Accordo sullo “stipendio” tra gli ex consiglieri-pensionati e la Rai

0
415

La sorte delle indennità (66 mila euro lordi da moltiplicare per tre anni) degli ormai ex consiglieri-pensionati Rai si doveva conoscere in questi giorni. Era attesa per la fine di ottobre, infatti, la sentenza del Tribunale civile di Roma (al quale il Tar del Lazio ha rinviato la competenza sul caso) sul ricorso di Arturo Diaconale, Carlo Freccero, Guelfo Guelfi e Giancarlo Mazzuca che nei tre anni di mandato in Viale Mazzini non hanno percepito nulla. Hanno infatti lavorato gratis in forza della riforma Madia sulla Pubblica amministrazione (Legge n. 114 del 2014), secondo cui i pensionati non possono lavorare in un’azienda partecipata dallo Stato se non gratuitamente. Non solo. I “quattro moschettieri” del settimo piano si sono dovuti pagare da soli anche la polizza per proteggersi da eventuali danni erariali.

Confortati dai legali, non si sono dati per vinti. Sono stati nominati dal Parlamento – questa la tesi difensiva – e a loro non si applichi la norma sulla Pa; e poi, la Rai non fa parte della Pubblica amministrazione. E’ una società per azioni alla quale andrebbe applicata la normativa privatistica. Prima il ricorso al Tar, dunque, e poi al Tribunale civile di Roma contro un azionista Tesoro che li ha “costretti” a lavorare gratis. Ma proprio mentre erano con le valigie in mano – a quanto apprende LoSpecialista.tv – l’azienda li ha salutati prima dell’estate con una (mini) transazione. Meglio poco che niente…