Accade Oggi – Uomini e macchine, ecco i giudici di Facebook – a cura di Telpress

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Foto da Canva.com

Repubblica dedica l’approfondimento “Longform” al “tribunale” di Facebook: nell’era in cui tutti siamo immersi nei social, Facebook è diventato il giudice supremo della nostra libertà di parola. Il gigante decide quale post vada rimosso e quale reintegrato e dove vada tracciato il confine tra discorso politico e discorso d’odio. Quali immagini configurino il diritto di cronaca e quali il compiacimento dell’osceno. A decidere su queste questioni è un tribunale misto, composto dagli algoritmi delle macchine settate da Facebook che sorvegliano il social in tempo reale, dalla soggettività malpagata di moderatori umani e – dal 2020 – da un Oversight Board, un Comitato della libertà di parola digitale, composta da giudici selezionati e finanziati dallo stesso Facebook.