Accade oggi 22 Dicembre 2020 – la rassegna Telpress delle notizie sui giornali

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PUBBLICITA’. Picco di pubblicità per Mediaset (MF p.15, Giornale p.22): nell’ultimo bimestre il Biscione registra un balzo della raccolta del 6-7%, rispetto al -2% registrato nel solo mese di ottobre. Un rally che porterà a un saldo negativo del 4% nel secondo semestre e del -10/-11% su base annua, secondo le stime di Equita sim, rispetto a un consensus che prevedeva una flessione del 14%. Oggi al cda ordinario dovrebbe arrivare una informativa di aggiornamento sul caso Vivendi: Silvio Berlusconi non chiude ad un accordo con i francesi, anche se il salva-Mediaset potrebbe essere un ostacolo sulla strada del possibile accordo. Italia Oggi (p.21) segnala il rimbalzo della pubblicità nel 2020: secondo l’ad di Nielsen, Alberto Dal Sasso, non solo Mediaset trae giovamento dal rimbalzo ma pure, con gradi diversi, la Rai. Il fattore positivo è il diverso comportamento delle aziende nella seconda ondata. “Il primo duro lockdown da marzo a maggio, ha colto tutti di sorpresa – prosegue Dal Sasso – fermando le aziende malgrado l’audience fosse piena, mentre capivano come fronteggiare la situazione. Nel secondo lockdown le aziende hanno capito che conviene continuare a comunicare sia per i prodotti che per i brand. Oltre alla Tv, la stampa ha le maggiori difficoltà, mentre il digitale è tornato positivo quasi subito”. Anche Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell’Upa, conferma l’importanza di sfruttare audience, letture più alte e maggiore navigazione su Internet: “La pubblicità non lavora solo sul breve periodo e c’è l’opportunità di rafforzare le marche avendo a disposizione molta attenzione. Il recupero non è invece certamente dovuto ai consumi”.

CORRIERE RECORD. Il Corriere della Sera (in prima e p.30) celebra, ripercorrendo le tappe salienti delle news 2020, il suo anno record dell’informazione digitale: oltre 29 mln di utenti unici al mese. 300 mila gli abbonati al sistema digitale, 29 mln di utenti unici medi mesili, con un incremento del 70%, nel giorno medio, rispetto al 2019.

PREVIDENZA GIORNALISTI. Su Italia oggi (p.20) l’appello del neonato comitato “Salviamo la previdenza dei giornalisti” al presidente della Repubblica Mattarella  “per chiedere un intervento interessate affinché sia confermata la garanzia pubblica dello Stato sul sistema pensionistico dei giornalisti, come già avvenuto in passato per altri enti previdenziali”. E in generale “affinché si valuti con massima urgenza, responsabilità e trasparenza, ogni soluzione equa e non punitiva per continuare ad assicurare pensione e prestazioni previdenziali a tutti i giornalisti italiani”. Tra i primi firmatari ci sono Lucia Annunziata, Ferruccio de Bortoli, Clemente J. Mimun, Marco Travaglio, Bruno Vespa e molti altri.

GDO & SOCIAL. Live stream shopping è la nuova frontiera della grande distribuzione e Wallmart punta su TikTok per attrarre i più giovani (Italia Oggi p.17). Venerdì scorso il colosso americano dei supermercati ha annunciato un appuntamento digitale, una diretta TikTok per promuovere le sue marche di abbigliamento. La strategia del gruppo è multicanale: da mesi Walmart sta ponendo un forte accento sull’e-commerce perché la pandemia ha spinto sempre più persone ad acquistare online. Di qui la scelta di TikTok, risultata l’app più scaricata del 2020, che ha sviluppato strumenti pubblicitari e commerciali, nonché piattaforma dove Walmart gioca in casa: a settembre scorso il gruppo ha infatti annunciato di voler acquistare il 7,5% del ramo americano TikTok Global, per il quale è in corsa con Oracle.

RUSSIA & SOCIAL. Micol Flammini sul Foglio (in prima e p.8) dedica un’analisi a quanto accade a Mosca in tema social network. Da tempo il Cremlino lavora per sfruttare a suo favore Facebook, Twitter eYoutube. Ora la propaganda russa è arrivata anche sul social dei ragazzi, ma ancora non ha capito come conquistarlo: TikTok infatti, rispetto alle altre piattaforme, non crea sottonazionalità e riduce l’aspetto identitario. Per questo la propaganda del Cremlino, basata su una forte connotazione nazionale e nazionalista, non riesce a far breccia.

FAR WEB. Big Data e privacy al centro del commento sul QN (p.2) di Giorgio Traini, che mette gli utenti in allerta: nella società dell’algoritmo e dell’avanzante Intelligenza artificiale saremo sempre più dati, prima che persone. Con l’attenzione crescente ai Big Data, inquieta – scrive Traini – che istituzioni e politica facciano fatica a regolare la società digitale che si sta velocemente materializzando. Con il GDPR dell’Ue del 2018 sulla tutela dei dati personali è stato fatto un notevole passo avanti. Ma la grande questione restiamo noi cittadini, utenti, consumatori felicie e contenti di vivere nel Far Web.

TLC. Tim, retromarcia sulle commesse 5G alla cinese Huawei (Repubblica p.33). La storica rete di ripetitori di Tim – quella in tecnologia 4G – è stata realizzata per il 50% da Ericsson, per il 25 da Nokia e per il 25 da Huawei. A inizio 2020, quando il quadro non era ancora così fosco per il gruppo cinese in Italia, la Tim aveva ridotto a due il suo parco fornitori: il 60% ad Ericsson e per il 40% a Hauwei per la rete 5G. Ora, Tim torna al vecchio schema a tre: la rete 5G sarà realizzata a braccetto con la svedese Ericsson, la finlandese Nokia e Huawei. I cinesi di Hauwei, dunque, non vengono messi alla porta; ma risultano comunque ridimensionati. Intanto, sulla rete unica, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Tim, Fastweb, Teemo Bidco, FiberCop, Tiscali Italia e KKR (Messaggero p.17, Stampa p.25 e altri). L’istruttoria, si legge in una nota, riguarda “i contratti che regolano la costituzione e il funzionamentodi FiberCop e gli accordi di fornitura con Fastweb e Tiscali”.

CINEMA. Il botteghino fa registrare un pesante -80% (Italia Oggi p.20). Nel box office del 2020, solo 24 film sono sopra il milione di euro. In testa “Tolo Tolo”, prelockdown, con 46,2 milioni di incassi. Italia Oggi evidenzia come quella del cinema sia una industria da difendere, con migliaia di posti di lavoro a rischio. Il 2020 ha quasi azzerato il mercato: -80%. Alcuni titoli già pronti hanno preferito saltare il passaggio in sala e andare direttamente sulle piattaforme di streaming a pagamento: ma non ci sono dati di box office di questo nuovo settore. Anche se, tranne rarissime eccezioni, lo streaming puro non può essere ancora una opzione percorribile e sostenibile economicamente, soprattutto per i film italiani.