotografata anche dall’ultima fiera del libro di Francoforte: in cinque anni la popolarità degli audiolibri è raddoppiata, gli Stati Uniti primeggiano con 1,5 miliardi di dollari, la Cina si ferma a 1,1 miliardi e al terzo posto c’è l’Europa con 500milioni di dollari. Il mercato italiano, a sentire gli editori, nel 2020 è cresciuto del 94%: 17,5 milioni di euro

SOCIAL E POLITICA. Quei privati che agiscono come i peggiori statalisti (Giornale p.23-24). Oggi nel campo delle grandi “corporation” i maggiori imprenditori sono di fatto indistinguibili dai politici. Se l’imprenditore diventa dittatore. Quando nei mesi scorsi è stato chiamato a finanziare i candidati in campo, Facebook ha speso 3,6 milioni di dollari, di cui ben l’89,7% è stato indirizzato verso il campo democratico; a sua volta, Amazon ha donato 6,1 milioni di dollari, consegnandone alla sinistra l’84%. Sostanzialmente analogo è stato il comportamento di Google, che ha speso 3,8 milioni di dollari e ne ha riservato il 90% ai democratici. E si potrebbe continuare. Facebook, Google e le altre grandi corporation sono aziende formalmente private, ma possono ottenere enormi benefici dai rapporti che intrattengono con i centri del potere politico, agendo in maniera molto efficace nei riguardi dei professionisti della politica, dato che dispongono di ingenti risorse da investire in attività lobbistiche. Oltre a ciò, si tratta di imprese che in ogni momento possono essere spazzate via da una nuova normativa fiscale, oppure da una qualche interpretazione del diritto alla concorrenza, oppure da regole ad hoc riguardanti la privacy, l’editoria e l’intero universo del virtuale. Alla luce di tutto ciò, c’è da chiedersi se sia legittimo il comportamento di Zuckerberg, Dorsey, Bezos e Gates quando chiudono la bocca a quanti esprimono opinioni che essi non apprezzano. C’è soprattutto da chiedersi se le loro aziende – attive entro questa economia tanto corporativa e socialista – siano ancora autenticamente imprese private, se si considera che agiscono continuamente di concerto con quanti dispongono del monopolio legale della violenza, o se non siano sempre più – nei fatti – le nuove articolazioni di un potere politico molto più complesso di quanto non fosse in passato.

CYBERBULLIMSO E UNICEF. Cyberbullismo, una guida dell’Unicef per le famiglie (Messaggero p.11). Giocare d’anticipo per riconoscere e prevenire il cyberbullismo. In occasione della Giornata Mondiale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, l’Unicef presenta una guida per le famiglie. Per proteggere bambini e adolescenti dalle insidie del web sono sufficienti poche semplici regole da spiegare ai più piccoli. Prima di tutto non condividere nomi utente o password. In chat o sui profili social evitare di fornire informazioni riservate e astenersi dall’inviare foto personali o intime. Uno scatto può trasformarsi in uno strumento di ricatto e umiliazione. “A seguito di un anno in cui i bambini e i giovani hanno trascorso online un numero elevato di ore per continuare a studiare e socializzare abbiamo realizzato un vademecum per parlare di questo fenomeno in famiglia – ha detto Carmela Pace, Presidente dell’Unicef Italia – Riteniamo importante che i genitori imparino a riconoscere i segnali di pericolo e quindi a essere attenti a eventuali cambiamenti di umore o del comportamento dei propri figli”.

DIRITTI TV. Sky mette le mani sulla Champions Occhi puntati sulla Serie A (Sole p.6. Fatto p.13, Stampa p.24, Messaggero p.27, Corriere p.34). Sky e Mediaset, con la new entry di Amazon Prime Video. Manca solo l’annuncio del Biscione, ma per la Champions League il quadro è completo dopo che Sky ha ufficializzato i diritti per 121 dei 137 match a stagione per il 2021-24, su Sky e Now Tv. L’offerta migliore è di Dazn: 100 milioni, in più non molla il canale. Nel frattempo, domani pomeriggio entra nel vivo la delicata partita dei diritti del campionato. Le trattative private si avvicinano ai 973 milioni dell’attuale accordo, non raggiungendo la cifra minima di 1,15 miliardi. Come è ormai noto, Dazn è in vantaggio su Sky (Mediapro è stata dichiarata inammissibile, mentre Eurosport per Discovery ieri non si è presentata). Al momento, da Santa Giulia offrono 750 milioni per i tre pacchetti più il Gold con possibile incremento di 50-70milioni in caso di creazione di un canale light (proposta di Sky). Dazn è incorsa per il pacchetto misto: 840 milioni per il primo e il terzo (con un bonus di 50 milioni all’anno in più legato al numero di abbonati), ovvero 7 match in esclusiva e 3 in coabitazione, e con Sky che ne offre 70 per i 3 in comune il totale al momento è 910 milioni.

 

 

 

 

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