Addio a Enrico Vaime, maestro intramontabile della televisione

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foto da streaming

È stato protagonista di un’era della tv che non ha eguali, e che viene ancora oggi ricordata e omaggiata come è giusto che sia. Enrico Vaime, autore televisivo, scrittore, conduttore televisivo e radiofonico si è purtroppo spento a Roma lo scorso 28 marzo all’età di 85 anni. In Rai dal 1960, la sua carriera è stata vasta quanto varia, e soprattutto importante. Lo ricordiamo per Quelli della domenica (1968); Gran Varietà, autore insieme ad Italo Terzi nelle edizioni del 1978 e 1979; Black Out, il talk show in onda dal 1979 su Radio 2; Noi … no!, varietà condotto da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, di cui Vaime è stato autore con Terzi e con lo stesso Vianello; Memorie in bianco e nero (2010) con Maurizio Costanzo, e ancora Di che talento sei? (2011), Si è fatta notte (2012). E poi è stato il grande autore di Canzonissima (1968 e 1969) e Fantastico (1988), oltre che di numerosi libri quali, tra tanti, Amare significa, Memorie dal bianco al nero, Perdere la testa, Tutti possono arricchire tranne i poveri. Vaime è stato un pezzo intramontabile nella storia dello spettacolo, in un momento in cui si sapeva ridere davvero, in cui le novità intelligenti piacevano all’unanimità. Intelligenza, garbo umorismo, ironia sono i tratti con cui è sempre stato descritto: uno dei più grandi maestri del fare televisione. E proprio quel fare televisione non è scontato, non è semplice e non è da tutti. Tante le parole di affetto da parte di artisti del mondo della televisione e della radio per la perdita di Vaime, che utilizzano i social per esprimere il loro ricordo commosso. Non sono gli unici, tutti gli affezionati telespettatori riempiono le pagine web con un pensiero o un omaggio per lui. E ancora, non è solo la sua Perugia a piangere, ma anche Riccione, di cui Vaime era cittadino onorario, innamoratissimo dei suoi paesaggi e della sua vitalità in cui l’autore si recava fin da piccolo. Il pensiero va a lui, alla sua televisione, al suo modo di inventare il varietà, di raccontare, di intrattenere, di insegnare, di ironizzare, di far riflettere. A lui un addio che non è mai tale quando si tratta di personaggi il cui segno non può essere rimosso, con la consapevolezza che niente di tutto questo deve essere dimenticato, semmai ritrovato.