“90esimo minuto” va in pensione. È come Carosello

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Niente highlights della Serie A per le tv nazionali in chiaro prima delle 22 della domenica. E i gol della gara delle 18 e delle 20.30 non si potranno vedere fino alle 22.45. E’ quanto prevede l’allegato 6 del bando di vendita dei diritti tv del campionato per il triennio 2018-21. Bando che sarà assegnato entro il mese di giugno e che di fatto vieterà alla Rai di mandare in onda al pomeriggio lo storico programma “90esimo minuto”. Il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, ha tuonato: “Assoluto disprezzo servizio pubblico”. E in queste ore da più parti ci si appella addirittura alla politica per salvare la trasmissione di Rai2, quest’anno condotta da Paola Ferrari e Alberto Rimedio. Un programma, per dir la verità, che in questa stagione non ha certo fatto impallidire l’Auditel. È stato visto in media da 1.222.000 spettatori, con share medio del 7,6%.

Giorgio Bubba da Genova, Luigi Necco da Napoli, Piero Pasini da Bologna, Cesare Castellotti da Torino, Tonino Carino da Ascoli, Marcello Giannini da Firenze, Gianni Vasino da Milano, Ferruccio Gard da Verona. A sciorinare questa formazione storica di inviati era ogni domenica il maestro Paolo Valenti. In onda andava il calcio, ma anche il costume, il campanile, la goliardia, la fazione. Era uno show totale. Poi l’avvento del calcio spezzatino, lo strapotere delle pay tv, gli highlights su Intenet e ora quasi subito a portata di mobile grazie ai social. Forse ha ragione il consigliere Rai, Carlo Freccero: “Novantesimo non esiste più, era legato a una televisione generalista. Era come Carosello. Il campionato si giocava in una stessa giornata”. La Rai – per confezionare ‘Quelli che il calcio’, ’90esimo minuto’, ‘La Domenica sportiva’ e compagnia bella – gli higlights li ha pagati 11 milioni l’anno. Poco meno dell’utile di bilancio registrato nel 2017. Meglio tenerseli in tasca… E magari investirli nell’ammodernamento tecnologico della media company. Quel che resta di questi diritti tv potrebbe essere concesso gratis dai presidenti di Serie A. Chiamalo, se vuoi, servizio pubblico…

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