“Affare” lockdown per i giganti del web

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Vanno a gonfie vele gli affari per i giganti del web. Per loro la crisi già era una sconosciuta. Lo è diventata ancor di più con lo scoppio della pandemia covid-19. Le attese degli analisti in questo 2020, infatti, sono state tutte smentite con fatturati e utili in forte rialzo. Milioni di persone – e anche in Italia ne sappiamo (e ne sapremo) qualcosa – costrette nella vita sociale e lavorativa da uno spazio fisico ad uno digitale. Uno spazio controllato appunto da pochi giganti del web. L’Impennata degli acquisti on-line; aumento esponenziale delle richieste di cloud per aziende; l’importanza crescente della pubblicità digitale targettizzata; la necessità di dotarsi sempre più di device digitali. Musica per le orecchie di Amazon, Alphabet, Microsoft, Apple e Facebook. Giganti sui quali incombono pesanti ombre in materia di contratti di lavoro, privacy degli utenti, utilizzo di contenuti editoriali, rispetto della concorrenza (soprattutto in ambito pubblicitario), propaganda politica ed elusione fiscale.

I CONTI – In compenso si sono distinti anche nel terzo trimestre per i bilanci. Il Gruppo di Jeff Bezos (patrimonio personale di oltre 200 miliardi di dollari) ha fatturato 96,15 miliardi di dollari (+37%) e 6,3 miliardi di utili (triplicati); Alphabet (casa madre di Google e YouTube) ha fatturato 46,17 miliardi (+14%) e 11,25 miliardi di utili (+59%); per Microsoft 37,2 miliardi di dollari di ricavi (+12%) e utili per 13,9 miliardi (+30%); Facebook ha ricavi per 21,47 miliardi (+22%) e utili a 7,85 miliardi (+29%); Apple, infine, 64,7 miliardi di dollari nel trimestre luglio-settembre (+1%), con utili pari a 12,67 miliardi (-7,4%). Qui è andata un pochino peggio, ma da gennaio 2020 l’azienda di Cupertino ha migliorato le performance del 54%…

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