Accordo Espresso-Itedi. Nasce il gruppo che unisce La Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX

0
218

accordo stampa-repubblicaIl Gruppo editoriale l’Espresso, si unisce alla Itedi, editrice de La Stampa e de Il Secolo XIX, dando vita al più grande gruppo editoriale italiano. Gli Agnelli, contestualmente, escono dal gruppo Rcs dove hanno una partecipazione del 16,7% finora detenuta da Fca (FiatChryslerAutomobiles). “Con questa operazione giunge a compimento il ruolo svolto, prima da Fiat e poi da Fca, per senso di responsabilità nel corso di oltre quarant’anni, che ha permesso di salvare il Gruppo editoriale in tre diverse occasioni, assicurando le risorse finanziarie necessarie a garantirne l’indipendenza e quindi a preservarne l’autorevolezza”, scrive in un comunicato Fca. L’accordo, annunciato a Borsa chiusa, tra i due colossi editoriali porterà il nuovo aggregato a controllare il 20% circa del mercato italiano della carta stampata, con una posizione di leadership sul mercato digitale. Tecnicamente l’operazione prevede che sia il gruppo L’Espresso a incorporare Itedi in una fusione che, secondo i dati di bilancio del 2015, porta la nuova realtà a registrare un fatturato di 750 milioni di euro con la più alta redditività del settore, senza alcun debito. L’unione tra i quotidiani e i periodici dei due gruppi già oggi può contare nel suo insieme su circa 5,8 milioni di lettori e oltre 2,5 milioni di utenti unici giornalieri sui loro siti d’informazione. Con le testate che manterranno piena indipendenza editoriale e Monica Mondardini, attuale ad di Cir e Gruppo Espresso, alla guida operativa della nuova società. “L’accordo segna una svolta importante per il Gruppo Espresso che avvia oggi un nuovo percorso di sviluppo, garanzia di un solido futuro in un mercato difficile – ha dichiarato il presidente Carlo De Benedetti -. La missione di questa casa è sempre stata l’editoria, al servizio di una crescita civile del paese. Con questa operazione, l’impegno viene riconfermato e accresciuto”. Il presidente di Fca John Elkann, in una lettera ai dipendenti, parla della nascita di un Gruppo “solido e integrato”. All’esito dell’operazione, Cir resterà azionista di controllo, con una quota superiore al 40% del Gruppo Editoriale L’Espresso. La società risultante dalla fusione resterà quotata alla Borsa Italiana. Il perfezionamento dell’operazione di fusione, che è soggetta all’autorizzazione delle competenti autorità nonché delle rispettive assemblee dei soci, è previsto per il primo trimestre del 2017. Molto negativi i commenti dei giornalisti del Corriere che in due comunicati a distanza di poche ore hanno attaccato duramente la società degli Agnelli. “Non sono sempre i migliori quelli che se vanno” scrive il Cdr del Corsera, che esprime “forte sconcerto e indignazione” per la nota con la quale Fca ha annunciato il suo disimpegno da RcsMediagroup. Per i giornalisti “è paradossale il riferimento al ‘senso di responsabilità sbandierato da Fca che si vanta di aver salvato in tre diverse occasioni il gruppo Rcs assicurando risorse finanziarie necessarie”. “La verità è un’altra – continua il comunicato -. E’ sotto gli occhi di tutti come in questi anni, in cui il gruppo torinese è stato al primo posto tra i nostri azionisti con un ruolo decisivo nella scelta del management, la società editrice del Corriere della Sera sia stata progressivamente e pesantemente impoverita con scelte industriali disastrose”. Altrettanto duro il comunicato del Cdr dei Periodici di Rcs MediaGroup che punta il dito sul “debito-voragine lasciato con le banche” da Fca, “provocato dalle scelte industriali scellerate degli amministratori delegati targati Fiat (premiati con buonuscite milionarie)”.