Abuso di posizione dominante. L’Antitrust sanziona Amazon per oltre un miliardo di euro

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Un camion Amazon - Foto da Wikimedia Commons

Abuso di posizione dominante. È questa la motivazione per cui l’Antitrust ha inflitto una sanzione di oltre 1 miliardo e 128 milioni di euro ad Amazon.

Secondo l’Autorità della Concorrenza e del mercato, la società di Jeff Bezos, nel suo ramo europeo ed italiano in particolare, avrebbe danneggiato gli operatori concorrenti nel servizio di logistica per e-commerce. Nello specifico l’Autority contesta ad Amazon Europe Core S.à r.l., Amazon Services Europe S.à r.l., Amazon EU S.à r.l., Amazon Italia Services S.r.l. e Amazon Italia Logistica S.r.l. la violazione dell’art. 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

In sostanza, spiega l’Antitrust in una nota, “Amazon detiene una posizione di assoluta dominanza nel mercato italiano dei servizi di intermediazione su marketplace, che le ha consentito di favorire il proprio servizio di logistica, denominato Logistica di Amazon (Fulfillment by Amazon, c.d. “Fba”), presso i venditori attivi sulla piattaforma Amazon.it ai danni degli operatori concorrenti in tale mercato e di rafforzare la propria posizione dominante”.

Vantaggi per chi usa la logistica Amazon – Secondo l’Autorità, i venditori che utilizzano il portale Amazon come canale di vendita scegliendo di utilizzare il servizio di logistica fornito da Amazon stessa, avrebbero l’accesso a un insieme di vantaggi essenziali per ottenere visibilità e migliori prospettive di vendita. Tra questi vantaggi esclusivi, spiega il Garante nella nota, “spicca l’etichetta Prime, che consente di vendere con più facilità ai consumatori più fedeli e alto-spendenti aderenti all’omonimo programma di fidelizzazione di Amazon. L’etichetta Prime consente, inoltre, di partecipare ai famosi eventi speciali gestiti da Amazon, come Black Friday, Cyber Monday, Prime Day e aumenta la probabilità che l’offerta del venditore sia selezionata come Offerta in Vetrina e visualizzata nella cosiddetta Buy Box. Amazon ha, così, impedito ai venditori terzi di associare l’etichetta Prime alle offerte non gestite con Fba”.

L’istruttoria ha accertato che si tratta di funzionalità della piattaforma Amazon.it cruciali per il successo dei venditori e per l’aumento delle loro vendite. Infine, ai venditori terzi che utilizzano Fba non viene applicato lo stringente sistema di misurazione delle performance cui Amazon sottopone i venditori non-Fba e il cui mancato superamento può portare anche alla sospensione dell’account del venditore.

In questo modo, secondo il Garante della concorrenza, Amazon avrebbe “danneggiato gli operatori concorrenti di logistica per e-commerce, impedendo loro di proporsi ai venditori online come fornitori di servizi di qualità paragonabile a quella della logistica di Amazon. Tali condotte hanno così accresciuto il divario tra il potere di Amazon e quello della concorrenza anche nell’attività di consegna degli ordini e-commerce”.

“Per effetto dell’abuso – continua l’Autority -, inoltre, sono stati danneggiati anche i marketplace concorrenti: a causa del costo di duplicazione dei magazzini, i venditori che adottano la logistica di Amazon sono scoraggiati dall’offrire i propri prodotti su altre piattaforme online, perlomeno con la stessa ampiezza di gamma”.

Imposte nuove misure comportamentali – Oltre alla sanzione pecuniaria, “per ripristinare immediatamente le condizioni concorrenziali nei mercati rilevanti, l’Autorità ha imposto ad Amazon misure comportamentali che saranno sottoposte al vaglio di un monitoring trustee. Amazon dovrà concedere ogni privilegio di vendita e di visibilità sulla propria piattaforma a tutti i venditori terzi che sappiano rispettare standard equi e non discriminatori di evasione dei propri ordini, in linea con il livello di servizio che Amazon intende garantire ai consumatori Prime. Amazon dovrà definire e pubblicare tali standard e, a far data da un anno dall’assunzione della decisione, astenersi dal negoziare con i vettori e/o con gli operatori di logistica concorrenti – per conto dei venditori – tariffe e altre condizioni contrattuali applicate per la logistica dei loro ordini su Amazon.it, al di fuori di Fba”.

La replica di Amazon: “Sanzione ingiustificata” – “Profondo disaccordo con la decisione dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm)” è il sentimento dell’azienda che replica all’Antitrust annunciando ricorso contro la multa. “La sanzione e gli obblighi imposti sono ingiustificati e sproporzionati – scrive Amazon nella nota -. Più della metà di tutte le vendite annuali su Amazon in Italia sono generate da piccole e medie imprese, e il loro successo è al centro del nostro modello economico. Le piccole e medie imprese hanno molteplici canali per vendere i loro prodotti sia online che offline: Amazon è solo una di queste opzioni. Investiamo costantemente per sostenere la crescita delle 18.000 piccole e medie imprese italiane che vendono su Amazon e forniamo molteplici strumenti ai nostri partner di vendita, anche a quelli che gestiscono autonomamente le spedizioni”.

Il colosso dell’e-commerce, dunque, si difende sostenendo che il programma Fba, ovvero la logistica di Amazon, è un programma completamente facoltativo che i partner di vendita possono decidere di utilizzare o meno, separatamente, per singoli prodotti. Anche il programma Sfp (Seller Fulfilled Prime), ovvero il servizio Prime gestito dal partner di vendita, è un’ulteriore opzione alternativa al programma Logistica di Amazon che permette ai partner di vendita di offrire i propri prodotti attraverso il programma Prime e gestire autonomamente la propria logistica.

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