Accade Oggi – Fedez, la politica e la paura degli influencer- a cura di Telpress

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

È stato esagerato il ruolo politico degli influencer (Italia Oggi p.2). Suscitano più attenzione che voti. Dal monologo di Fedez al concertone del Primo Maggio sul ddl Zan in poi, è stato tutto un fiorire di articoli sul nuovo possibile ruolo politico svolto dagli influencer. In un cambiamento copernicano, si è passati dalla politica che si fa pop, riprendendo la felice definizione del professore Gianpietro Mazzoleni, ovvero che cerca di spettacolarizzarsi per cercare di attrarre l’attenzione di potenziali elettori sempre più distratti e annoiati, al pop che si fa politica. Ed ecco chi sottolinea il nuovo potere che può essere esercitato, soprattutto sui più giovani, da parte di cantanti, attori ecc. anche nel campo delle scelte politiche ed elettorali. Un potere rafforzato dal ruolo svolto dai social media e dai milioni di follower che gli stessi influencer hanno su Instagram, Facebook, e compagnia cantante (mai espressione fu più felice…), e che gli permette di inviare messaggi senza alcuna intermediazione di terzi. Come spesso però accade si rischia di scrivere più di pancia, sull’onda dell’emozione del momento, che di testa. Basta guardare cosa succede negli Stati Uniti. Se prendessimo per buona l’equazione “influencer = voto (od opinione) in una certa direzione”, date le posizioni ultra-liberal di Hollywood e dintorni, avremmo dovuto avere la prima presidente donna già da alcuni anni. E invece…