Accade oggi 20 Gennaio 2021 – la rassegna Telpress delle notizie sui giornali

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WEB DA RIFORMARE. La Stampa (p.24) intervista il commissario europeo per il commercio e il digitale, Thierry Breton, che interviene sulle responsabilità delle piattaforme dopo il blocco social imposto a Trump: “C’è un vuoto normativo. Ma le piattaforme, fino all’8 gennaio, non hanno mai voluto riconoscere questo problema e le loro responsabilità editoriali. Poi però è successo l’episodio Trump. E se lo hanno fatto è perché hanno visto che sulle loro reti stava circolando qualcosa di sbagliato, con importanti conseguenze fuori dallo spazio digitale. Se ora riconosci che è necessario controllare cosa succede sulle tue reti – prosegue il commissario Ue -, allora implicitamente stai riconoscendo che avresti dovuto farlo anche prima. E poi mi chiedo: è giusto che un’azienda privata possa decidere di intervenire in questo modo, bloccando il presidente degli Stati Uniti d’America? No, simili decisioni devono essere prese in base a delle leggi votate da un parlamento attraverso un processo democratico”.

RETE UNICA. Prove di lista unica del cda tra Tim e Vivendi: oggi Telecom avvia il confronto sul rinnovo della governance in vista dell’assemblea del 20 aprile, possibile presentazione di una lista da parte del cda uscente, secondo l’esperienza di Unicredit e Mediobanca (Messaggero p.17). Attesa per la posizione di Vivendi dopo l’intervento di Conte, favorevole a una situazione non conflittuale. No comment da Parigi su ipotesi che Vivendi possa nuovamente caldeggiare una lista autonoma. Il cda odierno sarà un banco di prova della tenuta dei rapporti perché c’è chi ritiene che il gruppo francese non voglia fare uno sgarbo istituzionale e invece convergere verso la conferma del ticket Rossi-Gubitosi, nel segno della rete unica che è un obiettivo condiviso da Parigi. Intanto, la rete unica slitta ancora. Open Fiber, Cdp prende tempo (Giornale p.20). Alla base ci sarebbe la scadenza dei 30 giorni di diritto di prelazione di Cdp sul 50% di Open Fiber che Enel ha deciso di vendere al fondo australiano Macquaire per 2,6 miliardi di euro.

SOCIAL. Gli italiani emigrano su Signal (Giornale in prima e p.18). Paura per la privacy. Fuga da Whatsapp. Colpa delle nuove regole dell’app che dal 16 maggio permetteranno ufficialmente a Zuckerberg di leggere anche le chat e utilizzare i dati raccolti per profilarci meglio. Poco importa che ufficialmente queste modifiche riguardino solo le conversazioni con le aziende attraverso una piattaforma a loro dedicata. La decisione di Facebook lascia gli utenti davanti a un bivio: accettare una policy poco chiara (ed esser “spiati”) o non usare proprio l’app. Ecco quindi l’esodo verso chi promette più tutela come Signal.

OSHO CENSURATO. Osho “oscurato”. Facebook si scusa: rimosso per errore (Corriere p.23, Verità p.21 e altri). Proteste dei fan dell’account. Il creatore Federico Palmaroli: “È una piattaforma privata e tendenzialmente può fare quello che vuole” ma fa notare che “in questi casi il confine con la censura può diventare labilissima”.

EDITORIA. Fieg e Datrix insieme per la formazione degli editori in materia di privacy e nuove regole sui dati, mettendo un programma di formazione gratuita specialistica su raccolta, analisi e attivazione dei dati di prima parte (Italia Oggi p.21). Un tema d’attualità per il settore, vista l’imminente impossibilità di utilizzo dei cookies di terza parte, elemento al centro dell’attuale schema di monetizzazione della pubblicità digitale.

GIORNALI. Giornali, caccia al paywall perfetto (Italia Oggi p.21). Ogni testata cerca la formula adatta a sé tra i vari modelli. C’è Der Spiegel che ha creato tre tappe per accompagnare i tedeschi fino alla sottoscrizione dell’unica formula piena di abbonamento; c’è Le Monde che ha scelto invece due sole fasi intermedie ma propone tre formule finali differenti e poi c’è Bloomberg che ha intrapreso un’altra via ancora, quella della tecnologia machine learning che adatta gli abbonamenti all’utilizzo effettivo che se ne fa. I modelli del cosiddetto paywall sono tanti visto che quasi tutti i giornali italiani e stranieri stanno passando sul web da un’informazione completamente gratuita a una qualche offerta di contenuti a pagamento. Obiettivo: compensare in parte le contrazioni delle inserzioni pubblicitarie.

DIRITTI TV. Serie A tra vertici, fondi e diritti (MF p.17, Sole p.15). Entro gennaio (prima scadenza il 21) si deciderà il futuro gestionale e finanziario del calcio italiano. Si prolunga il negoziato coi private equity, mentre per i diritti televisivi si va verso la trattativa privata. La questione si intreccia con le trattative in corso fra club e cordata di private equity CvcAdvent-Fsi interessata a rilevare per 1,7 miliardi il 10% della media company (e la maggioranza del cda). Però alcuni nodi legali, di governance e fiscali legati alla complessità dell’affare, rallentano il negoziato.

TV. Sky, vittoria in Tribunale contro Alice e Marcopolo (Sole p.16). Il Tribunale di Milano ha integralmente rigettato le domande con cui LT Multimedia e la controllante LT Holdings avevano chiesto di condannare Sky Italia per pretesi inadempimenti contrattuali, abusi di posizione dominante e atti di concorrenza sleale in seguito all’interruzione dei rapporti commerciali a fine 2013, alla scadenza del contratto che portava su piattaforma Sky i canali Alice, Leonardo e Marcopolo.