Afghanistan, assassinate in strada tre donne che lavoravano per la tv

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"Burqa a metà" di FotoRita su Flickr

Tre giovani donne che lavoravano come doppiatrici per la Enikass Radio and TV, una emittente radiotelevisiva afghana, sono state freddate a Jalalabad nella serata di ieri, in due attacchi separati, mentre tornavano a casa dal lavoro. Una quarta è gravissima, ricoverata in ospedale. I nomi che sono stati diffusi per le tre vittime sono Mursal, 25, Sadia, 20, and Shanaz, 20 (fonte: The New York Times).

Dai primi riscontri, pare essere solo l’ultimo episodio di una serie di omicidi mirati contro giornalisti e lavoratori dei media, attivisti, esponenti religiosi e giudici nel paese. Lo scorso dicembre la stessa sorte era toccata ad una presentatrice di Einkass, Malalai Maiwand, in un attacco rivendicato dallo Stato Islamico. E a inizio gennaio era stato ucciso Bismillah Adil Aimaq, caporedattore di una stazione radio locale, “Sada-e-Ghor” (letteralmente La Voce di Ghor).

La polizia di Jalalabad ha fermato un sospetto vicino al luogo di uno degli attacchi: si tratta di un uomo, possibilmente affiliato ai talebani, in possesso di una pistola con silenziatore. I tre omicidi, tuttavia, non hanno ancora rivendicazione, e il coinvolgimento è stato negato dal portavoce dei talebani stessi, come riportato da tutti i media internazionali (BBC, Al Jazeera, CNN, The Guardian, The New York Times, solo per citarne alcuni).

Sono comunque ancora scarse le informazioni in merito agli attacchi: secondo quanto riportato dal direttore dell’emittente, Zalmai Latifi (che era stato rapito a scopo riscatto nel 2018), le tre giovani donne sono state uccise in due operazioni separate, mentre stavano tornando a casa dal lavoro. In Einkass, erano impiegate nella divisione che si occupava del doppiaggio di popolari “telenovelas” turche e indiane in Dari e Pashtu.

Negli ultimi sei mesi soltanto, sono ben 15 i lavoratori dei media assassinati in Afghanistan: un paese alle prese con un delicato processo di pacificazione fra governo eletto e talebani, avviato lo scorso anno.

Particolarmente prese di mira, tuttavia, sono le donne: nella sola emittente Enikass, su 10 lavoratrici donne, 4 sono state uccise da dicembre a oggi. A febbraio erano state assassinate due giudici donne della Corte Suprema afghana nella capitale Kabul.

Secondo l’ambasciata USA a Kabul, gli attacchi sono volti a intimidire la compagine della stampa e a costringere i giornalisti a nascondersi e a tacere, nel tentativo di minare la libertà di stampa.