Addio alla radio in Fm sugli smartphone. La legge vuole favorire il Dab+ ma nessuno lo integra

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Addio alla radio in Fm sui telefoni cellulari. E almeno per ora, addio all’ascolto della radio in generale sulla maggior parte degli smartphone. Dal 1° Gennaio 2020 è infatti entrata in vigore la legge 205/2017 che vieta l’ascolto della radio “tradizionale” sugli smartphone. La limitazione, nelle intenzioni del legislatore era quella di favorire la radio digitale, il cosiddetto Dab+, una innovazione tecnologica che ormai raggiunge gran parte della popolazione ma che fatica a trovare spazio sui telefonini. Questo perché per integrare il Dab+ è necessaria l’installazione di un’antenna aggiuntiva, oltre che di un chip dedicato. Componenti costosi e che occupano spazio nelle scocche di smartphone sempre più integrati e in cui lo spazio è un “bene prezioso” e da centellinare. Da qui la situazione paradossale in cui il servizio di ascolto della radio sui telefonini non sarà più disponibile sulle frequenze Fm ma non lo sarà neppure in Dab+. Sono pochissimi i modelli che hanno già integrato la nuova tecnologia, considerata dalle aziende produttrici economicamente svantaggiosa anche in virtù della scarsa richiesta di questa funzionalità. Per ora soltanto Lg, con il modello Stylus 2 datato addirittura 2016, ha deciso di integrare la tecnologia, senza peraltro ottenere grandi risultati.

D’altra parte la legge impone alle aziende di eliminare il servizio radio in Fm dall’inizio di quest’anno e tutti i nuovi modelli che usciranno dalle fabbriche non lo avranno più. Anche sugli smartphone già acquistati la funzionalità sparirà progressivamente attraverso gli aggiornamenti del software. La prima ad aver già aggiornato i suoi dispositivi è la Samsung, casa coreana tra le principali nel settore della telefonia, seguita dalla Nokia.

Disabilitando la funzionalità di radio Fm, Samsung e gli altri produttori di telefonini hanno di fatto ribaltato l’intento della legge che disponeva l’obbligo dal 1 Gennaio 2020 di vendita “di apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora con integrata un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale”. Senza il servizio in Fm di fatto i cellulari non sono più assimilabili ad un ricevitore radio via etere per cui, in punta di legge, non hanno l’obbligo di integrare il Dab+, eliminando alla radice il problema.

Quindi come si potrà ascoltare ancora la radio attraverso il cellulare, si chiederanno tutti coloro che ascoltavano la vecchia Fm magari durante il footing o al mare sotto l’ombrellone? La soluzione più semplice, che molti già utilizzano, sarà quella di scaricare le app delle singole emittenti radiofoniche e ascoltarle in streaming, oppure direttamente da loro siti internet dedicati. L’alternativa, sicuramente meno usuale, sarà quella di non aggiornare il software rinunciando così a sfruttare tutti i miglioramenti tecnologici via via apportati.

Niente problemi, invece, per chi ama ascoltare la sorella cieca della tv in auto. Per gli amanti della musica, dell’intrattenimento o dell’informazione al volante, al momento non è previsto lo spegnimento delle frequenze utilizzate per la radio analogica Fm. Per cui sarà possibile continuare ad ascoltarla nella modalità tradizionale, e nei nuovi modelli, anche in modalità digitale Dab+: dal 21 dicembre 2020, infatti, secondo quanto prescrive la normativa europea, tutte le radio integrate nelle autovetture nuove immatricolate in Ue devono poter ricevere almeno il segnale digitale terrestre. In questo modo i problemi di ascolto in galleria o in montagna diventeranno solo un vecchio ricordo.

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