Accade oggi 18 Dicembre 2020 – la rassegna Telpress delle notizie sui giornali

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SOLE 24 ORE. Sul futuro del quotidiano Confindustria fa chierezza: l’associazione non vende e si tiene stretto il Sole 24 Ore, riporta MF (p.15). Viale dell’Astronomia ha deciso che non intende privarsi del quotidiano. È questo il parere del consiglio generale riunitosi ieri. Ma se la cessione della quota di maggioranza non è più in discussione – scrive MF -, quello che invece nei prossimi mesi potrebbe tornare in auge è una partnership industriale. Una soluzione che potrebbe prevedere l’ingresso di un nuovo alleato nel capitale con una partecipazione di minoranza del 15%-20%. Dei possibili partners si vocifera da tempo. Il primo identikit è stato quello del gruppo Gedi, che non avrebbe più problemi di quote di mercato dopo la vendita dei quotidiani locali Il Tirreno, La Nuova Ferrara e le Gazzette di Modena e Reggio Emilia al gruppo Sae. Sempre su questo fronte, Gedi starebbe valutando se cedere definitivamente anche La Nuova Sardegna alla DBInformation. John Elkann avrebbe così ancora più libertà di manovra. E l’avvicinamento tra Exor e Confindustria potrebbe poi portare a un ritorno in Confindustria di Fca, dopo l’uscita ai tempi di Sergio Marchionne. Anche La Verità (p.21) guarda al Sole 24 Ore, con Confindustria che pensa a una svalutazione da 70 mln della partecipazione nella casa editrice. Tra i possibili nuovi soci, la Verità cita anche Cairo e Caltagirone, oltre alla suggestione Elkann.

ENEL-RETE UNICA. Enel esce dalla partita della fibra (MF p.3, Sole p.24, Giornale p.22 e altri): deliberata la cessione del 40-50% di Open Fiber al fondo australiano Macquarie. La quota è stata valutata tra 2,1 e 2,6 mld. Closing atteso entro giugno, ora restano da capire gli equilibri con Cdp sulla governance di OF. Messaggero (p.21) e Repubblica (p.35) parlano di primo passo verso la rete unica, anche se la strada è ancora lunga. Tra le ipotesi, scrive Repubblica, la possibilità che Enel venda il 40% a Macquarie e il 10% a Cdp in vista della fusione con Fibercop.  Anche se la Stampa (p.25) segnala come il negoziato con Cdp sia in stallo. Antonella Olivieri sul Sole (p.24) evidenzia come l’accordo Enel-Macquarie renda in salita la strada per la rete unica, visti i prezzi: l’operazione OF per l’Enel di Starace è un capolavoro finanziario, ma il prezzo strabiliante strappato agli australiani mette una zeppa al progetto della rete unica. Telecom – scrive la Olivieri – non potrà mai riconoscere a un’opera ancora incompiuta un valore (5,3 mld per il 100% dell’equity) solo di poco inferiore alla capitalizzazione delle azioni ordinarie dell’intero gruppo.

FACEBOOK vs APPLE. Italia Oggi (p.2) riprende lo scontro tra i due colossi, con Marck Zurkemberg che ha acquistato uno spazio su New York Times, Wall Street Journal e Washington Post per attaccare Tim Cook, sostenendo che “Apple è contro l’internet libero”. Nel mirino di Facebook le novità annunciate dal colosso di Cupertino, che “cambieranno la rete come la conosciamo, ma in peggio”.

GIGANTI DEL WEB. Google, un’altra grana con l’Antitrust (MF p.9): da 38 Stati americani arriva l’accusa di monopolio e concorrenza sleale nella ricerca web. Al colosso di Mountain View viene rimproverato di aver stretto accordi per ottenere un’esclusiva di fatto per il suo motore di ricerca, di aver negato agli inserzionisti la possibilità di utilizzare i servizi dei concorrenti nel mercato pubblicitario e infine di aver privilegiato nei risultati di ricerca i propri servizi a danno di rivali quali Tripadvisor e Yelp. Massimo Gaggi sul Corriere (p.33) guarda a un’altra questione che riguarda i big del web: dopo un’inchiesta del Financial Times che ha denunciato la presenza di Pornhub di molte riprese di minorenni o persone non consenzienti, il sito a luci rosse ha cancellato 13,5 mln di video provenienti da utenti non noti e verificati. Ora l’intera Silicon Vally inizia a chiedersi se alle reti sociali, destinate a perdere l’irresponsabilità per i contenuti diffusi, garantita loro dalla Section 230 di una legge del 1996, non convenga ispirarsi alle scelte di Pornhub.

MEDIASET-VIVENDI. Avvenire (p.17) torna sottolineare l’ipotesi di un accordo tra i due gruppi come via d’uscita dalla “guerra” che dura ormai da quattro anni. Intanto il Biscione annuncia che non ci sarà nessun stop all’aumento della propria quota nella tv tedesca Prosieben (Sole p.30): Mediaset conferma che le attuali quotazioni di Borsa di Prosieben non impediscono di aumentare la quota, dopo che il ceo della tv tedesca Beaujean aveva evidenziato in un’intervista come l’operazione sarebbe onerosa per il socio italiano vista la crescita del titolo a Francoforte.

NOVITA’. Nuova avventura per Mario Calabresi nei podcast (Italia Oggi p.21): l’ex direttore di Repubblica prende la guida di Chora Media, una start up di di podcast e narrative per tutti i tipi di piattaforme, con alle spalle Gianani (Wildside) e Brera (Kairos). “Un’avventura – spiega Calabresi – che scommette su un modo nuovo di declinare il giornalismo e il racconto, mescolando i generi e uscendo dai formati tradizionali”. Una nuova avventura anche per Amodei, l’editore del Corriere dello Sport-Stadio e di Tuttosport, che sbarca nel mondo dei videogiochi con l’acquisizione del 51% da Fandango Club di Pg Esports (Italia Oggi p.23).

DIRITTI TV. Italia Oggi (p.21) guarda alla partita dei diritti tv, andando ad analizzare il possibile ruolo di Dazn. Champions League 2021-2024 ormai andata a Sky e Amazon, con qualche opzione in chiaro per Mediaset. E anche per la prossima Serie A l’impressione è che Sky e Amazon si divideranno il bottino dei diritti tv per il triennio 2021-24. Dazn quindi, potrebbe diventare una sorta di piattaforma degli sport minori, dalla Serie B di calcio ai campionati spagnolo o francese, passando poi per i motori, la boxe e i combattimenti, ma non sarà facile trattenere il milione di abbonati italiani che fino adesso hanno scelto di sottoscrivere il contratto da 9,99 euro al mese. Nel frattempo, – come riporta Italia Oggi (p.23) nella rubrica “chessidice in viale dell’editoria – per quanto riguarda il Calcio di Serie C, è stato raggiunto l’accordo per distribuire le partite nel mondo. Il canale Serie C Tv sarà distribuito in tutto il mondo grazie a un accordo con Mister C che esporterà il brand Serie C in Europa, negli Stati Uniti, in America Latina, in Argentina e in Australia.

DIGITALE TERRESTRE. Da oggi i 23 canali del Tg regionale del servizio pubblico saranno tutti visibili sulla piattaforma satellitare gratuita tivùsat con un canale dedicato, a partire dal numero 301 (Italia Oggi p.21). Intanto, per quanto riguarda il digitale di seconda generazione, si sbloccano alcuni passaggi fondamentali nella roadmap per il rilascio della banda 700 da parte delle televisioni (Italia Oggi p.23). Per quanto riguarda l’emittenza locale, è stato pubblicato il decreto indennizzi che permetterà di aprire una nuova finestra temporale per il rilascio volontario anticipato delle frequenze da parte degli editori interessati. Inoltre sono state pubblicate tutte le restanti procedure di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per la diffusione a livello locale. Per quanto riguarda le emittenti nazionali, invece, la richiesta di Confindustria radio tv, fatta durante il tavolo Tv 4.0 con il sottosegretario allo Sviluppo economico Mirella Liuzzi, è stata quella di concludere entro marzo prossimo la gara per i mezzi mux e l’assegnazione di tutte le frequenze.

DESTRA vs REPORT. FdI contro Report, Ranucci: “Porte sempre aperte” (Fatto p.12). Due ore e mezzo di fuoco in Vigilanza, partiti di destra scatenati contro Report. Infatti FdI ha chiesto spiegazioni su un’intervista “tagliata” a Giorgia Meloni, FI è tornata sul caso delle email “rubate tra Giuli e Mascetti” e la Lega ha chiesto l’elenco delle cause intentate al programma. “Sono pronto a ospitare Meloni con un’intervista registrata, come avviene da noi”, ha ribadito il conduttore aggiungendo: “Si cominci ad approvare la legge sulle liti temerarie a tutela del giornalismo libero e d’inchiesta”.

POLEMICA PRESEPE. Arriva Franceschini a salvare la Rai – scrive le Verità (in prima e p.17) -. Il presepe sacrilego finisce agli Uffizi. Chiusa per il momento la telenovela sulla rappresentazione sacra che vede Dalla e la Cinquetti al posto di Giuseppe e Maria: sarà esposta agli Uffizi. Per i vertici di viale Mazzini era imbarazzante e troppo cara. L’installazione era stata voluta dal manager Nicola Sinisi, molto legato ai maggiorenti del Pd. La Lega presenta un’interrogazione: “Chi ha autorizzato l’operazione?”. Il cda ha aperto un’istruttoria.

SANREMO. Corriere (p.47), Stampa (p.30) e altri giornali presentano i 26 big di Sanremo, dopo la prima serata di ieri su Rai Uno in cui Amadeus ha svelato i nomi del cast della prossima edizione. Torna Orietta Berti, già 11 volte sul palco dell’Ariston. Ci saranno anche Renga, Arisa, i Maneskin. Ma le attenzioni sono per la coppia Michielin-Fedez. “Da Fedez a Orietta Berti, il mosaico di Sanremo unisce le generazioni” scrive il Giornale (p.28). Il QN (in prima pagina) dedica la fotonotizia all’”atto di Fedez” sul Sanremo: l’esordio del rapper all’Ariston può far rinascere il Festival.

LETTURA. Su Repubblica (p.41) la riposta di Corrado Augias alla lettera di Giuseppe Laterza. I dati sul recupero del mercato libraio da maggio a oggi viene visto come un “miracolo” dall’editore, che legge nel ritorno all’acquisto dei libri “un gran bisogno di immaginazione”. La ripresa del mercato libraio è una “buona notizia” anche per Augias, che segnala come la lettura riesca a “mettere in moto potenzialità che la semplice e spesso passiva visione di immagini non fa”. E di questo c’è assolutamente bisogno, segnala Augias: le statistiche dicono che il 28% degli italiani compresi fra i 16 e i 65 anni soffre di analfabetismo funzionale.