Accade oggi 13 Gennaio 2021 – la rassegna Telpress delle notizie sui giornali

0
536

PRIMO PIANO.  Il mondo del web – Sul Sole (prima e p.8) spazio alla patent box, con la dote da 5,8 miliardi con i fondi nazionali. Il patent box non entra nelle misure finanziate dai fondi europei del Recovery plan, ma resta in campo nella versione attuale sostenuto da 5,8 miliardi di fondi italiani, già stanziati dalla legge di bilancio. Si chiude il piccolo giallo che ha accompagnato le sorti dell’agevolazione fiscale per brevetti e software nel corso della stesura del piano esaminato ieri dal consiglio dei ministri. Nell’ultima versione, l’indicazione che la misura rimane finanziata, anche se da fondi italiani, sarà chiarito all’interno delle tabelle che dettagliano anche gli interventi non interessati direttamente dagli aiuti Ue.

E sempre sulle colonne del Sole (p.19) Paolo Marzano chiede di agire contro il tecnopirati dello sport in tv. Bruxelles sembra voler recuperare il terreno perso negli ultimi anni, ponendo fine al far west normativo cui ha dato vita la romantica idee della free internet. Lo studio commissionato dal Comitato Juri sul tema della pirateria online degli eventi sportivi sembra essere un altro tassello di questo più ampio progetto e potrebbe portare a delle felici sorprese.

Continua intanto il concorso de “Il Messaggero” dedicato alla memoria di Willy Monteiro e Emanuele Morganti. I lettori potranno inviare i loro componimenti alla redazione fino al 20 gennaio prossimo.

 

Il mondo dei social – Anonimo e violento, il raid dei neofascisti nell’era digitale, scrive Repubblica (p.19). C’erano una volta le irruzioni nelle librerie, i blitz dentro e fuori le sale pubbliche, gli striscioni di insulti e le minacce “in presenza”. Non sono spariti. Si sono digitalizzati. Nella stagione del Covid, dei lockdown, degli eventi in streaming, l’ultradestra neofascista e neonazista si è adeguata alla modalità “da remoto” e punta sulle aggressioni in Rete: sono incursioni in perfetto stile squadrista, raid organizzati. Più vigliacchi di quelli tradizionali perché i protagonisti sono coperti dall’anonimato.

Se Zuckerberg vuole toglierci la vertigine dei like, scrive Gianluca Nicoletti su Stampa (p.23) parlando di possibile svolta nella politica di Facebook. Tra i cambiamenti annunciati del celebre social network c’è una navigazione più facile ed intuitiva, sicuramente utile a trattenere il più possibile, ma la novità più temuta è invece la rimozione del pulsante “mi piace”. Quello che vorrebbe spiegare Facebook, ai futuri orfani del veloce gradimento altrui, non è certo che riuscirà a farne loro elaborare il lutto.

E intanto, come riportato da Avvenire (p.10 in breve) Twitter chiude 70mila profili “legati ai cospirazionisti di Qanon”. “Questi account – ha giustificato la sua decisione Twitter – condividono contenuti pericolosi, associati a Qanon”. Erano essenzialmente consacrati alla propagazione di teorie sul complotto”.

Continua a far discutere intanto la censura a Trump da parte dei social. Censurare Trump? L’Europa ha la soluzione al dilemma sul blocco dei social network, scrive Francesca Bria su Domani (p.9).

 

RETE UNICA TLC. La nuova rete unica a guida Cassa-Telecom rischia di finire nella palude, secondo la ricostruzione di MF (p.1-2): il quotidiano spiega che essendo coinvolte due società pubbliche come azioniste di Open Fiber (Enel e Cdp) la crisi politica in atto non agevola loro operazioni straordinarie. Nonostante l’impegno acclarato di Tim, sul dossier pesa anche l’istruttoria Antitrust sugli accordi stipulati tra Fibercop, Fastweb e Tiscali: c’è chi sostiene si tratti di una formalità e chi invece che le indagini dell’Agcom rallenteranno la creazione della rete unica. C’è però anche un altro punto che tiene in sospeso tutto il progetto, ossia la governance di Open Fiber, alle prese con la cessione del 40 o 50% da parte di Enel, ad ora in sospeso nonostante la dichiarata volontà del colosso energetico di procedere alla vendita. Infine, da segnalare che nella gara della rete in fibra si rafforza l’opzione «Fwa», spiega il Giornale (p.20): dove il cavo non arriva, avanza la tecnologia wireless, che vede Eolo in campo con Cisco, mentre OF la usa già.