A gennaio arriva Facebook News, ma per il momento solo nel Regno Unito

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Facebook News sbarca nel Regno Unito - ph. Pixabay

Nonostante le controversie e le polemiche, Facebook ha annunciato sul proprio blog di voler proseguire i propri investimenti sul giornalismo e l’informazione attraverso il lancio di “Facebook News” nel Regno Unito, a partire da gennaio 2021. Sarà il primo paese esterno agli USA a poter fruire del feed “certificato” di contenuti informativi.

Facebook News è uno spazio dedicato all’informazione nazionale e locale, in cui Facebook pagherà gli editori per contenuti non ancora presenti sulla piattaforma, aiutandoli contestualmente ad aumentare i lettori e a reperire nuove opportunità di abbonamenti e investimenti pubblicitari.

Il primo gruppo di editori presenti su Facebook News per il lancio di gennaio comprende Archant, Conde Nast, The Economist, ESI Media, Guardian Media Group, Hearst, Iliffe, JPI Media, Midland News Association, Reach, STV, tutti proprietari di centinaia fra le testate d’informazione più amate e seguite del Regno Unito, sia a livello nazionale che locale, inclusi The Economist, The Guardian, The Independent, The London Evening Standard, Liverpool Echo, Manchester Evening News, The Mirror, The Scotsman, STV e lo Yorkshire Post, fra gli altri. Facebook News includerà anche contenuti di marchi del lifestyle, come Red, Harpers, Cosmopolitan, Wired, GQ, Glamour, Vogue e Tatler. Dalla direzione di Facebook affermano di aspettarsi l’adesione di molte altre testate prima del lancio ufficiale.

Facebook News proporrà una combinazione di storie selezionate e personalizzate per offrire al lettore informazioni attendibili, autorevoli e rilevanti: il feed mostrerà infatti sia i titoli principali del giorno, che gli articoli tarati sugli interessi di ogni fruitore.

“Il lancio di gennaio nel Regno Unito consoliderà il successo già sperimentato da Facebook News negli Stati Uniti”, si legge nel comunicato ufficiale. Per essere “approvati da Facebook”, gli editori dovranno aderire alle linee guida editoriali di Facebook stessa, che prevedono una serie di segnali d’integrità nel determinare affidabilità dei contenuti, inclusa la disinformazione – verificata in base a fact-checkers di terze parti -, violazioni degli standard della comunità (ad esempio l’hate speech), il clickbait, l’engagement bait e altri elementi.

Da qui nascono (naturalmente) le polemiche: le notizie vengono essenzialmente selezionate da Facebook stessa, e sono molte le voci che da più parti si sono alzate per chiedere al gigante blu di restarne fuori. I rischi per una manipolazione del processo informativo sono pesanti, soprattutto considerando che uno studio del Pew Research Center dell’ottobre 2019, proprio a ridosso del lancio di Facebook News nel paese, già indicava che almeno il 55% degli adulti statunitensi si informava spesso sui social, e che l’88% degli americani era ben consapevole del controllo che i social media hanno sul mix informativo che le persone ricevono ogni giorno. Per il 62% di loro questa ingerenza rappresentava un problema, ritenendo eccessivo il controllo sulle informazioni da parte delle aziende social.

Difficile valutare l’effettivo impatto di Facebook News, poiché gli utenti devono di fatto accedervi attraverso un tab dedicato sulla loro app anziché limitarsi a venire “bombardati” dai contenuti del feed selezionati dall’algoritmo, ma il successo dell’iniziativa negli USA è evidente: il 95% del traffico verso gli editori arriva da “nuovi pubblici, che non hanno mai interagito con quelle testate nel passato.”

In un certo senso sembrerebbe più un’alleanza che una manipolazione delle informazioni, tantopiù che alcuni gruppi editoriali stanno valutando di far pagare a Facebook una fee per utilizzare i propri contenuti.