Accade oggi 14 Dicembre 2020 – la rassegna delle notizie sui giornali

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Media-tech 14 dicembre 2020
IN PRIMO PIANO. “Il database 2020 della Qualità della vita diventa accessibile”. I dati al centro delle decisioni, dunque. Tra spunti, insoddisfazioni, polemiche e orgogliose rivendicazioni di chi riceve l’informazione e ne approfitta per consolidare la propria posizione di amministratore o di politico scorgendo la propria città in una posizione piuttosto che in un’altra, della consolidata classifica del Sole 24 Ore, si fa spazio il vero dato nuovo di quest’anno. È un dato pieno di significato per la comunicazione. Nello scenario di fondo dell’emergenza sanitaria, coglie infatti il quotidiano economico: “Tutti i dati sull’epidemia devono essere resi pubblici, disaggregati, aggiornati, ben descritti, riutilizzabili senza alcun vincolo, nel rispetto della privacy. “Perché su questi vengono prese decisioni e deve essere possibile a chiunque compiere un’analisi corretta dell’ evoluzione”. Da oggi, dunque, i dati e le rilevazioni sono disponibili in formato machine readable che ne consente il riuso e la rielaborazione, esclusi i fini commerciali – come specifica il Sole 24 Ore, a pagina 19. I dati, così, saranno inseriti in una pagina GitHub del Sole 24 Ore e raggiungibili dalla comunità di cittadini, ricercatori, media e decisori. Si tratta di dati raccolti da fonti istituzionali o forniti alle redazioni da realtà certificate”. Il collegamento è presto fatto: “Come mentono i grafici” è il titolo di un libro di Alberto Cairo che “educa” alla corretta comprensione delle informazioni visive di cui sono pieni i contenitori comunicativi e informativi attuali. Sta qui allora lo stretto legame tra mappe e Data, nell’esigenza e nell’opportunità di chiarire anziché nascondere. Semplice.

WEB E INNOVAZIONE. “La radiografia di 332mila conversazioni Twitter”. Oggi il Sole 24 Ore è “in grande spolvero” sul fronte Futuro. Mette in pagina (la 8) un’ interessante analisi del Rapporto Talent Garden 2020. “Con una crisi feroce scatenata da un’economia in caduta libera, la perdita di posti di lavoro, la contrazione dei consumi, l’innovazione digitale vive un momento dorato. E segna una svolta in Europa ma soprattutto in Italia. Lo dice il Report 2020 di Talent Garden, la piattaforma per il networking e la formazione nata nel 2011 a Brescia e oggi presente in 17 città e 7 Paesi europei con l’obiettivo di favorire la crescita digitale di imprenditori, professionisti e aziende di tutte le dimensioni”. Il Covid 19 ha contribuito alla spinta innovativa: “l Rapporto di Talent Garden non dà le dimensioni di crescita, ma fotografa una tendenza attraverso 332.135 tweet sull’innovazione messi in rete da 82.132 utenti unici (68% uomini e 32% donne) dal 1° gennaio al 15 novembre con centinaia di hashtag”. Ricorda il Sole 24 Ore che “quello dell’intelligenza artificiale, è uno dei temi più caldi nelle conversazioni online che, per esempio, si è indirizzato verso strategie di contrasto al Covid». L’innovazione anti-pandemia con le soluzioni di tracciamento è il leit-motiv che attraversa tutti i Paesi in questo 2020”.

EDITORIA DIGITALE. Corriere della sera a pagina 33 introduce “Scatto delle riviste culturali. Il digitale per una nuova fase”. Approfondimento e meditazione. culturale non contrastano con la velocità digitale. “mondo dei periodici culturali celebra la propria giornata nazionale. Ritrovandosi online per fare il punto proprio su quanto il Covid abbia inciso su questa editoria e sul contributo che può dare al dibattito sulla ripartenza. L’evento si intitola Le riviste italiane di cuitura. Le innovazioni e le sfide e si terra domani sulla piattaforma Zoom (l’indirizzo nella sezione news di cric-rivisteculturali.it) e sulla pagina Facebook del Cric, dalle 10 alle 13.30. È previsto il saluto del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. L’incontro è promosso dal Cric, in collaborazione con la direzione Biblioteche e diritto d’autore del Mibact, con il Cepell, Centro per il libro e la lettura, e con la Biblioteca nazionale centrale di Roma.

COMUNICAZIONE D’IMPRESA E MARKETING. Oscar Giannino dalla prima del dorso economico di Repubblica, Affari e finanza”, sceglie un tema denso: “L’hub digitale delle imprese . Mai più cittadini e imprese davanti a mille portali pubblici”. Le relazioni si colorano di significati comunicavi. I servizi pubblici, oggi, sono anche comunicazione. Coglie questo Giannino: “La strategia nazionale di digitalizzazione non può risultare efficace senza partire da una premessa: una grande alleanza pubblico-privato – ecco il passaggio di novità che interessa – fatta di tecnologie, innovazione e investimenti convergenti tanto da una parte che dall’altra”. Oggi, le interlocuzioni con le amministrazioni sono mediate da smarth phone, tablet, pc. Così anche le relazioni tra privati. In questo senso le “imprese italiane hanno condotto una riflessione da tempo, e si apprestano a chiedere formalmente al governo di affiancare alle intenzioni pubbliche un ambizioso progetto privato, cui destinare una parte peraltro molto limitata dei 35 miliardi rivolti a competitività del sistema-imprese. Lo scopo è chiaro, specifica Giannino: “dare la garanzia di processi end-to-end validati e certificati, con modalità di risposta digitale – ufficiale e autorizzata – a domande formalizzate, identificate e legittime che vengono dalle imprese e dalle banche”.

ANTITRUST E SOCIAL. La riflessione sul mondo dei social (media e network) si distribuisce su due direttrici, trasparenza e trattamento dei dati da una parte e lotta alle concentrazioni dall’altra. Tutto torna in “Spezzatino social instagram o whatsapp? Il dilemma di Zuck” de L’Economia del Corriere della sera, a pagina 16. Ecco il punto: “Mercoledì scorso, la Federal Trade Commission americana e 48 Stati Usa hanno denunciato le presunte pratiche anticoncorrenziali di Facebook e aperto formalmente alla possibilità che la società venga spacchettata per riequilibrare il mercato dei social network e semplificare la vita alle aziende che già collaborano con le piattaforme di Menlo Park. L’epilogo di quella che si prospetta come una lunga battaglia legale è tutt’altro che scontato, ma come nel 1911 — quando alla Standard Oil di Rockfeiler è stato ordinato di dividersi in 34 compagnie indipendenti (l’altro grande precedente risale al 1984 e coinvolge At&T) — gli Stati Uniti sono chiamati a ragionare su una possibile modifica o diversa interpretazione delle leggi sulla concorrenza”.

ECOCOMPATIBILITA’ L’esigenza è: più spazio in cloud. Da dove viene? Naturale, dal nuovo scenario imposto dal Covid. E allora: “Con il digitale rigenerato il data center risparmia”. Affari e finanza ci rende delle curiosità, oggi a pagina 63. “Microsoft, l’azienda informatica americana fondata da Bill Gates, ha piazzato un suo data center sott’acqua, vicino alle isole Orcadi (Orkney in inglese), al largo della Scozia. Questa infrastruttura a forma cilindrica fa parte di un progetto sperimentale chiamato Project Natick. L’idea era di realizzare uno degli storage più efficienti al mondo dal punto di vista energetico. Perché sott’acqua i server vengono raffreddati in modo naturale. Così nel 2018 il data center era stato inabissato per essere poi recuperato dal fondale marino quest’estate in modo da verifícarne le condizioni. I risultati a detta dei ricercatori sono incoraggianti: il cilindro funziona perfettamente. Inoltre, i guasti subiti sono stati inferiori rispetto a quelli di un sistema convenzionale sulla terraferma: solo otto degli 855 server si sono danneggiati”.

TV: La notizia oggi sarebbe “Bruxelles boccia la norma salva-Mediaset”, a tutta pagina di economia di Repubblicat. E lo fa con un atto formale. Dopo le polemiche delle settimane scorse, ecco dunque un’altra pagina del lunghissimo braccio di ferro tra la società di Silvio Berlusconi e la francese Vivendi. La guerra è aperta. E lo stop della Commissione europea non arriva in un momento qualsiasi. Ma proprio alla vigilia di un probabile nuovo intervento del Tar sul congelamento delle azioni del Biscione acquisite dal gruppo francese. E soprattutto dopo che la procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti dei vertici di Vivendi mettendo sul banco le accuse di «manipolazione del mercato» e «ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza». Di fronte allo sport nazionale, però deve cedere il passo a “Rai, Di Maio invitato a 90esimo minuto. È polemica: “Violato il pluralismo”. Dalla Stampa, seppure abbastanza in breve. “denuncia Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai: «una gravissima violazione di legge, del Contratto di Servizio e della Par Condicio. Incredibile che l’Agcom non apra subito un’istruttoria per sanzionare la Rai. Che c’entra il ministro degli Esteri a commentare il campionato di calcio?”.