A Roma il “quiz” Rai per individuare i “migliori” 270 giornalisti

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Foto di rawpixel da Pixabay

Ultimi preparativi per il “Palio” Rai, il nuovo concorso per assumere 90 giornalisti. Il termine per la presentazione dei “cavalli” è scaduto il 28 ottobre scorso e gli iscritti sono 3.722 (nel 2015 erano stati 4.982). Ma non sarà una corsa unica. Saranno 16 corse diverse con altrettante graduatorie. Al termine delle selezioni per titoli e prove, i fortunati (e bravi) vincitori diventeranno redattori ordinari (prima con contratto a tempo determinato e poi, in caso di positivo inserimento in azienda, indeterminato) e saranno sparpagliati – in forza di graduatorie regionali valide per due anni (e non più tre come nel 2015) – in 14 regioni italiane (non si corre nel Lazio, in Lombardia, in Veneto, in Emilia Romagna e in Toscana) e due province: Trento e Bolzano. E lì, ai confini dell’“Impero”, dovranno rimanere “per almeno 5 anni” prima di poter fare richiesta di trasferimento (da vagliare in base alle esigenze aziendali) in altra redazione regionale o testata giornalistica.

SI CORRE A ROMA – La prima prova (test scritto a risposta multipla in forma anonima) si svolgerà – a quanto apprende Lo Specialista – nella Capitale in una data da individuare nei primi 15 giorni di dicembre presso la Fiera di Roma. Ma il quiz non lo supereranno i 270 “cavalli” più veloci – come logica avrebbe voluto – perché nella scelta sarà un fattore determinante la destinazione (una soltanto) indicata dai partecipanti. Bisognerà sperare, insomma, anche di aver selezionato una redazione della Tgr poco battuta dai concorrenti. A proposito, quello delle candidature su base regionale – ovvero come sono distribuite le 3.722 domande – è un dato al momento strettamente riservato.

LE 16 GRADUATORIE –

Abruzzo: 2 posti, ammessi alla seconda e terza prova 6 candidati;
Basilicata: 10 posti, ammessi alla seconda e terza prova 30 candidati;
Bolzano (redazione lingua italiana): 5 posti, ammessi alla seconda e terza prova 15 candidati;
Calabria: 10 posti, ammessi alla seconda e terza prova 30 candidati;
Campania: 7 posti, ammessi alla seconda e terza prova 21 candidati;
Friuli Venezia Giulia (redazione lingua italiana) 3 posti, ammessi alla seconda e terza prova 9 candidati;
Liguria: 5 posti ammessi alla seconda e terza prova 15 candidati;
Marche: 5 posti, ammessi alla seconda e terza prova 15 candidati;
Molise: 7 posti, ammessi alla seconda e terza prova 21 candidati;
Piemonte: 2 posti, ammessi alla seconda e terza prova 6 candidati;
Puglia: 7 posti, ammessi alla seconda e terza prova 21 candidati;
Sardegna: 5 posti, ammessi alla seconda e terza prova 15 candidati;
Sicilia: 5 posti, ammessi alla seconda e terza prova 15 candidati;
Trento: 4 posti, ammessi alla seconda e terza prova 12 candidati;
Umbria: 4 posti, ammessi alla seconda e terza prova 12 candidati;
Valle d’Aosta: 9 posti, ammessi alla seconda e terza prova 27 candidati.

I VINCITORI IN PRIMAVERA – Sembra che la seconda e la terza fase del concorso partiranno a gennaio del 2020, e in Viale Mazzini sono certi che – al ritmo di almeno otto esaminati al giorno – per marzo si conosceranno i 90 “cavalli” vincitori. A giudicarli una commissione esaminatrice che sarà composta – raccontano i boatos – da 21 membri. Per i restanti 180 giornalisti ammessi alla seconda e terza fase ci sarà una graduatoria regionale, nella speranza che qualcuno davanti a loro rinunci o che l’azienda manifesti ulteriori carenze d’organico.

E SALINI SI COCCOLA IL BRAND RAI – “Siamo particolarmente soddisfatti per lo straordinario numero di candidature presentate al concorso indetto dalla Rai per la selezione di 90 giornalisti professionisti da assegnare alle redazioni delle sedi regionali e delle province autonome italiane”, ha commentato l’ad Rai, Fabrizio Salini. “La Rai è un’azienda sana, è la prima azienda culturale del Paese che continua a investire nel settore dell’informazione che è il presente e il futuro dell’Azienda e resta il nostro perno fondamentale e il nostro asset strategico. La nuova selezione pubblica per i giornalisti è un ulteriore segnale della nostra attenzione alla valorizzazione dell’informazione locale, decisiva nel racconto del Paese e l’alto numero di candidature arrivate dimostrano ancora una volta – ha concluso – che il brand dell’informazione del Servizio Pubblico è il più forte che esista nel mercato”. Un porto sicuro – aggiunge Lo Specialista – in tempi di sbarchi verso ammortizzatori sociali e licenziamenti. Dove lo trovi un altro editore che ha la certezza di incassare ogni anno 1,8 miliardi di canone dai cittadini?

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