Accade Oggi – Tetti pubblicitari, Rai in fibrillazione – a cura di Telpress

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La Rai si schiera contro il governo, “Non tagliateci la pubblicità”. La controffensiva della Rai non si è fatta attendere e appena approvato in Cdm il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea Servizi media audiovisivi, è ripresa la battaglia sui tetti pubblicitari. Da una parte la dirigenza di Viale Mazzini e il sindacato, dall’altra il governo e più precisamente il ministro dello Sviluppo economico, il leghista ma fedelissimo del premier Mario Draghi, Giancarlo Giorgetti. Le regole europee che andranno a comporre il Testo unico servizi media audiovisivi radiofonici (Tusmar) prevedono nuovi tetti di affollamento pubblicitario: per le emittenti private in chiaro si passa dal 15% al 20%, per la concessionaria del servizio pubblico, la Rai, il limite sale dal 4% al 6% a regime, salvo nell’anno di transizione, fino a fine dicembre 2022, quando sarà al 7% come concesso da Giorgetti in fase di trattativa. Di fatto, è un ampliamento sul solco della maggiore flessibilità indicata dalla Ue. Ma non basta alla dirigenza Rai, che puntava almeno all’8%, e soprattutto sperava di scongiurare il divieto di concentrare sui canali più seguiti la pubblicità venduta, che di norma dovrebbe invece finire spalmata su tutte le reti. Il primo a scagliarsi contro il governo è stato Giancarlo Leone, uno dei più longevi dirigenti Rai, dove ha lavorato fino al 2016: “Ci saranno minori introiti pubblicitari per la Rai tra i 60 e i 100 milioni di euro l’anno (Stampa p.7).