A fine mese, dopo le urne, il “valzer” dei tg Rai

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Giovedì 30 gennaio il cda Rai tornerà a riunirsi. Lo farà quattro giorni dopo le elezioni in Emilia Romagna e in Calabria che faranno capire al settimo piano lo stato di salute elettorale del Partito Democratico e della Lega. Ma soprattutto del Movimento 5 Stelle… E in Viale Mazzini c’è chi è pronto a giurare che dall’esito di quell’urna regionale dipenderanno anche le scelte che l’ad Fabrizio Salini si accinge a fare in materia di direttori dei Tg. Piccoli ritocchi, si dice, giusto per placare il pressing del Nazareno che vuole Mario Orfeo al Tg3. Con Antonio Di Bella destinato alla direzione approfondimento e Giuseppina Paterniti (che avrebbe rifiutato sia RaiNews24 sia il coordinamento offerta editoriale) destinata al Tg1. Soprattutto se dalle urne regionali dovesse uscire una vera e proprio debacle grillina. Bocce ferme, infine, al Tg2 e alla Tgr.

UN VALZER che Salini non potrà certo attribuire agli ascolti dei telegiornali che lui stesso ha appena festeggiato. I telegiornali Rai, infatti, confermano il primato rispetto alla concorrenza. E se è vero che perdono qualche zero virgola di share rispetto al 2018 (Tg1 delle 20 -0,9%, Tg2 delle 20.30 -0,6% e Tg3 delle 19 -0,1%), certo non basterà l’Auditel a motivare gli avvicendamenti. Il ballo sarà dovuto a un riequilibrio dell’informazione chiesto dal Palazzo. E la miccia la innescherà la super-direzione approfondimento che non può più attendere. Ma solo dopo le urne capiremo come cambierà la musica a Saxa Rubra.

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