Accade oggi 17 Dicembre 2020 – la rassegna Telpress delle notizie sui giornali

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SOLE 24 ORE. Tempo di tagli in Confindustria: Di Vico sul Corriere dedica un focus al piano di riorganizzazione della struttura che sarà presentato oggi al Consiglio generale dal presidente Bonomi, in occasione della presentazione del bilancio consuntivo 2020 e del preventivo 2021. Spending review è la parola d’ordine, con riduzione del costo del lavoro e tagli a consulenze e sponsor. Ma la scelta che farà più rumore – scrive Dario Di Vico – è legata alla svalutazione del Sole 24 Ore in portafoglio alla Confindustria per il 61,5%. Il giornale è in carico per 89 milioni ma la presidenza ha giudicato che questa cifra non fosse più credibile agli occhi del mercato e l’ha riportata ai valori di Borsa (circa 19 milioni). Un taglio secco voluto da Bonomi come segno di trasparenza verso i mercati e gli associati e propedeutico ad operazioni che potrebbero interessare II Sole già dal 2021.

VIVENDI-MEDIASET. L’esito del braccio di ferro tra Vivendi e Mediaset resta incerto: la battaglia legale sta prendendo nuovamente una piega ingarbugliata anche per via dei vari livelli istituzionali coinvolti: Governo, Commissione Ue, Consob, Consiglio di Stato, Agcom e Tar. Poichè un Lodo Cologno rischia di durare troppo, con effetti rilevanti sul business operativo di entrambi i gruppi, e il Tar del Lazio ha rinviato a oggi la decisione sul possesso della quota dei francesi nel Biscione, diversi osservatori iniziano a ritenere che solo un arretramento rispetto alle posizioni iniziali da parte di uno dei due contendenti possa garantire una conclusione: secondo banchieri d’affari, consulenti e analisti l’opzione migliore è rappresentata dal pagamento, da parte di Vivendi, di una consistente indennità alla controparte. Non certo i tre miliardi chiesti dal Biscione, ma un assegno d’entità inferiore, che i Berlusconi ritengano congruo. Resta comunque il fatto che Bolloré e De Puyfontaine sono indagati per manipolazione del mercato e ostacolo alla Vigilanza. Questo lo scenario descritto da MF (p.13). Su Sole (p.23) e altri quotidiani invece lo scontro al Tar tra le due media company sull’ipotesi rinvio, in attesa della sentenza Agcom: il Tribunale infatti valuta di prendere ulteriore tempo sulle quote congelate dei francesi fino alla decisione sul salva-Biscione, mentre Cologno e Avvocatura di Stato dicono no a qualsiasi sospensione della delibera in vigore.

EDITORIA. Risiko nel settore, martedì è stato formalizzato il passaggio di quattro giornali del gruppo Gedi alla Sae. Si tratta del Tirreno di Livorno, della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Reggio e de La Nuova Ferrara (Corriere p.28). “La nostra sfida, in controtendenza con l’anima nera di questo nostro tempo carico di difficoltà e incertezze, è per un’informazione, sulla carta e sul web, veritiera e plurale, in un’alleanza forte, trasparente e vitale con i nostri vecchi e nuovi lettori”, ha dichiarato Alberto Leonardis, presidente del Gruppo Sae.

AGENZIE DI STAMPA. L’Agenzia di stampa La Presse cresce. Nuova sede negli Stati uniti L’amministratore delegato Roberto Boella ha sottolineato, come riporta i breve il Corriere della sera (p.37), l’impegno in questo anno monopolizzato dall’emergenza Covid-19: “Nel 2020 abbiamo assunto 40 giornalisti e 40 poligrafici, si tratta per noi di un investimento importante in termini di strutture e personale grazie al quale dal prossimo anno riusciremo ad essere presenti praticamente anche in tutte le regioni italiane”.

NETFLIX DELLA CULTURA. Non piace agli operatori dello spettacolo la Netflix della cultura proposta dal ministro Dario Franceschini. E’ Italia Oggi (p.11) a riportare la bocciatura senza appello degli addetti ai lavori alla piattaforma nazionale presentata dal ministro. Gianluca Floris, presidente di Assolirica: “Lo streaming è un paradigma dei problemi, che abbiamo ora e avremo domani, quando metteremo mano a una vera riforma dello spettacolo. Tra l’altro noi artisti siamo pagati a recita. Il pericolo più evidente con lo streaming è che il compenso si riferisca soltanto alla prima performance e che venga usato solo per trasmettere grandi eventi. In questo modo manderemmo a gambe all’aria almeno due generazioni successive di artisti”. Critiche sono arrivate anche da Federvivo e Agis.

LETTURA. Nell’anno del Covid gli italiani leggono di più: sulla Stampa (p.30) un’ampia analisi di Mario Baduino sui risultati dell’indagine Aie-Cepell. I dati mostrano una sorprendente inversione di tendenza, dopo che la lettura aveva fatto registrare un vero e proprio crollo durante il lockdown primaverile. Un’indagine che viene proposta anche da Corriere (p.43): nell’anno nero aumentano i lettori, passati dal 58% del 2019 al 61%. Il digitale vola, ma la carta tiene. “I1 libro ha resistito. O, meglio, il libro si sta dimostrando un bene davvero essenziale – scrive Nicola Lagioia nel suo commento su La Stampa (p.30) -. Una parte della popolazione sembra aver capito che la pandemia è un dramma la cui soluzione passa per vie complesse, e sono davvero pochi gli strumenti in grado di offrire complessità, empatia, sostegno emotivo a fronte di una spesa contenuta come sanno fare i libri. Per voltare pagina ci sarà bisogno di tutta la nostra intelligenza, di tutta la nostra solidarietà, della nostra eredità culturale unita al coraggio di metterla in discussione. I libri sono una perfetta palestra per allenarsi a questo tipo di futuro e al tempo stesso, sul piano della stabilità inferiore, sono un rifugio ideale in attesa che passi la tempesta”.

AUDIENCE. A novembre dati audience della tv in crescita: + 10% (Italia Oggi p.21). Tra i canali, stravince Rai Uno, mentre Rai Tre sfioa l’8% di share nelle 24 ore. Rai Due scende invece al 4,4%, Italia Uno al 4,7%. Tv8 si fer all’1,8%. La televisione, comunque, è un mezzo in grande salute che, grazie anche al lockdown, ha audience in continua crescita: +10% sia nelle 24 ore (11,9 milioni di persone in media davanti alla tv), sia in prima serata (28 milioni) rispetto al novembre 2019. Un po’ meno in salute il mondo Sky, al 6,2% di share nell’intera giornata (flette di 0,6 punti) e al 6,7% in prima serata (-0,7 punti), anche se comunque le audience in prime time di Sky Uno (+10%) e Sky sport Uno (+5%) sono sempre solide. Il terzo polo televisivo è Discovery, con il suo 7,1% di share nell’arco della giornata e il 6,6% in prima serata, con risultati stabili per Nove e in calo per Real Time e Dmax.

SANREMO. Sanremo, Amadeus oggi dà i nomi (Messaggero p.21): stasera su Rai1 si conosceranno tutti i cantanti del cast. Ma non mancano già le polemiche per le esclusioni, come quella di Morgan, che non ha esitato ad attaccare: “Per me è un pacco di Natale, decidono incompetenti”. Fuori anche Leo Gassman, che si dice dispiaciuto. Dati invece per certi Renga, Gaia e Noemi. Pronto intanto il Festival “parallelo” di Caludio Cecchetto: il talent scout lancia la sua rassegna canora online e, intervistato da Libero (p.19), spiega: “Sfido Amadeus, a marzo do una possibilità ai giovani”.

  1. TV. Piero Angela, pronto a 91 anni per una nuova sfida televisiva, parla alla Stampa (p.31): “I programmi educativi in tv? Esistono, basta cercarli tra le varie reti. Certo, sono perlopiù al mattino o al pomeriggio. Sarebbe bello che fossero trasmessi in prima serata su Rai 1 come capita a me e a mio figlio Alberto, ma lì ci vuole la garanzia di ascolti molto alti. Come si usa dire in azienda, è la prima serata di Rai 1 che paga gli stipendi”. Pronto a tornare in onda su Rai Due Enrico Brignano, che il 22 e 29 dicembre presenta “Un’ora sola vi vorrei – Per le feste”. Il comico e attore al Messaggero (p.20) dice: “Ma quale populista, io sono popolare”.

DIGITALE TERRESTRE. Scattato il conto alla rovescia per la nuova tv: tra nove mesi il nuovo digitale terrestre. Su Libero (p.18) il focus sulla rivoluzione che, a partire da settembre 2021, imporrà di avere apparecchi innovativi per seguire i programmi. Tivùsat ha già la soluzione al problema e scommette sul satellite per far fronte a qualsiasi problema.

CINEMA. “I cambiamenti verranno dalla “warking class” dice il regista Kevin Loach in un bel colloquio con Fulvio Caprara sulla Stampa. Parla di cinema il regista britannico durante un appuntamento della Cineteca di Bologna, ma anche di vita, politica e societa’. Che poi sono, nella dimensione della pellicola cosi ’come nella realtà, la stessa cosa.