Agcom: avviate istruttorie su Vivendi e Sky Italia

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Il nuovo consiglio dell'AgCom. Foto da account @AGCOMunica

L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha deliberato (a maggioranza) l’avvio di due istruttorie a tutela del principio del pluralismo esterno nel caso di soggetti operanti contemporaneamente nei mercati delle comunicazioni elettroniche e in quelli del Sic (Sistema integrato delle comunicazioni). “In particolare – spiega una nota dell’Agcom – un procedimento è volto a verificare la posizione della società Vivendi S.A., alla luce delle partecipazioni azionarie detenute in Telecom Italia S.p.A. e in Mediaset S.p.A. nonché dei relativi mercati in cui tali società si trovano ad operare. Una seconda istruttoria riguarda la società Sky Italia Holdings S.p.A. in ragione dell’attività svolta attraverso società direttamente o indirettamente controllate nei predetti mercati. I procedimenti – conclude la nota – avranno una durata di 120 giorni che decorrono dalla data di notifica ai soggetti interessati”.

L’apertura di un’istruttoria su Vivendi era stata annunciata. Mentre Mediaset e i francesi si battono in tribunale, e la loro querelle rischia di diventare un affare di Stato coinvolgendo il governo e la Commissione europea, l’Agcom fa quello che le chiede l’emendamento al dl Covid ribattezzato “salva Mediaset”. E quindi decide di verificare la posizione dei francesi nei mercati tlc e media prima di – eventualmente – consentire che rientrino nel pieno possesso delle azioni del “Biscione”. A stupire, invece, è l’apertura di un’istruttoria anche su Sky Italia. E qui un ruolo deve averlo giocato senz’altro la recente entrata del Gruppo diretto da Maximo Ibarra nel settore della telefonia con la vendita di fibra per la casa oltre ai consueti abbonamenti alla pay tv.

Le notizie che giungono sul fronte Mediaset-Vivendi nel frattempo fanno capire come si stia per alzare di nuovo il livello dello scontro. Da una parte la Procura di Milano ha chiuso le indagini sulla tentata scalata Mediaset da parte del Gruppo francese nel 2016, decretando che Vincent Bolloré e Arnaud De Puyfontaine sono indagati. Dall’altra Palazzo Chigi e Bruxelles si “beccano” sull’opportunità dell’emendamento “salva Mediaset”. L’esecutivo fa capire che andrà avanti e che non aveva neanche obblighi di notifica. Bruxelles non è d’accordo e avvisa che è meglio procedere con molta cautela. Il tutto alla vigilia dell’appuntamento col Tar del Lazio chiamato a decidere sulla vecchia delibera dell’Authority (del 2017) e a scongelare – alla luce della recente sentenza della Corte Ue – le azioni Mediaset che Vivendi ha parcheggiato in Simon Fiduciaria.

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